domenica 25 Ottobre 2026
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Dal Portrait Milano al Ponte Vecchio: la colazione d’autore conquista Firenze

Al Portrait Firenze arriva la colazione che nella sua versione milanese è stata recentemente premiata ai Best Luxury Hotel Awards. In riva all'Arno viene interpretata dallo chef Luca Armellino con tocchi specifici di territorio

Che la colazione sia un asset sempre più importante per la ristorazione d’hotel lo dimostrano diversi segnali, non ultima l’intuizione di Sara De Bellis e il suo progetto sulle Colazioni da collezione. E se c’è un momento, a Firenze, in cui la città smette di essere cartolina e torna ad essere casa, beh è proprio quello in cui si consuma il primo pasto della giornata. Ed è qui che il Caffè dell’Oro decide di giocare la sua partita più elegante. Dopo aver conquistato Milano, la “miglior colazione d’Italia” – premiata nell’ambito dei Best Luxury Hotel Awards, riconoscimento dedicato alle eccellenze dell’ospitalità di lusso – lascia le sale del Portrait Milano e approda tra le mura del Portrait Firenze, affacciata su Ponte Vecchio. Ma guai a chiamarla replica, nelle mani dello chef Luca Armellino si parla piuttosto di interpretazione, di dialogo tra città che hanno scritto – ognuna a modo proprio – il manuale dello stile italiano.

Non è un privilegio riservato a chi dorme tra le suite vista Arno, in ogni caso: quella del Portrait Firenze è una colazione aperta alla città, pensata per i fiorentini, per chi lavora in centro, per chi decide che sì, oggi vale la pena concedersi un risveglio diverso. L’atmosfera è quella di una casa elegante, con il tocco raffinato di Michele Bonan: richiami agli anni Cinquanta, linee pulite, un senso di intimità che profuma di alta moda nascente e di salotti buoni. Firenze qui non è nostalgia, è continuità.

Se dietro le quinte (anzi, dietro il banco delle tentazioni) c’è la mano di Cesare Murzilli, executive pastry chef della compagnia, in riva all’Arno la mano di Luca Armellino porta fornitori territoriali – a partire dai formaggi, divisi tra De’ Magi per i convenzionali e Forme Vegane per quelli veg – e variazioni su tema. Il buffet è un manifesto della pasticceria italiana, tra maritozzi con la panna, veneziane alla crema, torte classiche, croissant dolci e salati, fino al pane, burro e confetture selezionate con criterio. Accanto ai lievitati, una parte salata che evita l’effetto “colazione internazionale senza identità”: formaggi e salumi scelti con attenzione, verdure di stagione, frutta fresca, yogurt.

Se il buffet è abbondanza, la carta è personalità. Le uova arrivano in tutte le declinazioni possibili – in camicia, fritte, reali, alla benedettina, alla fiorentina – tra cui il signature Uova Portrait (foto in alto) con pane multicereali, uovo in camicia, salmone affumicato Up Stream, mousse di avocado, mix di semi. E poi ancora pancakes, waffle, french toast, porridge, avocado toast, centrifughe biologiche.

Non è solo varietà: è la possibilità di scegliere il proprio ritmo. C’è chi resta fedele all’italiana pura, con cestino di pasticceria, caffè e spremuta (26 euro). C’è chi vuole esplorare tutto il buffet (38 euro). E poi c’è la formula Portrait (45 euro), la più completa: buffet libero più un piatto caldo espresso. Un piccolo lusso quotidiano che, detto tra noi, ogni tanto andrebbe normalizzato.

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Marco Gemelli
Marco Gemelli
Marco Gemelli, classe ’78, giornalista professionista dal 2007. Dopo anni come redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia, è passato alla libera professione. Oggi collabora con diverse testate online e cartacee, tra cui Il Giornale, Wine & Travel, Food & Wine. È membro della World Gourmet Society, nonché corrispondente italiano per Lust Auf Italien.

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