Come abbiamo scritto di recente, la scelta di ospitare la kermesse “Pitti Pizza & Friends” al piazzale Michelangelo trasformerà per 4 giorni la piazza più suggestiva di Firenze in un forno a cielo aperto. Dell’argomento si sta parlando molto, in città, anche perché alcune scelte – in primis la concessione del patrocinio del Comune con la formula dell’attività culturale che ha consentito di usufruire di un abbattimento dell’80% del canone, ma anche l’aver avallato un evento con francamente poco spazio alla parte culturale – hanno suscitato polemiche, parzialmente esacerbate dal clima elettorale. A sollevare la questione sono soprattutto coloro che da sempre contestano la trasformazione del centro cittadino in un “mangificio”, posizione talvolta sposata anche dall’amministrazione comunale che però stavolta ha concesso il proprio nulla osta.

Facendo un po’ di conti, la cifra che avrebbero dovuto pagare gli organizzatori della rassegna per l’occupazione del suolo pubblico è ben diversa da quella che verosimilmente finirà nelle tasche del Comune. Difficile avere cifre precise, ma possiamo comunque azzardare una stima: considerando i 4.350 metri quadri del piazzale Michelangelo, i 7 giorni di occupazione (di cui 3 di allestimento e 4 di manifestazione in sé) e un canone giornaliero che – a detta degli uffici comunali – arriva a 5 euro al metro quadro in caso di manifestazioni con finalità commerciali o pubblicitarie (e pare sia il caso del festival, dove le pizze saranno regolarmente vendute) si arriva a un totale poco sopra i 152mila euro. Con la decisione di considerare “Pitti Pizza & Friends” un’attività culturale, si arriva invece a 30mila euro. Se invece non si considerasse la finalità commerciale, tra sconti e riduzioni si andrebbe ad appena 6mila euro di canone. Se invece si considerassero tutti i 14 giorni per cui è stato chiesto il suolo pubblico, la cifra raddoppierebbe invece a 240mila euro.

Visto che le pizze si vendono e l’attività commerciale pare palese, quindi, c’è un risparmio di almeno 120mila euro per gli organizzatori, che potrebbero difendersi ribadendo (come sostiene il comunicato di presentazione) che sono in programma “talk degli esperti nel settore della nutrizione, focalizzando l’attenzione sull’importanza di una pizza sana e in linea con i principi della dieta mediterranea”. E ancora, “il programma mira a coinvolgere tutte le pizzerie fiorentine (non vero, oggettivamente) e intende richiamare l’attenzione anche delle scuole, in particolare quelle del settore alberghiero con giornalisti e nutrizionisti a confronto sui benefici della pizza e sulle sue diverse interpretazioni. Includerà infatti anche i laboratori interattivi per gli istituti alberghieri locali (anche qui un riscontro con il Saffi non ha dato conferme, c’è invece quello del Buontalenti, ndr) e un’iniziativa educativa per gli studenti delle scuole elementari, denominata ‘A scuola di pizza’, per sensibilizzare i baby estimatori sull’importanza di un consumo equilibrato di pizza nelle mense scolastiche”. Peccato che al momento né sul sito né sui social ci sia alcuna traccia di talk o confronti con giornalisti e nutrizionisti, né ancora di iniziative educative di sorta. Tutte cose che comunque solo con grande generosità potrebbero essere considerate tali da giustificare la dicitura di attività culturale. Al massimo ciò varrebbe per i concerti serali, ma stiamo parlando di una manifestazione che si chiama “Pitti Pizza & Friends” e che incentra tutta la sua attività e comunicazione sulla vendita di pizze più che sulla parte musicale, tanto che l’elenco degli artisti e le relative date sono state pubblicate soltanto oggi, alla vigilia dell’evento. Tanto basta però perché formalmente il Comune abbia potuto far rientrare il festival delle pizze in un’attività culturale, senza incombere nello spettro di un danno erariale.

Poiché la bagarre coinvolge anche il mondo politico – il patrocinio è stato concesso dalla giunta (assenti il sindaco Dario Nardella e l’assessore Andrea Giorgio, mentre c’erano e dissero di sì Alessia Bettini, Sara Funaro, Titta Meucci, Stefano Giorgetti, Maria Federica Giuliani, Giovanni Bettarini, Benedetta Albanese e Cosimo Guccione) – è infine lecito chiedersi quando e come sia nato il progetto “Pitti Pizza & Friends”, e forse la risposta c’è: come conferma il sito della manifestazione, lo scorso giugno alla Villa Medicea del Poggio Imperiale a Firenze si tenne una sorta di spin off della Festa della Pizza di Salerno, e fu in quell’occasione che a tenere a battesimo il brand “Pitti Pizza & Friends” insieme all’organizzatore Maurizio Falcone (che guarda caso, oltre a essere presidente della società organizzatrice Alimenta è anche titolare di una delle tre pizzerie fiorentine presenti al piazzale) furono proprio il sindaco Dario Nardella e l’onorevole Piero De Luca, entrambi del Pd. “È stata una serata speciale – si legge sul sito – cui ho partecipato insieme all’amico sindaco di Firenze Dario Nardella, frutto di un gemellaggio ideale tra Toscana e Campania”. Un gemellaggio che, alla luce delle polemiche e dei 120mila “culturali” scontati all’amico campano, adesso potrebbe destare un filo d’imbarazzo. Anche perché, giusto per dare un esempio, il Pizza Village a Napoli paga il suolo pubblico per intero. Dal canto suo, il Comune replica che iniziative del genere sono state analogamente affrontate con medesimi esiti anche in passato, così come avverrà anche nel prossimo futuro con l’evento legato all’anniversario del Tignanello.

