Con l’apertura del The Lodge e del Jungle negli spazio che ospitarono lo chalet Le Rampe, si completa la più grande ristrutturazione fiorentina su area pubblica ad opera di privati

Se ne parla da anni – basti pensare al bando del Comune di Firenze andato due volte deserto nel 2017 – ma finalmente per le Rampe sia arrivato il momento del risorgimento. Termine non casuale, dal momento che per quello che è considerato il più importante restauro su area pubblica ad opera di privati imprenditori l’obiettivo è sancire la rinascita della città dopo la pandemia. Piano ambizioso, è vero, ma non per un trio di imprenditori come Niccolò Manetti, Lorenzo Segre e Tommaso Corsini, con un investimento da 1,6 milioni.

Breve preambolo: fino a qualche anno fa la zona sembrava destinata al declino, l’unica area rimasta in piedi era una casina di 80 mq, troppo poco per realizzarvi un ristorante. Nessuno voleva prendersi in carico i costi di mantenimento con uno spazio utile così piccolo. Con un nuovo bando, nel 2018 furono due architetti a comprarlo per provare a creare un ristorante, ma senza successo. Dopo due anni, l’ultimo passaggio di mano che finalmente ridà vita alle Rampe con due anime distinte, fine dining (The Lodge) e street food (Jungle).

Nello chalet in san Niccolò i tre soci hanno trovato una situazione disastrata, una totale assenza di visione del progetto. In un anno di lavori hanno però rimesso tutto a posto, realizzato una cucina di 170 mq sotto la casetta, ottenuto i permessi, riattivato il progetto finché il Covid ha fermato il progetto. Che adesso finalmente può debuttare con una doppia anima, per un’estate “stile Ibiza”.

“Abbiamo intrapreso la sfida di restaurare lo chalet – spiega Tommaso Corsini – con un intervento che ha rivisitato il locale storico del Poggi in chiave contemporanea, con un progetto avallato dalla Soprintendenza, modernizzando anche l’aspetto dello chalet con l’inserimento di una cucina innovativa”.

Ed è così che alle Rampe nasceranno due distinti locali: da un lato The Lodge, vocato al fine dining, con una cucina nikkei affidata allo chef Andrea Magnelli, 31 anni, tornato a Firenze dopo esperienze all’estero; dall’altro il Jungle, nel giardino dello chalet delle Rampe, ridisegnato con una logica che punta a valorizzare il panorama, dedicato invece a street food e cocktail bar (by Lorenzo Segre, ça va sans dire). “Anche l’obiettivo del più grande locale Nikkei in Toscana – conclude Corsini – intende ripercorrere la via segnata dal Poggi, architetto del Risorgimento e di Firenze Capitale. Fu proprio Giuseppe Poggi a volere lo chalet in quello che era il Bastione della carbonaia sulla collina di San Miniato: ecco perché vogliamo che questo locale segni un risorgimento post-covid, declinato non solo nell’unione delle diverse cucine regionali, ma con una fusione (nel design come nel food) tra culture differenti.

Il primo ingrediente di questo meltin’ pot è la ristorazione, caratterizzata dalla cucina Nikkei: in seguito alla forte emigrazione giapponese verso il Sud America, la cucina nipponica si fuse con gli stili e i sapori del nuovo continente, già uniti alla tradizione europea. Fu così che lime, mais e patate si unirono ad alghe, dashi e salsa tosazu per dar vita a una cucina dalla straordinaria varietà di ingredienti e sapori, colori sgargianti, e spezie che creano la perfetta fusione tra culture. Lo chef Andrea Magnelli interpreterà la vitalità dell’Amazzonia, il fascino di Machu Picchu, il mistero degli Inca uniti allo stile elegante e all’essenzialità del Giappone, con chiari riferimenti a Spagna, Francia e Africa.

“Firenze – conclude Tommaso Corsini – avrà un nuovo locale dal gusto e design internazionali. Un luogo dove sarà possibile gustare una cena fusion con la vista su Firenze. The Lodge e The Jungle saranno luoghi unici per cultura culinaria, musica e appuntamenti che caratterizzeranno questa estate fiorentina, sempre con lo sguardo verso la ripartenza”.

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Marco Gemelli
Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itrelforchettieri.it, embrione del Forchettiere.

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