martedì 27 Ottobre 2026
HomeRistorantiOlio Restaurant, la...

Olio Restaurant, la classicità che riporta in auge la cucina flambé a Firenze

Olio & Convivium trasloca da Santo Spirito a Porta al Prato: cambia nome – diventa Olio Restaurant – ma conserva la cucina flambé griffata da Carlo Lazzerini e “sposa” il teatro del Maggio Musicale

foto di Luca Managlia

Olio restaurant Firenze

Olio & Convivium ha traslocato da una sponda all’altra dell’Arno, e nell’operazione – come spesso accade nei traslochi – qualcosa è andato perso e qualcos’altro è stato acquistato. Nel passaggio da Santo Spirito a Porta al Prato ha perso una parte del nome, ribattezzandosi Olio Restaurant, e ha guadagnato una liaison speciale col teatro del Maggio Musicale Fiorentino, che nel nuovo locale di Paolo Provvedi ha persino una sala a sé stante.

Se il mood di Olio Restaurant non è molto diverso da quello che gli habitué hanno imparato a conoscere in Santo Spirito – atmosfera accogliente, affidata a un professionista navigato come Carlo Lazzerini, e cucina d’impronta classica – con l’abbandono a Palazzo Capponi e il passaggio di sede in un altro edificio storico, Palazzo Corsini (a pochi metri dal triplice portone che racchiude il Brindellone protagonista dello Scoppio del Carro in piazza Duomo), il ristorante apre oggi una nuova pagina della propria vita puntando su alcuni focus ben definiti. C’è il legame con il vicino Teatro del Maggio Musicale, ad esempio, che si traduce nella possibilità di venire a cena anche a tarda ora, alla fine dello spettacolo, e di cenare nella sala da 20 posti allestita con arredi di scena.

Olio restaurant Firenze

Ma nel nuovo corso di Olio Restaurant c’è ovviamente l’attenzione all’olio EVO – nomen omen, in fondo – con una carta degli oli che guarda alla Toscana e alle sue cultivar più rappresentative, selezionate con il supporto del Consorzio dell’olio toscano IPG. In quest’ottica va letta la scelta di includere le bottigliette di EVO nel coperto, dando modo a ogni tavolo di portarsi a casa ciò che non si è riuscito a degustare nel corso della serata.

Last but not least, nella cucina (neo)classica di Olio Restaurant e negli spazi progettati da Fabio Spadoni si muovono con disinvoltura i due giovani Chand Lal e Andrea Mazzei, con la consulenza di Michele Bosco, nonché il già citato direttore Claudio Lazzerini (foto in alto), uno dei pochi rimasti a padroneggiare l’arte delle preparazioni al tavolo dopo anni di onorato servizio nel Sabatini dei tempi migliori. Dalla pasta flambé alla tartare fino al rognone e alle crêpes Suzette, gli appassionati di una cucina vagamente (e irresistibilmente) retrò avranno parecchie soddisfazioni da togliersi.

Al di là delle preparazioni al tavolo, la cucina di Olio Restaurant si caratterizza per la classicità più ortodossa, con qualche divagazione e tocchi creativi, fra Tortelli mugellani con sugo “finto” (foto in alto), Vellutata di cavolo nero, cotture a bassa temperatura per guancia di manzo, petto di anatra, filetto di Cinta senese.

Olio restaurant Firenze

Valore aggiunto del locale sono i dettagli d’arredamento e le chicche d’arte: l’intervento ha mantenuto gran parte degli arredi già presenti in Palazzo Capponi, ma con l’inserto di pregevoli elementi di novità come il bancone color petrolio con il comptoir in piombo che accoglie nell’ambiente di ingresso adibito a salotto-bar, con i tavoli Art déco e sedie Thonet originali. Notevole poi la preziosa “ghiacciaia”, il mobile in marmo bardiglio già presente in Santo Spirito. Non manca una parte “shop”, scaffale-vetrina che ricorda l’originale gusto gastronomico del Convivium, con pane fresco, oli EVO, aceti, biscotti di Migliana o il farro e i ceci dell’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore.

Olio restaurant Firenze

A impreziosire gli ambienti, nella grande sala da 40 coperti, una tela di Ottone Rosai e una scultura di Ardengo Soffici, nel bar una scultura (“Astronomo”) in parete di Francesco Carone, oltre a vasi di inizio Novecento firmati Zaccagnini. Un legame con l’arte e con la cultura che Paolo Provvedi ha voluto fortemente.

Segui Il Forchettiere su Google
Aggiungi Il Forchettiere alle tue fonti preferite per trovare più facilmente i nostri articoli nelle Notizie principali di Google.

Rimani aggiornato: iscriviti!

Marco Gemelli
Marco Gemelli
Marco Gemelli, classe ’78, giornalista professionista dal 2007. Dopo anni come redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia, è passato alla libera professione. Oggi collabora con diverse testate online e cartacee, tra cui Il Giornale, Wine & Travel, Food & Wine. È membro della World Gourmet Society, nonché corrispondente italiano per Lust Auf Italien.

ARTICOLI SIMILI

Al ristorante Anastasia, nella storica Pagoda Arrighi, i giovani chef Alessandro Sardelli e Cristian Garofalo riscoprono il ricettario del 1891 e lo reinterpretano in una grande carta che mette al centro gusto, convivialità e libertà di scelta.

DELLO STESSO AUTORE

Continua a leggere

Ristoranti Gambero Rosso 2027, sono 44 i locali “Forchettati”

Un solo "Tre Forchette" (Enoteca Pinchiorri), 30 a quota due e 13 con una sola Forchetta. Ecco tutti i premi speciali assegnati in Toscana

Pizzerie Gambero Rosso 2027, la Toscana ritrova Polzella (con Tre Spicchi)

La guida presentata a Roma premia il ritorno del pizzaiolo di Rosignano, colpito nel 2024 da una grave patologia. In Toscana salgono a 12 le pizzerie al vertice, mentre i Due Spicchi perdono cinque insegne.

Essenza, con Stefano Cavallini a Borgo Pignano il girarrosto torna protagonista

Lo chef Stefano Cavallini, primo italiano a conquistare una stella Michelin all’estero, torna a Firenze alla guida del ristorante di Borgo Pignano Florence: una cucina essenziale tra cotture allo spiedo, servizio al tavolo e memoria gastronomica.