Nel cuore della Valpantena, il Ca’ del Moro Wine Retreat propone una serie di Amarone dell’azienda La Collina dei Ciliegi, da affiancare a piatti local

Ca’ del Moro Wine Retreat

Nel cuore della Valpantena, all’interno del comprensorio della Valpolicella e a 17 km da Verona, immerso tra gli storici vigneti veneti vocati all’Amarone, tra i 450 e 750 metri di quota, l’eco-resort Ca’ del Moro Wine Retreat rappresenta la punta di diamante dell’ospitalità firmata dalla Collina dei Ciliegi, azienda vitivinicola fondata nel 2010 dall’imprenditore Massimo Gianolli, eclettico imprenditore della finanza che ha trasformato la sua passione per il vino in un asset del made in Italy.

Ca’ del Moro Wine Retreat

Territorio interessante, soprattutto perché il dualismo tra la cantina e la cucina consente di scoprire piatti a base di presidi Slow Food locali in accompagnamento ai vini di quella che, a torto, viene considerata la sorella minore della Valpolicella. Sul fronte dei vini la Collina dei Ciliegi produce circa 120mila bottiglie l’anno con una gamma di etichette che trova le sue eccellenze nei rossi – l’Amarone della Valpolicella, il “Ciliegio” e la riserva dedicata al fondatore Armando Gianolli – ma non disdegna prodotti interessanti anche tra bianchi e spumanti. Si tratta di una delle realtà che meglio ha sviluppato la pratica della vendita en primeur, ossia quando il vino è ancora è in affinamento, mesi o anni prima del rilascio sul mercato.

Dal punto di vista culinario il Ca’ del Moro Wine Retreat è invece il feudo gastronomico del giovane chef Giuseppe Lamanna, calabrese, classe ’90. Il suo menu degustazione – preparato insieme alla compagna, sous chef – racconta il territorio, la Lessina, e lo stretto legame che c’è tra l’uomo e le sue tradizioni più antiche: in questo microcosmo culinario troviamo i sapori del territorio (da non perdere l’agnello di pecora brogna della Lessina, presidio Slow Food) impreziositi da dettagli retaggio delle sue origini calabresi.

Ca’ del Moro Wine Retreat

E dopo un buon pasto, il Ca’del Moro Wine Retreat consente di vivere una serie di attività, che vanno dalle degustazioni ad esperienze in e-bike attraverso i vigneti (la struttura fa parte dei Luxury Bike Hotels), oltre ad escursioni a cavallo, con il fine di mantenere intatto il contatto tra uomo e natura. In fondo, su queste colline si può percepire il contatto diretto con la natura: gli amanti del “glamping”, in particolare, possono godere di tende luxury completamente arredate e dotate di ogni comodità, per un’esperienza totalmente immedesimata nella natura.

Ca’ del Moro Wine Retreat

Racchiuso dai 58 ettari dell’azienda vitivinicola “La Collina dei Ciliegi”, di cui 33 vigneto in conversione biologica, il Wine Retreat Ca’del Moro offre sei esclusive camere nelle quali è possibile respirare un lusso non ostentato, accessibile e slow. Aperto nel 2018 da un’opera di recupero delle antiche stalle e del fienile del borgo di Erbin, il Ca’del Moro Wine Retreat coniuga ruralità, modernità e sostenibilità al comfort e benessere: l’opera di ristrutturazione è stata realizzata tramite gli antichi metodi costruttivi dei rifugi lessini, recuperando tecniche di miscelazione di pietre, calci vive legni e fibre naturali, generando una “green building” che grazie all’interramento delle linee elettriche e telefoniche azzera l’inquinamento elettromagnetico e visivo, nel rispetto della salute e del paesaggio.

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Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itrelforchettieri.it, embrione del Forchettiere.

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