Un Montefalco Sagrantino Docg entra nel gotha dei 50 migliori vini al mondo: è quello di Moretti Omero

Sul finire dell’anno, arriva per una delle denominazioni più celebri dell’Umbria un importantissimo riconoscimento: il “Montefalco Sagrantino DOCG” 2016 dell’azienda agraria di Moretti Omero entra a far parte dei 50 migliori vini al mondo e, inoltre, dei 5 migliori rossi italiani.

In occasione dei Decanter Awards 2020, infatti, il suddetto vino ha ricevuto ben 97 punti, trionfando quindi in uno dei più importanti concorsi vinicoli del mondo. Per l’azienda agraria di Moretti Omero è indubbiamente molto gratificante vedersi finalmente riconoscere l’abnegazione e il sacrificio degli ultimi trent’anni. Era infatti il 1992 quando Omero, agricoltore appassionato e idealista, fondò l’azienda puntando fin da subito sull’agricoltura biologica. Oggi, a lavorare al fianco di Omero, troviamo anche Giusi e Lucia, le figlie.

Con grande dedizione e un approccio da artigiani della vigna, i tre seguono personalmente ogni fase della produzione, dando particolare risalto a varietà autoctone come sagrantino e trebbiano spoletino: i vini – e gli oli – che si producono puntano poi ad esprimere, con integrità, l’anima più autentica del terroir natio. A tal proposito, il Sagrantino che tutti conosciamo – dal colore granata, con riflessi bluastri, e un fondo brillante di grafite – si arricchisce nell’azienda Moretti anche di peculiari sentori balsamici. Qui infatti i vigneti, esposti a nord-est e posti ad altitudini particolarmente elevate, regalano uve – e
di conseguenza vini – di ineguagliabile freschezza.

Sebbene la vocazione vitivinicola della zona di Montefalco sia nota a tutti e risalga alla notte dei tempi, le origini del sagrantino sono tutt’ora incerte. Alcuni ipotizzano che si tratti di una varietà importata, probabilmente da uno dei seguaci di S. Francesco, e che il nome si debba all’utilizzo che se ne faceva durante la messa, come vino sacro (sacro o sagrantino). Vinificato per la prima volta in versione secca nel 1972, il Sagrantino è un vino che supera la tirannia dell’immediatezza: si prende i suoi tempi – per aprirsi e rivelarsi – e ci invita, inevitabilmente, ad allentare i nostri ritmi. È un rosso che, come dicono i Moretti, non si sdraia mai. Lunghissimo all’assaggio, non perde neanche nella versione secca quel carattere riflessivo che è tanto caro agli umbri, e non solo.

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Martina Franceschi
"Galeotto fu per lei il Montepulciano d'Abruzzo 2009 di Emidio Pepe": così, con una parziale citazione, si potrebbe iniziare a raccontare quello che è stato, per Martina, un cambio di passo. Nata a Terni nel 1984, benché gli studi universitari in Biologia sembravano portarla altrove, Martina infatti ha lavorato qualche anno come autrice televisiva per poi - con quel "famoso" calice in mano - decidere di iscriversi a un corso della Fondazione Italiana Sommelier. Ancora fresca di diploma, si è fin da subito impegnata nella divulgazione enogastronomica e poi è entrata a far parte, in qualità di Editor e Wine Specialist, della grande distribuzione, italiana e internazionale. Oggi, per lavoro e per inclinazione, si occupa in particolare dei piccoli produttori, degli artigiani della vigna e dei loro vini coraggiosi.

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