sabato 10 Ottobre 2026
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Il futuro di Maturazioni, da San Giuseppe Vesuviano a Firenze

Abbiamo intervistato Antonio Conza e Gabriella Esposito, fondatori della pizzeria Maturazioni, scoprendo cosa ci riservano per il futuro.

Maturazioni non è più soltanto una pizzeria di successo ai piedi del Vesuvio. È diventata, nel giro di pochi anni, uno dei casi più osservati della nuova pizza italiana, anche grazie a un’efficace strategia di visibilità. L’ingresso al 97° posto in 50Top Pizza ha sancito il ruolo di una pizzeria che procede per passi lunghi ma ben misurati.

Gran parte di questa riconoscibilità passa dai video di Gabriella Esposito, cofondatrice insieme ad Antonio Conza, maestro pizzaiolo. I suoi contenuti, spesso costruiti su suoni, gesti e ritmi quasi ipnotici, hanno avvicinato la pizza a un’estetica che sfocia nella categoria dell’ASMR, trasformando l’esperienza gastronomica in racconto sensoriale. Un linguaggio diretto, non patinato, che ha portato milioni di visualizzazioni e una fama più che meritata.

Abbiamo incontrato Gabriella Esposito e Antonio Conza a Firenze, in occasione della première della nuova linea di pomodori di Italiana Vera, presentata durante Taste Firenze con un evento al Companion Bar del 25hours Hotel. Da questa chiacchierata informale, lontana dai riflettori del locale, emerge con chiarezza il tema centrale del momento: il futuro di Maturazioni.

Ph. credit: Francesca Dattilo

Il primo punto fermo riguarda l’espansione, tema inevitabile per un progetto che ha ormai superato la dimensione locale. Antonio lo dice senza esitazioni: “Roma è il prossimo, perché ad aprile puntiamo ad aprire il nuovo locale”. Una scelta già maturata da tempo: Roma, insomma, non è un test, ma un passaggio necessario e già strutturato. “È la cosa più certa in questo momento”, chiarisce Gabriella. Ovviamente, il fatto che l’incontro avvenga a Firenze rende inevitabile una domanda su un possibile approdo toscano. La risposta, però, è più articolata di un sì o di un no: “Firenze fa parte di un progetto che abbiamo già stilato”, spiega Conza, “però l’idea è aprire a Roma e poi vedere come va”. Firenze resta sullo sfondo come ipotesi concreta, ma non immediata, inserita in una visione più ampia che comprende anche Bari e Milano.

A colpire, nel racconto dei due fondatori, non è tanto la mappa delle future aperture quanto il metodo: la crescita viene descritta come inevitabile, ma mai come automatica. “Il nostro progetto di espansione non è molto veloce”, ammettono, “perché puntiamo a fare le cose fatte per bene, di qualità”. È una posizione che spiega anche la cautela nei confronti dell’estero. Le proposte non mancano, anzi: “Abbiamo avuto offerte a Dubai, in Norvegia, in Europa e fuori dall’Europa”, raccontano. Ma l’entusiasmo non basta, perché il rischio è quello di perdere il controllo sul prodotto, cosa a cui la coppia non intende affatto rinunciare.

In questo senso va letta anche l’ipotesi (ma è ben più di un’ipotesi) di una seconda sede in Campania, pensata non come una semplice seconda sede ma “come hub”, spiegano, “un locale più grande che gestirà anche il laboratorio”. Un modo per garantire continuità, standard e ricerca, prima di moltiplicare le insegne. Ma forse la frase che più di tutte racconta il futuro di Maturazioni è anche la più semplice: “Maturazioni nasce e continuerà con noi finché ci saremo noi”. Un’affermazione che rivendica presenza, responsabilità, identità, attenzione totale alla qualità, in un settore dove la crescita spesso coincide con la delega totale, secondo il modello dei franchising. Il futuro, per Maturazioni, non sembra quindi una corsa verso il numero di sedi, ma un lavoro di equilibrio tra visione imprenditoriale, controllo creativo e capacità di restare riconoscibili. Una maturazione ulteriore, nel senso più letterale del termine.

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Emiliano Wass
Emiliano Wass
Antropologo, docente universitario, consulente editoriale, traduttore e curatore. giornalista pubblicista. All'enogastronomia arriva dall'antropologia, convinto che il cibo sia l'unico vero elemento identitario delle persone. Ha svolto lavoro di campo in Messico, occupandosi di diritti e tradizioni indigene. Ha scritto su Finzioni, Doppiozero, Scrivo.me, Distillerie.it, FirenzeToday.

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