domenica 25 Ottobre 2026
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Malacoda… e le altre: l’universo dantesco del birrificio Comedia

Dalle suggestioni della Divina Commedia alle sfumature del malto: Malacoda arricchisce il viaggio sensoriale firmato Comedia

Nel panorama toscano, non c’è da stupirsi che il nome di Dante e/o della Divina Commedia sarebbero andato a ispirare qualche prodotto agroalimentare. Accade col birrificio Comedia a Rignano sull’Arno (Firenze), che ha recentemente lanciato l’ultima referenza, dal nome Malacoda, ossia il demone dell’Inferno a capo dei Malebranche nella V bolgia dell’VIII cerchio. Più in generale, il birrificio si distingue per l’inserimento di prodotti artigianali all’interno di un quadro preciso: l’utilizzo dell’immaginario dantesco come filo conduttore delle sue ultime produzioni. Il birrificio, guidato da Filippo Scotti, fonda la sua filosofia sulla ricerca rigorosa di materie prime e sull’applicazione di ricette innovative, interpretate come una risposta alla domanda di un mercato sempre più esigente.

L’offerta del birrificio Comedia si articola intorno a una serie di diversi “macro-stili” che permettono di andare incontro a una pluralità di gusti: emergono la Eva (Blond Ale 5,0%), caratterizzata da note maltate e sentori al miele, e la Bea (Red Ale 7,0%), definita invece da aromi di caramello e una lieve componente amare.

Per quanto riguarda le alte gradazioni con grandi riferimenti storici possiamo trovare la Catalano (Tripel 8,5%), dedicata a Catalano dei Malavolti, monaco incaricato dal Papa per la pace tra Guelfi e Ghibellini; è contraddistinta da una lieve acidità e da una complessa armonia di sapori.

L’influsso internazionale emerge in etichette come la Saudade (IPA 5,5%), che mira a richiamare concettualmente l’esilio di Dante Alighieri da Firenze attraverso un profilo fresco ed equilibrato.

E veniamo a una delle ultime creazioni del birrificio Comedia, Malacoda: limitata a sole 600 bottiglie già esaurite, si presenta come una Imperial Brown Ale con una gradazione alcolica del 10,5%. Come anticipato, il nome richiama chiaramente al capo dei diavoli dell’Inferno dantesco e, in questo contesto la birra viene presentata come uno strumento che “traghetta” il consumatore dalla cena alla meditazione. Il corpo risulta pieno, caratterizzato da malti tostati e note di cacao, orientando il prodotto verso la fine del pasto e alla degustazione lenta.

Si osserva dunque un lavoro che si inserisce perfettamente nel quadro di produzione che privilegia la qualità rispetto alla quantità. L’uso dei nomi danteschi non rimane un elemento marginale, diventa lo strumento principale per radicare l’identità di Comedia all’interno del mercato e della cultura toscana. Il progetto è attento a tutelare la propria identità e risulta pienamente riuscito nell’ampia offerta all’interno di un settore artigianale che tende alla modernità.

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