domenica 25 Ottobre 2026

Dario va in città: la doppia sfida “fiorentina” del macellaio-poeta Cecchini

Da poche settimane il macellaio-poeta di Panzano in Chianti ha aperto 'Cecchini in città' all'interno del 25th Hours Hotel San Paolino, e si trova ad affrontare due grandi sfide legate al contesto

Parafrasando il film del 20023 con Sergio Castellitto e Margherita Buy, possiamo dire che “Dario va in città”. Dario è ovviamente Dario Cecchini, mentre la città è Firenze. Già, perché da qualche settimana il macellaio-poeta di Panzano in Chianti ha trovato casa al 25hours Hotel Piazza San Paolino con il ristorante Cecchini in città, dove esporta la maestria della sua Antica Macelleria Cecchini e dei ristoranti Solociccia e Officina della Bistecca di Panzano. Il format è il medesimo, ma con la possibilità di scegliere se attenersi al percorso degustazione o meno.

Con il menù fisso Cecchini Griglia (70 euro a persona), Dario Cecchini ripropone la canonica esperienza che i suoi ospiti vivono a Panzano, un rito conviviale che si officia tutti i giorni, puntualmente alle 13 e alle 20, tra “gottini” di vino e burro del Chianti, a corredo dei tagli Cecchini (incluse le “fettine di culo”), il sushi del Chianti, il carpaccio e la bistecca alla Panzanese serviti con fagioli e patate al cartoccio. Ma sl ristorante è presente anche il menù Cecchini Famiglia, una proposta à la carte con una serie di piatti – anche vegetariani – inclusi gli antipasti della tradizione come il tonno del chianti e la pasta fatta in casa coi sughi tipici della famiglia Cecchini.

La sua proposta gastronomica si affianca a quella curata dal resident chef Lorenzo Vendali, ma per il particolare contesto in cui trova forma, la presenza di Dario Cecchini si può leggere come una duplice sfida. Da un lato, per stessa ammissione del macellaio-poeta e con motivazioni del tutto comprensibili, non verrà servirà la bistecca alla fiorentina, autentico feticcio gastronomico per molti turisti. Bisognerà capire come il pubblico del 25th Hours reagirà a questa scelta, e come affronterà l’idea di assaggiare i diversi tagli di carne alla brace all’interno di un contesto alberghiero. Certo, la griglia posizionata nel grande camino nel cuore del ristorante aiuta a rinforzare l’idea di una cucina rurale e casalinga, ma basterà?

“Mi hanno chiesto tante volte di aprire un ristorante a Firenze – spiega Cecchini – ma non avevo mai trovato il posto giusto. Tutto è nato quando, durante la pandemia, alle cinque del pomeriggio arriva a Panzano un macchinone con due signori distinti che volevano mangiare, erano i proprietari del 25hours, che mi raccontarono di questo progetto. A un certo punto, uno dei due, Christoph Hoffmann, mi propose di venire a Firenze a vedere l’ambiente, e quando sono arrivata mi son innamorato dell’architettura realizzata da Paola Navone. Voglio offrire anche qui la qualità della ciccia, metto sul piatto il saper fare la ciccia e servirla nella maniera più semplice possibile. Vorrei che un pasto al Cecchini in città fosse un’esperienza, con tagli che si fanno solo in macelleria, ad esempio la bistecca etrusca fatto dal quarto anteriore”.

La seconda sfida “fiorentina” di Dario Cecchini riguarda il contesto esterno: al di là degli scenografici spazi del 25hours Hotel Piazza San Paolino, infatti, c’è il quartiere di via Palazzuolo. Che se da un lato sta assistendo agli sforzi di realtà come questa o il Bacaro Fiorentino di ridare dignità e sicurezza alla zona, dall’altro continua a finire sulle cronache cittadine e nazionali per episodi legati al degrado. E chissà che il peso specifico e mediatico di un nome come quello di Dario Cecchini possa giocare un ruolo anche in questa direzione.
Segui Il Forchettiere su Google
Aggiungi Il Forchettiere alle tue fonti preferite per trovare più facilmente i nostri articoli nelle Notizie principali di Google.

Rimani aggiornato: iscriviti!

Marco Gemelli
Marco Gemelli
Marco Gemelli, classe ’78, giornalista professionista dal 2007. Dopo anni come redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia, è passato alla libera professione. Oggi collabora con diverse testate online e cartacee, tra cui Il Giornale, Wine & Travel, Food & Wine. È membro della World Gourmet Society, nonché corrispondente italiano per Lust Auf Italien.

ARTICOLI SIMILI

Lorenzo Ruggeri, direttore del Gambero Rosso, ripercorre quattro decenni di rivoluzioni a tavola e guarda al futuro tra intelligenza artificiale, nuove generazioni e libertà di giudizio: «Non è più tutto straordinario. Dobbiamo riappropriarci dell’autenticità».

DELLO STESSO AUTORE

Continua a leggere

Essenza, con Stefano Cavallini a Borgo Pignano il girarrosto torna protagonista

Lo chef Stefano Cavallini, primo italiano a conquistare una stella Michelin all’estero, torna a Firenze alla guida del ristorante di Borgo Pignano Florence: una cucina essenziale tra cotture allo spiedo, servizio al tavolo e memoria gastronomica.

50 Best, Ana Roš si sfila: «Preferisco investire nel ristorante, non nella visibilità»

La chef slovena di Hiša Franko non andrà alla cerimonia di Lima del 4 novembre. Nel mirino non c'è la qualità dei colleghi, ma il tempo e le risorse che i ristoranti devono dedicare a eventi, viaggi stampa e campagne promozionali per restare nel radar della gastronomia internazionale.

Antropologia della pizza tonno e cipolla. Storia di un pregiudizio napoletano

Venticinque anni fa, in una pizzeria di Verona, la mia allora fidanzata ordinò una pizza tonno e cipolla. Io rimasi scioccato. E non mancai di farglielo notare, con quella fastidiosa sicumera che soltanto un napoletano convinto di conoscere tutto...