La “Corte dell’Oca”: ospitalità vecchio stampo e ricette figlie della tradizione nell’antico Borgo Maestro di Subbiano, in Casentino

All’interno del vecchio Borgo Maestro di Subbiano (AR), dove un tempo era in attività la falegnameria di Cecchino, vi è ora La Corte dell’Oca, ristorante-albergo frutto di un sapiente e accurato restauro, che propone un’ospitalità di vecchio stampo, nel nome di tradizioni e cibi che sembravano perduti.

Suggestivo è entrare nella corte dall’ingresso di Via Roma, dove, dopo aver percorso un angusto andito ricavato al pianoterra del sovrastante palazzo ottocentesco, fa mostra di sé, ambiziosa quanto immutata nel tempo, la cantina di Quintilio, che custodisce gelosamente tutti i segreti della pigiatura dell’uva, della fermentazione e del travaso del mosto nelle botti. Si scopre subito, con non lieve sorpresa, che il tempo qui sembra essersi fermato agli anni ’50, a quell’Italia ingenua e sentimentale che sapeva godere di cose semplici e familiari, non ancora abituata a quel superfluo che offre il terzo millennio e che non emoziona più nessuno.

La cucina è rigorosamente toscana, una miriade di golosità dai classici crostini di milza bagnati nel vinsanto ai tortelli di patate, dalle pappardelle al sugo di lepre agli  spaghetti al sugo finto, fino al cinghiale in salmì, la trippa fumante, il coniglio fritto, i fagioli cotti nel fiasco e per chiudere zuppa inglese e crostate.

La saletta esterna, provvista di camino e forno a legna, è il luogo ideale per pochi intimi e per chi desidera trascorrere una serata in santa pace lontano dalle abitudini quotidiane. È un’esperienza unica da raccontare agli amici, con i quali puoi dividere anche il piacere di una semplice partita a carte unita alle degustazioni di antiche ricette e a un buon bicchiere di vino.

 

Articolo precedentePollo al forno, come cucinarlo al meglio tra marinatura e cottura
Articolo successivoMangia, bevi e viaggia: l’Oltrepò Pavese punta sulle eccellenze locali
Claudio Zeni
Laureato in Letterature e Lingue straniere è nel mondo del giornalismo dall’età di 18 anni. Appassionato di sport, enogastronomia e turismo collabora con media locali e nazionali di settore. Tra i principali riconoscimenti giornalistici assegnatigli, il premio nazionale Gennaro Paone consegnatogli a Roma dal direttore generale dell’Enit, il premio ‘Strada del Vino del Recioto e di Gambellara’, ‘Primavera del prosecco’, 'Amici della Chianina', 'Premio Tarlati', 'Scandiano', 'Sant'Angelo in Vado, 'Apicio', 'La bisaccia del tartufaio', 'Burson' ed ultimo (2019) il Premio Giornalistico Città di Cherasco. Per quattro anni ha seguito l’Hong Kong Food Festival e per due ha coordinato la manifestazione nazionale Top of Golf finalizzata alla proclamazione del miglior ristorante della ‘Wine Tour Cup’ dell'Associazione 'Città del Vino'. Autore con Leone Cungi del libro ‘Sport e società a Monte San Savino (Un secolo di storia sportiva e tradizioni sul borgo toscano).

Rispondi