Se qualcuno avesse ancora dubbi sulla strada che la ristorazione d’hotel sta intraprendendo, l’apertura di Tratto a Firenze – il nuovo bistrot all’interno dell’hotel del gruppo Marriott, versione pop della stellata Trattoria Contemporanea a Lomazzo (Como) – non fa che confermare il capoluogo toscano come cartina al tornasole di nuove modalità di interpretare la ristorazione contemporanea.

Parole chiave come convivialità e identità sono alla base di questo format di casual dining che approda nel cuore di Firenze, all’interno del W Florence, l’hotel inaugurato quest’estate che unisce design, energia e spirito cosmopolita. Un progetto che porta con sé la filosofia del gruppo comasco – oltre allo sharing, ci sono ricerca e libertà creativa – e la traduce in un linguaggio più pop e accessibile, pensato per una città in continuo fermento.

Articolato in 4 spazi (ristorante principale, W Lounge, cortile interno e room service) Tratto è un luogo dove la cucina dialoga con l’atmosfera, tra contaminazioni internazionali e radici italiane. La firma è quella del collettivo di chef e maître di Trattoria Contemporanea, una squadra giovane che porta a Firenze la stessa energia che ha conquistato la Brianza. “Da Tratto vogliamo raccontare una cucina golosa, italiana e conviviale – spiegano Andrea Noto e Christian Malatacca – che unisce le persone e fa stare bene”.

Il loro obiettivo è portare la visione di Trattoria Contemporanea oltre i confini del fine dining, in un contesto più informale ma altrettanto curato, in un contesto che fonde il fascino retrò degli anni ’70 – forme geometriche, luci calde e colori decisi – con un’estetica contemporanea, per costruire un dialogo costante tra passato e presente. Particolarmente simpatici i piatti in sé, impreziositi da disegni o frasi in linea col locale.

Il menù si articola in antipasti (18-24 euro) tra cui il carpaccio di manzo speziato con salsa al pepe e fondo di cottura (foto in alto), Pesce spada con yogurt e rucola o Spedino di calamaro alla brace e maionese all’nduja, seguiti dai primi (20-26 euro) che oscillano dal Riso Carnaroli con salsa di pomodoro, origano e stracciatella ai Tagliolini all’uovo con salsa al limone, basilico, burro e parmigiano, dai Pici alla genovese – interessanti, ma era così necessario il coulis di lampone? – fino alla pasta mista con patate, cozze e caciocavallo podolico.

Al posto dei secondi ecco il carrello dei dolci (12 euro), che in realtà propone una selezione a tre: il tiramisù al cucchiaio – ormai quasi l’equivalente del piccione nel fine dining, ossia feticcio di ogni menù vocato all’informalità – il salame al cioccolato, più gelato o sorbetto.

