lunedì 26 Ottobre 2026
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Venezia, l’Hostaria Castello e le suggestioni dell’Orient Express

Nel sestiere di Castello, a Venezia, l'Hostaria Castello richiama nei toni e nelle atmosfere le suggestive ambientazioni dell'Orient Express e offre una valida cucina territoriale, guidata dallo chef Luca Veritti

Cosa lega il mitico Orient Express – il treno passeggeri a lunga percorrenza che collegava Parigi Gare de l’Est a Costantinopoli – a un’osteria nella laguna di Venezia? I passaggi concettuali intermedi sono appena una manciata, e portano dal sestiere di Castello alla stazione di Venezia Santa Lucia, da lì a Parigi e infine al Bosforo. Tutto nasce nella Serenissima, oggi sede di eventi come la Biennale d’Arte, la Biennale d’Architettura e Mostra Internazionale del Cinema ma anche punto di partenza “italiano” per l’Orient Express.

Negli spazi che fino a non troppo tempo fa ospitavano l’agenzia di viaggi specializzata dove era possibile acquistare i biglietti per il viaggio in treno più suggestivo del mondo (insieme alla Transiberiana, ma di certo più confortevole…) oggi fa mostra di sé un ristorante aperto nell’agosto 2021- l’Hostaria Castello, nell’omonimo sestiere veneziano frizzante di movida – che ha mantenuto nell’atmosfera più d’un richiamo al mondo dell’Orient Express.   

In pochi metri quadrati arredati con gusto dalle interior designer Michela Amadio e Claudette Navarro – che hanno voluto conferire all’ambiente l’aria vissuta tipica dei bacari veneziani – Hostaria Castello sa raccontare, con i suoi spazi e le sue pietanze, la Venezia che un tempo si avvicinava all’Oriente. Di quella allure ripropone adesso il tocco glamour e arabeggiante, il servizio gentile e il menù accurato a firma dello chef Luca Veritti (foto in alto) che omaggia la tradizione lagunare.

Il ristorante  ha anche un elemento distintivo che lo caratterizza: una porta blu, a muro, in legno e ferro battuto, con funzioni meramente decorative, non di passaggio. Riproduce un’altra celebre e fotografatissima porta di Venezia: quella situata in Calle de Mezo, vicino a Ruga Giuffa. Instagrammabile, come si conviene alla Serenissima del terzo millennio.

Hostaria Castello conta su pochi coperti: appena 18 all’interno, articolati in un ambiente raccolto, più una trentina sul plateatico, fruibile durante la bella stagione. Il locale si trova a breve distanza dall’imbarcadero del vaporetto di San Zaccaria, vicinissimo a Piazza San Marco, ai Giardini della Biennale e all’Arsenale. E dunque comodo per recarsi al Museo Correr recentemente inaugurato, alle esposizioni internazionali di grido ancora aperte. O per dirigersi infine verso il Lido, alla volta del red carpet.

Venendo alla cucina in sé, tra i piatti di Hostaria Castello non mancano gli evergreen della cucina locale – fegato alla veneziana con polenta morbida e salvia croccante, o le sarde in saor, i bigoli all’anatra o gli spaghetti con scampi alla busara – ma ad essi si affiancano alcune preparazioni contemporanee come il cappuccino di patate con le seppie al nero “spolverate” di cacao amaro, oppure i calamari saltati con crema di finocchi aromatizzata alla vaniglia di Bourbon e mandorle tostate.

In un locale lontano dal facile “acchiappaturisti” – lo stesso proprietario, Vladimir Grigoriev, ha anche Bakarò in Campo Santa Margherita e Hostaria Sant’Aponal – il punto di forza di Hostaria Castello è una cucina (di mare e di terra) a prezzi competitivi, per Venezia, e con materie prime reperite al vicino mercato di Rialto.

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Marco Gemelli
Marco Gemelli
Marco Gemelli, classe ’78, giornalista professionista dal 2007. Dopo anni come redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia, è passato alla libera professione. Oggi collabora con diverse testate online e cartacee, tra cui Il Giornale, Wine & Travel, Food & Wine. È membro della World Gourmet Society, nonché corrispondente italiano per Lust Auf Italien.

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