Ha il sapore di una sfida, la scelta di portare una cucina fine dining sulla costa settentrionale della Sicilia, davanti alle isole Eolie, in una cittadina sì di mare come Capo d’Orlando (Messina) – dove Gino Paoli trovò ispirazione per la sua sempiterna “Sapore di sale” – ma in un contesto non così avvezzo alla contemporaneità ai fornelli. A non rendere temeraria, bensì ponderata, questa sfida è il know how degli imprenditori che hanno voluto realizzare il Peperosa all’interno del porto turistico inaugurato nel 2017 e fiore all’occhiello della località.

È qui infatti ha trovato sede il progetto dei fratelli Miriam e Antonio Magistro, quest’ultimo ormai a tempo pieno nel campo della ristorazione dopo una formazione manageriale ad Alma e una serie di esperienze fuori dai confini nazionali. I due hanno creato uno spazio con pochissimi posti – 25 all’interno più 40 all’esterno, affacciati sul molo da cui arrivano e partono eleganti barche a vela e yacht di ospiti internazionali – dallo stile essenziale, con una cantina d’eccezione curata da Giuseppe Migliazzo, marito di Miriam, con oltre 650 referenze italiane e internazionali.

Proprio il mondo dei diportisti è il primo target del ristorante, che sta cercando (e sta in questo, la vera sfida) di avvicinare i residenti della zona a una cucina d’alto livello. Prima ancora di sfogliare il menù, che si tratti di un ristorante diverso dal solito lo si evince già dall’estetica, dal concept contemporaneo seppur accogliente. Gli interni sono giocati sui toni del grigio: dall’antracite dei tavoli in pietra lavica a tonalità più chiare come quelle delle comode sedute in pelle grigia, su cui risaltano tocchi di ambra, data dai dettagli in legno di faggio, e da alcuni elementi della mise en plâce, tra cui bicchieri e i sottopiatti. Sul fondo della sala un grande quadro richiama le atmosfere eoliane, che riportano idealmente agli esterni, dove gli arredi sono in ferro zincato bianco abbinati a sedute di design.

Da un la cucina del Peperosa è affidata allo chef Domenico Perna, classe ’94, siciliano di nascita ma formatosi in importanti realtà, premiate dalla guida Michelin, sia in Italia (Le Sirenuse a Positano, il Comandante a Napoli, la Capinera a Taormina, Il Cappero a Vulcano) che all’estero (al Baglioni di Londra). “Qui da noi – spiega Antonio Magistro – sta costruendo il suo personale percorso, in cui trovano spazio tanto la Sicilia quanto luoghi, tecniche e materie prime di tutto il mondo, frutto delle esperienze di viaggio. Una cucina che, come piace a noi, sa e vuole prendersi dei rischi”. A curare la pasticceria è invece Alessio Magistro, fratello dei titolari, diplomato all’Alma con esperienze nella cucina dell’Enoteca Pinchiorri di Firenze, a fianco del pasticcere Francesco Federici, da Berton a Milano e al Mori Venice Bar di Parigi.

A Capo d’Orlando, la cucina del Peperosa gioca sul filo dell’omaggio alle materie prime del territorio siciliano, ma con tocchi tutt’altro che marginali mutuati dalle tradizioni culinarie orientali ed un’attenzione piuttosto spiccata al mondo vegetale, com’è oggi di assoluta tendenza. Ma non è tutto: «Uso fermentazioni, marinature e ossidazioni» racconta lo chef, che ha tra i suoi signature la Ventresca dimenticata (ventresca di tonno frollata 70 giorni, caramello di carruba e Olandese all’acque di Porro fermentato). Nei suoi piatti è presente anche con una costante nota acida – che diventa sempre più importante nei tre menu degustazione – data da agrumi e aceti (di melograno, riso, Champagne).

Sono tre i percorsi degustazione del Peperosa: uno da 6 portate (Sicilia Discovery, a 90 euro) e due da 7 (Nuove rotte a 130 e Rivoluzione vegetale a 80), ognuno dei quali dedicati alle nuove generazioni, Lorenzo, Margherita e Elodie, rispettivamente figli di Antonio e Miriam, i primi due, e dello chef la terza. Ai tre menù si aggiunge la possibilità di scegliere i piatti alla carta e una proposta dedicata al lunch.

Tra i piatti più interessanti, la melanzana con fico d’india e caprino, il gambero con acqua di pomodoro e bergamotto, oppure lo scampo con ricotta forte e salmoriglio. Ma meritano un assaggio anche piatti creativi come il cocomero con latticello e caviale croccante, o lo Scrusciu (foto in alto) – spaghettone di Gragnano, anemoni e gambero rosso – o il tortello con genovese di tonno, gelsi, mandorla e capperi.

Peperosa
Contrada Bagnoli, Porto Turistico, Capo d’Orlando Marina (Messina)
Apertura: da martedì a sabato pranzo e cena
tel. 0941 426076
info@ristorantepeperosa.com

