giovedì 10 Settembre 2026
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Firenze, cinque motivi per andare a provare Chic Nonna di chef Vito Mollica

Apre i battenti ufficialmente domani, ma era da mesi tra gli argomenti di discussione più gettonati nel mondo foodie fiorentino: ecco cinque motivi per andare a provare Chic Nonna dello chef Vito Mollica

foto di Luca Managlia

In fondo, chef Vito Mollica non se n’è mai realmente andato da Firenze. Anche quando era in servizio a Dubai, nella parentesi mediorientale durata qualche mese alla guida del primo Chic Nonna del gruppo Mine & Yours, qualcosa di lui è rimasto saldamente ancorato al capoluogo toscano, ai suoi gusti e alle sue storie. Dal momento in cui ha deciso di lasciare le cucine del Palagio del Four Seasons Hotel Firenze, le modalità del suo ritorno all’ombra del David sono state stabilmente in cima alla hit-parade degli argomenti di conversazione più frequenti nei gastro-salotti cittadini.

Ed ecco quindi che viene facile, ora che Chic Nonna ha finalmente aperto i battenti in Palazzo Portinari Salviati, trovare cinque motivi per andare a (ri)trovare chef Vito Mollica.

1 – Perché finalmente Vito Mollica è tornato a casa

Sembra una tautologia, ma neanche troppo. Se non temessimo di sconfinare tra agiografia e blasfemia, infatti, potremmo raccontare di come in questi mesi lo spirito di Vito Mollica abbia continuato ad aleggiare sulle acque dell’Arno. Potremmo descriverlo come una via di mezzo tra il Godot di Samuel Beckett e una sorta di convitato di pietra, ma nessuna di queste figure renderebbe merito al personaggio. La realtà è molto più semplice: si è sempre parlato dello chef lucano, vero, ma non certo perché mancasse qualcos’altro di cui (s)parlare, in città. Il motivo è un altro: nessuno come Vito Mollica ha saputo farsi voler bene dal pubblico e dalla critica, per le doti umane prima ancora che professionali. È la prova vivente del potere enorme del sorriso, della gentilezza e della positività elette a mood quotidiano.

2 – Per la location di Palazzo Portinari Salviati

chic nonna firenze

Per dirla con le parole di Vito Mollica, l’obiettivo della struttura – sia Chic Nonna che il Salotto Portinari bar & bistrot – è diventare un luogo “vissuto” dai fiorentini, anche solo per un caffè o un incontro d’affari. In fondo, conclusi gli ultimi lavori di ristrutturazione, i 55 coperti del ristorante di Palazzo Portinari Salviati hanno come valore aggiunto i suoi splendidi interni: nelle cinque sale convivono Rinascimento fiorentino e design (pensiamo alle sculture contemporanee di Helidon Xhixha alle pareti che coesistono in armonia con gli affreschi cinquecenteschi di Alessandro Allori).

3 – Per il risotto stagionale di Vito Mollica

chic nonna firenze

Ovviamente, una visita a Chic Nonna significa tornare ad assaggiare la cucina di Vito Mollica, in primis alcuni dei piatti che ormai sono diventati suoi cavalli di battaglia. Pensiamo al risotto, che non mancherà mai in carta: al debutto del ristorante lo chef lucano ne ha preparato uno ispirato alla caprese, dove i gamberi si accompagnano a pomodoro, mozzarella e basilico. Oltre ai risotti, quella di Vito Mollica sarà una cucina centrata sulla stagionalità e di matrice tradizionale ma che allargherà gli orizzonti del gusto superando i confini del territorio, oscillando tra pollo bianco del Valdarno, Patanegra a lunghissima stagionatura, verdure coltivate da piccoli produttori toscani e la selezione di ostriche.

4 – Per i due menù degustazione di Chic Nonna

chic nonna firenze

Oltre al menù alla carta, Chic Nonna offre la possibilità di scegliere due percorsi di degustazione da cinque portate ciascuno: il menù degustazione “Corte degli Imperatori”, combinazione originale di carne e pesce, mentre il menù “Rubabriciole” –  dedicato al singolare fregio della Batracomiomachia, presente in una delle sale del ristorante, a opera di Alessandro Allori, con la rappresentazione della battaglia tra topi e rane tratto dal poemetto attribuito a Omero –  propone un menù con piatti vegetariani. Insieme a Vito Mollica, l’ampia cucina può contare sui due Restaurant Chef Rosario Bernardo e Paolo Acunto. La sala, gestita da Mark Ignatov e Davide Altobelli è classica, con servizio alla francese, semplice ed elegante e con un tocco di raffinata precisione orientale.

5 – Per la cantina da 300 etichette

La carta dei vini, curata dalla sommelier Clizia Zuin, è una collezione di circa 300 etichette tra brand storici e piccoli produttori, in grado di ricreare un ideale viaggio tra Italia e Francia. Da Chic Nonna sono presenti anche tre proposte di wine pairing con cinque calici, in accompagnamento ai piatti dei due menù degustazione dello chef. Un primo percorso sul mondo delle bollicine italiane e francesi; un secondo sui vini toscani, e, infine, un terzo percorso prevede una selezione tra le migliori etichette del Belpaese e d’Oltralpe.

Ecco una serie di foto dall’inaugurazione:

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Marco Gemelli
Marco Gemelli
Marco Gemelli, classe ’78, giornalista professionista dal 2007. Dopo anni come redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia, è passato alla libera professione. Oggi collabora con diverse testate online e cartacee, tra cui Il Giornale, Wine & Travel, Food & Wine. È membro della World Gourmet Society, nonché corrispondente italiano per Lust Auf Italien.

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