giovedì 10 Settembre 2026
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Taste 2026, il pomodoro è pop: packaging e novità tra gli stand

Tra etichette d'ispirazione artistiche, confezioni di design e bottiglie che richiamano le bevande gassate, al Taste esplode il fenomeno del "pop-pomodoro". Ecco come

Immagini che di volta in volta rievocano i visi rubicondi delle massaie, richiamano i tratti delle donne di Picasso o rimandano al paesaggio estivo della produzione. Pomodori stilizzati o rappresentanti nel più classico dei piennoli, e persino bottigliette la cui forma riporta alla mente gazose e chinotti. È intorno al pomodoro – rectius, al suo packaging – che all’ultimo Taste si è sprigionata la fantasia di grafici e designer. Tra gli stand del salone fiorentino del gusto non sono mancati brand attenti a curare, insieme alla sostanza, anche la forma in cui il pomodoro è presentato. Ci sono prodotti che si limitano a cambiare etichetta, e poi ci sono marchi che usano il packaging come un vero atto di posizionamento. Ecco una serie di esempi:

Per la sua passata, il brand pugliese Cusmai 1925 ha presentato un’etichetta che rappresenta simboli delle estati: la sdraio, una bici, un cielo azzurro e una giornata soleggiata. Una scelta – racconta l’azienda di Andria – per ricorda il momento dell’anno in cui i pomodori vengono raccolti e lavorati nel conservificio tra l’agro di Cerignola e quello di Andria.

L’azienda nocerina Italiana Vera arriva al Taste con una nuova linea di pomodori che si affianca al brand storico “Attianese dal 1954” e soprattutto con un nuovo design che – per scelta della titolare Diana Attianese – insiste su un immaginario all’avanguardia, talvolta pop, ispirato all’arte novecentesca, e lo fa con un tono leggero, a tratti ironico.

Richiama le forme di alcuni dei più celebri quadri di Picasso la linea di passate di pomodoro dell’azienda siciliana Naturius, creata 25 anni fa tra le terre fertili di Maniace, ai piedi dell’Etna, affacciate sui Nebrodi. La seconda generazione porta avanti un progetto di filiera corta e rispetto per la stagionalità con dedizione e sguardo rivolto al futuro.

Sceglie invece il piennolo e il Vesuvio – due icone della napoletanità – l’azienda agricola biodinamica Sapori Vesuviani, condotta con passione da Pasquale Imperato. Si trova alle pendici del vulcano, nel Parco Nazionale del Vesuvio, un terroir dove il prodotto tipico per eccellenza è rappresentato dal Pomodorino del Piennolo del Vesuvio Dop e dall’Albicocca del Vesuvio.

Tra i packaging “pop” lungo gli stand di Taste c’è poi quello dell’abruzzese Fragassi, un’azienda familiare che valorizza la natura, la qualità artigianale e l’attenzione ai dettagli. Gianni, Ester e la loro figlia Fabiola portano avanti con orgoglio la tradizione culinaria e i sapori autentici abruzzesi.

Chiudiamo con la siciliana Pachineat, che oltre alle proposte di pomodori passati, canditi e in polvere (da usare sia in cucina che nei cocktail) hanno sviluppato una linea di acqua di pomodoro, quella che usano per conservare i pomodori mantenendo dolcezza, armonia e naturale sapidità. Nascono così le Acque di pomodoro Datterino e Marinda, in bottiglie che richiamano bevande come limonate e chinotti.

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