Dopo il successo del primo “Maninpasta”, i fratelli Roberto e Massimo Lodovichi sfidano la pandemia e aprono un nuovo ristorante ad Arezzo dedicato alla pasta fresca fatta in casa

maninpasta arezzo lodovichi

Il mondo della ristorazione è stato senza alcun dubbio tra i più colpiti dal Covid 19. La pandemia ha cambiato la vita e le abitudini della gente, mentre la fisionomia di molte città sta vedendo la scomparsa di storici e tradizionali ristoranti. Nonostante il difficile momento i fratelli Lodovichi, Roberto (Presidente dell’Unione Regionale Cuochi Toscani) e Massimo, hanno deciso di aprire dal 10 febbraio scorso ad Arezzo un secondo “Maninpasta” (il primo aperto nella zona di Saione nel 2014), un ristorante dove l’ingrediente principale è la pasta fresca fatta in casa.

“La volontà di aprire un nuovo locale, con la stessa qualità, nel centro di Arezzo aleggiava già da tempo nelle nostre menti – esordiscono i fratelli Lodovichi – Maninpasta Guido Monaco rappresenta una sfida ambiziosa e una scommessa in questo periodo storico per trovare nuovo impiego al nostro personale che finora era impegnato nel settore del catering in cui siamo leader ma che attualmente è bloccato. Si tratta, inoltre, di un investimento per procedere alla rivalutazione di una zona importante del centro cittadino, con l’obiettivo di sfruttare la buona cucina come volano per farla vivere e rivivere con gli aretini e con i turisti”.

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La proposta gastronomica di Maninpasta è caratterizzata da una ricerca attenta nella scelta delle materie prime al fine di valorizzare i prodotti Dop ed Igp della Toscana, unite alle eccellenze italiane, con una particolare attenzione orientata verso le paste fresche e i relativi condimenti. Gli stessi arredi scelti per il locale richiamano la centralità della pasta che è rappresentata in colonne e rifiniture, affiancata dalla riproduzione in due pareti di particolari di affreschi di Piero della Francesca.

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“Il cliente resta al centro del nostro lavoro – concludono i fratelli Lodovichi – noi cerchiamo ogni giorno di dare risposte alle esigenze più variegate con proposte legate alla tradizione toscana, con piatti più leggeri adatti a una pausa pranzo veloce o con suggerimenti più ricercati e creativi per palati raffinati alla ricerca di novità”. Il locale al momento rispetta le limitazioni imposte dalle normative con la previsione di un servizio da asporto serale e con un nuovo format di catering “e-commerce” da cui poter ordinare attraverso il sito maninpastaitaly.it, affiancato anche da un servizio al tavolo in qualità di mensa aziendale, come previsto dal nuovo DPCM di marzo 2021.

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Claudio Zeni
Laureato in Letterature e Lingue straniere è nel mondo del giornalismo dall’età di 18 anni. Appassionato di sport, enogastronomia e turismo collabora con media locali e nazionali di settore. Tra i principali riconoscimenti giornalistici assegnatigli, il premio nazionale Gennaro Paone consegnatogli a Roma dal direttore generale dell’Enit, il premio ‘Strada del Vino del Recioto e di Gambellara’, ‘Primavera del prosecco’, 'Amici della Chianina', 'Premio Tarlati', 'Scandiano', 'Sant'Angelo in Vado, 'Apicio', 'La bisaccia del tartufaio', 'Burson' ed ultimo (2019) il Premio Giornalistico Città di Cherasco. Per quattro anni ha seguito l’Hong Kong Food Festival e per due ha coordinato la manifestazione nazionale Top of Golf finalizzata alla proclamazione del miglior ristorante della ‘Wine Tour Cup’ dell'Associazione 'Città del Vino'. Autore con Leone Cungi del libro ‘Sport e società a Monte San Savino (Un secolo di storia sportiva e tradizioni sul borgo toscano).

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