L’NFT della bistecca consente di acquistare una experience di Fiorentina in sei ristoranti cittadini, un libro sulla “ciccia”, una bottiglia di vino e via così. Esattamente come un voucher o un buono regalo

Proviamo a immaginare, con un esercizio di astrazione concettuale, di sostituire per un attimo il nome NFT (Not fungible Token, ossia il Gettone digitale non fungibile e non riproducibile che sta spopolando soprattutto nel campo dell’arte) con un vecchio, datato banalissimo voucher. O per dirla con le parole di Mimmo (Carlo Verdone) in Bianco, Rosso e Verdone, un “buono”. Operazione difficile se ci si riferisce agli NFT come la possibilità di rivendicare in modo assoluto un diritto su un’opera d’arte, in cui l’autore non acquista in senso stretto l’opera (o qualsiasi altro prodotto digitale creato su internet). Ma se parliamo di un prodotto fisico, allora la differenza con un voucher francamente ci sfugge.

Più difficile diventa infatti, almeno agli occhi dello scrivente, trovare un punto di distinzione tra un NFT e un voucher quando a essere proposto non è un’opera digitale, ma una bistecca. Rectius, un pacchetto esperienziale che comprende la ciccia, un libro sull’argomento e una bottiglia di vino. Eppure è questo, in estrema sintesi, il contenuto (fungibile, eccome…) dell’NFT “FiorentinaSteak&TuscanWine22” firmato da Gianluca Biscalchin e Andrea Gori, che include la possibilità di mettere sotto i denti (reali, non virtuali) una Fiorentina in sei ristoranti eccezionali di Firenze: Ristorante Cammillo, Cibrèo, Ristorante l’Ora d’Aria, Regina Bistecca, Tullio a Montebeni e Trattoria da Burde
con il Chianti Classico di Villa Calcinaia.

Eppure l’NFT promosso da Italian Wine Crypto Bank si definisce “una chicca per buongustai e collezionisti di tutto il mondo, ma anche – spiega Davide Casalin (Italian Wine Crypto Bank) – un eccezionale bookmark per i visitatori più sofisticati che arrivano a Firenze da tutto il mondo”. E ancora, “NFT come questo cambieranno il mondo del turismo (…) e diventeranno popolari come gli adesivi che i turisti mettevano un tempo sulle valigie per provare di essere stati in un posto, ma anche testimonianza di una esperienza indimenticabile”.

bistecca

Intendiamoci, tutti i soggetti coinvolti sono di alto livello: l’artista Gianluca Biscalchin (che firma l’artwork digitale, unico elemento legato davvero agli NFT) e il giornalista sommelier Andrea Gori (che lo arricchisce con un suo scritto), per non parlare dei ristoranti e della cantina vinicola. Però poi leggiamo che l’NFT dà una “chiave” per riscattare una experience per due persone, dell’autentica bistecca alla fiorentina in rinomati ristoranti di Firenze, più una copia gratuita di “La fiorentina. Osti, macellai e vini della vera bistecca” di Aldo Fiordelli, una degustazione di vini e formaggi da Villa Calcinaia, e l’abbonamento annuale a The Florentine in pdf. Proprio come un buono regalo.

Quindi l’acquirente compra il voucher (pardon, l’NFT) e al momento di usufruirne lo converte in una serie di beni e servizi materiali (al costo di 250 euro, in vendita fino al 10 agosto sul sito di Italian Wine Crypto Bank o direttamente attraverso il ristorante scelto per fare la Fiorentina Experience) di cui usufruire entro e non oltre il 10 giugno 2023, previa prenotazione di almeno tre giorni prima direttamente al ristorante, soggetta alla disponibilità dello stesso, ed è trasferibile a terzi. Proprio come un voucher.

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Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itrelforchettieri.it, embrione del Forchettiere.

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