Al Sigep la selezione europea per la Gelato World Cup vede uscire Francia e Spagna: forti polemiche e accuse di brogli dai due Paesi all’Italia. La difesa dell’organizzazione e le dimissioni della presidente onoraria Luciana Polliotti
Tensioni, accuse e forti polemiche alle selezioni europee della Coppa del Mondo di gelateria – rectius, la Gelato World Cup – andate in scena al Sigep di Rimini. La Francia e la Spagna sono state eliminate classificandosi in fondo alla graduatoria, e all’indomani le due compagini hanno adombrato (seppure con motivi diversi) forti dubbi sulla regolarità della competizione. Addirittura, in Spagna c’è stato chi ha parlato apertamente di “frode” e di “biscotto” nell’eliminazione del team castigliano. A dar fuoco alle micce un gelatiere che ha parlato apertamente di “valori ed etica professionale calpestati” e di “team manager che hanno cospirato per cacciare Francia e Spagna dalla competizione”, per finire con il settore che “prova vergogna e disonore”. Dal canto loro, la Francia denuncia di non aver approvato la squadra che ha gareggiato a Rimini. Ma cos’è davvero accaduto? Cerchiamo di fare chiarezza, dividendo le due posizioni.

La polemica della Spagna verte sul fatto che nella parte decorativa il loro elaborato sarebbe oggettivamente più bello di quello dell’Austria, che l’ha superata in classifica – e le foto in alto in effetti non lasciano molto spazio all’immaginazione – ma il problema è che non è la componente estetica, a determinare il successo di una squadra. I criteri di giudizio della Gelato Europe Cup comprendono gusto, struttura, sensazione del freddo, estetica e attinenza al tema. I coefficienti di votazione oscillano dal 3 per gusto e struttura al 2 per la sensazione del freddo, mentre tutto il resto vale 1. Nelle sei prove della gara, la Spagna è però sempre rimasta nelle retrovie (tra il 4° e il 6° posto): così hanno votato non i membri del comitato organizzativo bensì i capitani delle altre squadre attraverso un tablet, prima che il loro voto venisse certificato da un notaio. Secondo gli organizzatori, la Spagna sarebbe stata penalizzata da tutti i team manager sotto l’aspetto del gusto del gelato, così come nella sensazione del freddo del gelato. Il regolamento inoltre vietava di usare lo zucchero colato, cosa che la Spagna ha fatto, prendendo di conseguenza il massimo delle penalità. Il team escluso grida allo scandalo, ma per gli organizzatori semplicemente la Spagna non ha accettato di essere stata scavalcata dall’Austria, considerata magari una squadra di minore prestigio.

Diverso, ma non meno complesso, il caso della Francia: la Confédération Nationale des Glaciers de France ha pubblicato sui social una dichiarazione ufficiale, per bocca del suo presidente Bruno Aim, dicendosi “scioccata nell’apprendere che una squadra francese aveva partecipato fuori casa alla Gelato Europe Cup al Sigep, competizione selettiva per la Coppa del Mondo Gelato 2024. Il CNGF è stato costretto a non presentare una squadra per mancanza di candidati alla competizione di quest’anno”. Inoltre “la regola italiana prevedeva che una squadra fosse selezionata solo in competizione. Nonostante le richieste di rinuncia rivolte agli italiani, ci è stata data la fine non ricevuta per costituire liberamente la squadra francese fuori competizione. Il lavoro svolto da questa squadra, nessuno dei quali è un gelatiere professionista, non è all’altezza delle nostre competenze francesi e dei nostri team precedenti. Il CNGF si ribella fortemente a questo processo selettivo a sua insaputa e intende indagare su tutti gli esterni di questo caso per poi prendere le decisioni necessarie”. Anche qui l’organizzazione della Gelato World Cup dà una spiegazione: l’associazione francese, invitata a partecipare, avrebbe dovuto tenere la selezione nazionale per i gelatieri al Salon du Chocolate a ottobre 2022 ma non è stata in grado di farla (nonostante fosse stato loro trovato uno sponsor) e anche davanti alla richiesta degli organizzatori italiani di scegliere in autonomia i partecipanti francesi, la CNGF avrebbe risposto negativamente chiedendo di comporre una squadra in primavera 2023 che andasse direttamente alla finale mondiale, saltando a piè pari la selezione europea. A quel punto i vertici della Gelato World Cup avrebbero contattato un’altra associazione che ha selezionato il proprio team e l’ha mandato a Rimini.

Sta di fatto che la classifica generale ha visto il successo dell’Italia davanti a Germania, Ungheria, Austria, Francia e Spagna, ma le polemiche non sono finite qui. Nello stesso, frenetico giorno sono arrivate infatti le dimissioni di Luciana Polliotti, presidente onoraria della manifestazione. Per chiarezza: si era già dimessa due anni fa dal titolo effettivo (pare perché contraria al cambio del nome e per le conseguenze dell’assenza dei team francesi e spagnoli) e adesso lascia anche la carica di presidente onorario, “per profonde divergenze di vedute con le scelte prese dall’attuale direzione”. E aggiunge: “Ricordo che Francia e Spagna sono Paesi che hanno affiancato la Coppa fin dalle primissime edizioni e che hanno dato lezioni di alta professionalità a tutti noi e si sarebbe dovuto fare tutto, tutto il possibile per dirimere eventuali problemi, fin dal loro insorgere. Perciò, date le circostanze, con profonda tristezza, rinuncio anche al titolo di Presidente onorario della Coppa del Mondo della Gelateria. Alla luce di quanto accaduto, invito ciascuno a prendersi le proprie responsabilità, ma soprattutto a impegnarsi nel ricomporre ciò che di buono e meraviglioso si era fatto, per il bene del gelato artigianale nel mondo e di tutti i gelatieri artigianali”. Ed ecco la replica dell’organizzazione: “Con grande rammarico, la direzione non può fare altro che accettare questa posizione personale. Luciana è stata una dei 5 soci fondatori della GWC, ha dato un grosso contributo alla sua crescita professionale e per questo la direzione la ringrazia e auspica che con la sua saggezza e la conoscenza approfondita della storia del settore possa continuare a concorrere allo sviluppo della gelateria italiana nel mondo”.


