Ha aperto i battenti in via Galcianese la Fabbrica di Pedavena Prato: oltre alle birre artigianali, pizza alla pala e cucina “brassicola”

Quest’anno – Covid permettendo, naturalmente – la città di Prato si sta costruendo una certa solidità nell’offerta di locali per i giovani. In primavera ha aperto il Mag56, in autunno la sede di Fabbrica di Pedavena nella città laniera, in via Galcianese. Quest’ultimo è uno spazio in cui la birra resta l’elemento centrale, ma viene ben accompagnata da un’offerta gastronomica più articolata di quella che normalmente si trova in locali analoghi.

Il focus del progetto – ideato dai tre imprenditori Aldo Settembrini, Antonio Laganà e Marcello Moretti (già titolari del Rifrullo e organizzatori di Villa Vittoria) e realizzato nella storica sede del Credito Pratese, poi Confcommercio – è sulle birre artigianali, dalla classica Pedavena alla Dolomiti, dalla Superior “1897 non filtrata” alla Weiss. A far da contraltare alla selezione di proposte brassicole sono da un lato la cucina pensata dallo chef Massimiliano Catizzone e dall’altro un programma di musica dal vivo e intrattenimento.

“Abbiamo scelto di continuare ad investire a Prato – spiega Settembrini – perché è una città che ha un grande potenziale ed è accogliente verso le iniziative imprenditoriali. E’ un momento sicuramente complicato, ma con tutte le attenzioni dovute, abbiamo deciso di aprire lo stesso Fabbrica in Pedavena Prato, anche perché inizieranno a lavorare con noi molti ragazzi e ragazze del territorio”.

In un ambiente ampio e luminoso – nelle foto di Luca Managlia – caratterizzato dall’uso di legni e col sapore vintage di locandine storiche, nella cucina a vista Fabbrica di Pedavena Prato offre taglieri di formaggi e salumi, niente primi piatti (se non un paio a rotazione) ma i classici secondi che accompagnano la birra, come lo stinco di maiale, e pizza alla pala. La domenica è previsto il pranzo per le famiglie, a prezzo fisso, mentre negli altri giorni la cucina è aperta da mezzogiorno a mezzanotte.

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Marco Gemelli
Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itrelforchettieri.it, embrione del Forchettiere.

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