giovedì 10 Settembre 2026
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Alassio: RAL 3000, il ristorante di Stefano Grano dedicato alla cucina a fuoco vivo

Ad Alassio (Sv) il ristorante "RAL 3000" propone un approccio che unisce tecniche di cottura a fuoco vivo ad una visione contemporanea, valorizzando ingredienti selvatici e locali

A pochi passi dal mare, ad Alassio, apre le porte RAL 3000 – Cucina di Fuoco, il nuovo ristorante di Stefano Grano, giovane chef classe 1996 con una solida esperienza in ristoranti stellati. Il suo obiettivo è quello di ridare valore alla cucina essenziale, quella che nasce dal contatto diretto con la materia prima e con le tecniche di cottura più primordiali. Un ritorno alla semplicità, ma anche una riflessione sul nostro rapporto con la natura e con la terra, nel segno di un ingrediente che diventa protagonista: il fuoco.

RAL 3000 Alassio

Il fuoco al centro della cucina

Il nome del ristorante, RAL 3000, non è casuale: fa riferimento al codice internazionale che identifica il colore rosso fuoco, una scelta che riflette la centralità dell’elemento stesso nella cucina proposta da Grano. Qui, il fuoco non è solo uno strumento per cuocere, ma un mezzo che determina sapori, profumi e consistenze, un filo conduttore che lega insieme ogni piatto. La scelta di abbandonare gas e metodi moderni per fare spazio a legna e carbone non è solo una questione tecnica, ma una vera e propria dichiarazione di intenti: recuperare la genuinità di una cucina più intima e radicata nella terra. Il calore naturale diventa il punto di partenza per una cucina che si fa essenziale, capace di esaltare il vero sapore degli ingredienti.

RAL 3000 Alassio

La selezione dei legni – ulivo, vite, agrumi – varia in base alla stagione e alla tecnica di cottura adottata, contribuendo a creare profumi e sapori che non sono replicabili con i metodi tradizionali. Ogni tipo di legno ha una sua funzione: c’è il legno di ulivo, che dona un aroma delicato e persistente; la vite, che aggiunge una nota affumicata; e l’agrume, che regala freschezza e una sottile dolcezza. Questi dettagli sono il cuore pulsante di un progetto gastronomico che non teme di mettersi a nudo, dove il cibo non viene filtrato da preparazioni complicate o sofisticate, ma trasmesso attraverso una tecnica pura, radicata nei gesti più antichi.

L’ambiente

L’ambiente, con i suoi 50 coperti e una cucina a vista, è pensato per far sentire i commensali protagonisti di un rito che va oltre la semplice cena. Il grande bancone in granito, che circonda la cucina, permette di osservare lo chef e la sua brigata mentre lavorano, creando un legame diretto tra chi cucina e chi mangia.

RAL 3000 Alassio

Il fuoco diventa spettacolo, e il ristorante si trasforma in un piccolo teatro gastronomico dove ogni piatto è preparato sotto gli occhi dei clienti. La disposizione dei tavoli è pensata per favorire la conversazione e la condivisione, in un’atmosfera informale ma raffinata, dove il cibo è sempre al centro, ma senza la pesantezza di una formalità che possa distogliere l’attenzione dall’esperienza stessa.

Cucina di territorio e ricerca

Il menu di RAL 3000 racconta un legame profondo con la Liguria e il suo territorio, ma non si limita a riflettere la tradizione. Grano ha scelto di lavorare con ingredienti stagionali e selvatici, molti dei quali raccolti direttamente da lui secondo i principi dell’alimurgia e del foraging. La cucina diventa così un atto di esplorazione e di rispetto per ciò che la natura offre, con un’attenzione particolare per le piante e gli alimenti che nascono spontaneamente nel territorio. Ingredienti come l’ortica e il finocchietto selvatico non sono scelti solo per il loro valore nutrizionale, ma per la loro capacità di raccontare un territorio ricco di storia e di tradizione. Grano sa bene che ogni ingrediente ha una sua stagione, una sua forza e una sua particolarità che va rispettata e valorizzata.

Alcuni esempi di signature dish? Lo Smoke bread con pesto e olio affumicato, l’Animella di vitello laccata proposta con abbinamenti sempre diversi a seconda della stagione, oppure l’Ortica in pastella, servita con limone, maionese all’erba cipollina e una robiola stagionata di capra. Anche i dolci seguono la stessa filosofia, come la Cheesecake basca, dalle delicate ma interessanti note affumicate e di caramello.

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Francesca Luna Noce
Francesca Luna Noce
Classe 1995, Francesca Noce si laurea a Firenze in Viticoltura ed Enologia, iniziando fin da subito a lavorare come enologa nel Chianti Classico. Nel 2020 continua gli studi a Pisa in Innovazione Sostenibile in Viticoltura ed Enologia. Enologa, critica enogastronomica e insegnante fiorentina, è autrice di articoli e degustazioni legati alla divulgazione enologica in Italia e all’estero

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