Magari la Michelin non se n’è ancora accorta, ma intanto il progetto Coro ad Orvieto – creato all’interno di una chiesa sconsacrata del sedicesimo secolo da Raffaele Tysserand, proprietario di Palazzo Petrus (insieme all’architetto Giuliano Andrea dell’Uva, che ne ha curato anche il progetto architettonico), e affidato al connubio tra lo chef Ronald Bukri e il direttore di sala Francesco Perali – entra tra i 16 ristoranti più belli al mondo dal punto di vista architettonico. In poco più di un anno dall’apertura, la realtà ristorativa fine dining capace di coniugare architettura, identità e racconto (ne avevamo parlato qui) ha ricevuto due Forchette dalla Guida Gambero Rosso ed il riconoscimento The Fork Awards come finalista tra le Migliori Aperture del 2024, e adesso è tra i 16 finalisti del Prix Versailles 2025, premio patrocinato da UNESCO e Nazioni Unite.

Lo scopo di questo titolo è celebrare progetti architettonici distintivi per estetica, impatto culturale e sostenibilità intelligente. Ogni anno seleziona i “World’s Most Beautiful Restaurants” tra le nuove aperture a livello globale e Coro è stato candidato e riconosciuto ad entrare nella lista delle 16 strutture mondiali meritevoli di tale appellativo per la lista 2025, riconoscendo l’equilibrio tra spazio, funzione sociale ed identità visiva. Tra i 16 ristoranti citati, quello di Orvieto è l’unico italiano e a dicembre, grazie a questo primo passaggio, parteciperà come finalista all’assegnazione di tre potenziali Titoli Mondiali: Prix Versailles, Menzione Interno e Menzione Estero.
I 16 ristoranti più belli al mondo secondo Prix Versailles 2025
Gerbou (Dubai, Emirati Arabi Uniti)

Smoked Room (Dubai, Emirati Arabi Uniti)

Blackswan (Beijing, Cina)

Ōrtensia (Shanghai, Cina)

Lobster Club (Palma di Maiorca, Spagna)

Bouchon Carême (Helsinki, Finlandia)

Ladurée Rue Royale (Parigi, Francia)

Ducasse Baccarat (Parigi, Francia)

Julie’s (Londra, Regno Unito)

Shell (Nusa Penida, Indonesia)

Coro (Orvieto, Italia)

Seven Island (Busan, Corea del Sud)

Kimyona (Riad, Arabia Saudita)

Another Smith (Tha Sai Luat, Thailandia)

Beefbar (New York, Stati Uniti)

Japón (Miami Beach, Stati Uniti)

Come accennato, Coro si trova nel centro storico del comune di Orvieto (Terni), in una chiesa sconsacrata restaurata dall’architetto Giuliano Andrea dell’Uva. Volte alte quasi 10 metri, luce naturale, legno, tufo e silenzio si coniugano: un luogo dove l’architettura non è una scenografia, ma una parte pulsante del racconto, capace di fondere solennità ad intimità. Dove ogni dettaglio esprime senso e coerenza.

Il ristorante che abita queste preziose mura è frutto di una visione congiunta dei suoi co-titolari, Ronald Bukri e Francesco Perali, nonché del lavoro di sviluppo dell’idea originaria e del concept del luogo realizzati da Tysserand e dell’uva. I due gestori operativi, avendo già gestito assieme l’Osticcio a Montalcino, hanno sviluppato un forte affiatamento e intesa ed hanno continuato a collaborare offrendo ognuno la propria esperienza e pensiero.

