martedì 27 Ottobre 2026
HomeVino & BollicinePieve di Campoli,...

Pieve di Campoli, il Vinsanto usato nelle Messe in Duomo a Firenze

Sapete da dove arriva il Vinsanto usato durante le celebrazioni nella Cattedrale di Firenze? È quello di Pieve di Campoli, nel Chianti Classico, azienda dell’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero dell’Arcidiocesi fiorentina

C’è un Vinsanto che difficilmente potrete assaggiare, a meno che non indossiate l’abito talare. È il vino passito da Messa dell’azienda Pieve di Campoli, nel cuore del Chianti Classico, che ha mantenendo nei secoli la sua funzione religiosa ad uso esclusivo nei rituali per la liturgia: non viene venduto al pubblico ed è appannaggio solo dei sacerdoti. Chi vuol farsi un’idea può però agevolmente concedersi un sorso degli altri Vinsanti dell’azienda di proprietà dell’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero, realizzati seguendo i processi di “vinsantificazione” naturale, a partire dalla vendemmia completamente manuale.

vinsanto pieve di campoli

Il suo affinamento va spesso anche oltre i cinque anni d’età, all’interno del frantoio a San Casciano Val di Pesa: in questo luogo antico e nascosto il Vinsanto invecchia all’interno di caratelli da 50 o da 80 litri, alcuni di castagno ed alcuni di rovere, che lo cullano negli anni attraverso l’alternarsi delle stagioni e i cambi di temperatura, rendendolo ancora più dolce. All’olfatto predominano sentori di frutta secca e di caramello, aromi di dattero ed albicocca secca, mentre al gusto si presenta armonico e vellutato, ben strutturato.

vinsanto pieve di campoli

Due le etichette proposte al pubblico, entrambe messe in commercio solo nelle annate migliori: il già citato Vinsanto da Messa – il Vinsanto del Chianti Classico Cortine DOCG Vinsanto della Cattedrale di Firenze usato regolarmente nelle celebrazioni nel Duomo di Santa Maria del Fiore e posto in commercio solo dopo aver soddisfatto le esigenze liturgiche della Cattedrale – e quello che ha dai 15 ai 20 anni di invecchiamento, con alcune bottiglie Pieve di Campoli che risalgono all’annata 2001 e della linea Cortine all’anno 2006.

pieve di campoli

Ma il Vinsanto non è l’unica “chicca” dell’azienda agricola Pieve di Campoli che dal 1985 è di proprietà dell’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero, a riprova di come la Chiesa continui ad essere protagonista dello sviluppo della produzione enologica, che trova la sua consacrazione nel rispetto della natura, dei suoi ritmi e nel lavoro dell’uomo. Consta di 50 ettari vitati tra le zone di produzione del Chianti e del Chianti Classico e altri 100 che oggi con 18mila piante di olivo, rendono Pieve di Campoli una delle realtà olivicole più grandi dell’area fiorentina. Le etichette dell’azienda nascono in diversi terroir siti nei comuni di San Casciano e Barberino – Tavarnelle Val di Pesa le cui altitudini, esposizioni e microclimi danno vita a una gamma variegata di vini di grande carattere ed eleganza, pensati per esprimere fedelmente il territorio in cui nascono, grazie anche ad alcuni impianti (storici) di oltre mezzo secolo di vita.

pieve di campoli

I prodotti si dividono in due linee: Pieve di Campoli (San Casciano), sotto cui nascono il Chianti, il Chianti Classico Annata e Riserva, il Rosato e il Vin Santo e Cortine (San Donato), località dove è situata la cantina di vinificazione e la bottaia, da cui nascono i tre omonimi Chianti Classico Annata, Riserva e Gran Selezione e Il Canaiolo e il Vinsanto del Chianti Classico.

Segui Il Forchettiere su Google
Aggiungi Il Forchettiere alle tue fonti preferite per trovare più facilmente i nostri articoli nelle Notizie principali di Google.

Rimani aggiornato: iscriviti!

ARTICOLI SIMILI

Èno Florence Wine Excellence torna alla Fortezza da Basso con oltre 1.400 etichette, buyer, ristoratori e produttori: la sfida è trasformare una degustazione in una piattaforma di business.

DELLO STESSO AUTORE

Continua a leggere

Ristoranti Gambero Rosso 2027, sono 44 i locali “Forchettati”

Un solo "Tre Forchette" (Enoteca Pinchiorri), 30 a quota due e 13 con una sola Forchetta. Ecco tutti i premi speciali assegnati in Toscana

Pizzerie Gambero Rosso 2027, la Toscana ritrova Polzella (con Tre Spicchi)

La guida presentata a Roma premia il ritorno del pizzaiolo di Rosignano, colpito nel 2024 da una grave patologia. In Toscana salgono a 12 le pizzerie al vertice, mentre i Due Spicchi perdono cinque insegne.

Essenza, con Stefano Cavallini a Borgo Pignano il girarrosto torna protagonista

Lo chef Stefano Cavallini, primo italiano a conquistare una stella Michelin all’estero, torna a Firenze alla guida del ristorante di Borgo Pignano Florence: una cucina essenziale tra cotture allo spiedo, servizio al tavolo e memoria gastronomica.