Domenica 4 gennaio, all’età di 92 anni è scomparso il Cavaliere del Lavoro Arnaldo Caprai, figura centrale dell’imprenditoria umbra e nazionale. Dal tessile al vino, dal merletto al Sagrantino di Montefalco, Caprai ha incarnato per settant’anni l’eccellenza del Made in Italy, costruendo un ponte unico tra tradizione artigianale e innovazione che ha portato il nome dell’Umbria nel mondo. «Nostro padre è stato un ottimista e un generoso – raccontano i figli Arianna, Marco e Luca – e ci lascia l’insegnamento di guardare sempre avanti, di credere nell’impresa e nello sviluppo. La sua è stata una grande visione imprenditoriale, prima nel tessile, poi nel vino. Un uomo che ha sempre creduto nel realizzare grandi imprese, con una visione aperta al futuro e con un profondo impegno sociale. Aveva 92 anni e fino all’ultimo ha trasmesso a tutti noi che il futuro si costruisce con passione e fiducia».

Classe 1933, Arnaldo Caprai inizia la sua straordinaria avventura imprenditoriale all’età di 22 anni come venditore di corredi e biancheria per la casa nell’Italia Centrale. Su questo fronte è diventato artefice del brand di cashmere Cruciani, ha costituito una collezione museale che oggi conta oltre 25.000 reperti, considerata “la più importante collezione delle arti tessili esistente al mondo”, e ha inaugurato nel 2007 il primo Museo Virtuale delle Arti Tessili, un’intuizione pionieristica che gli vale il Premio Guggenheim “Impresa & Cultura”.

Ma la fama mondiale di Arnaldo Caprai è indissolubilmente legata al Sagrantino di Montefalco. Negli anni Settanta, quando questo vitigno autoctono umbro era ancora poco conosciuto e quasi dimenticato, confinato a una dimensione locale, Caprai intuisce un’opportunità straordinaria dove altri vedevano solo limiti. Nel 1971 acquista 42 ettari a Montefalco, di cui quattro già vitati nella Tenuta Val di Maggio, e lancia con grande passione un progetto visionario per la valorizzazione del Sagrantino. «Nostro padre compra la prima parte di questa azienda agricola con l’idea di produrre Sagrantino perché quello era il vino che faceva ancora allora la differenza di notorietà di questo territorio», raccontano i figli.

La ricerca continua dell’eccellenza produttiva e l’impegno costante nell’innovazione di processo – portando nel mondo vitivinicolo l’esperienza maturata nell’industria tessile – fissano il successo internazionale del Sagrantino di Montefalco e dell’azienda Arnaldo Caprai. L’azienda diventa leader nella produzione di questo straordinario vitigno autoctono, contribuendo in modo decisivo a far conoscere Montefalco e il suo vino nel mondo. Oggi l’azienda produce circa un milione di bottiglie all’anno che hanno portato il Sagrantino sulle tavole più prestigiose del pianeta, con riconoscimenti internazionali che ne hanno sancito l’eccellenza. Il nome di Arnaldo Caprai resterà per sempre legato al mondo del vino attraverso le sue iconiche bottiglie di Sagrantino, simbolo di una visione che ha trasformato un vitigno dimenticato in un’eccellenza riconosciuta a livello globale.

