Non solo affogati nel vinsanto: in Toscana c’è chi riesce a inserire i cantucci sulla pizza, nel gelato e persino fritti. Ecco tre modi di assaggiarli fuori dal convenzionale

cantucci

Siamo abituati a mangiarli a fine pasto, insieme al vinsanto. E nel momento in cui vengono portati in tavola sentiamo già avvicinarsi le nuvole minacciose delle polemiche su quanto sia eretico e amorale “pucciare” i cantucci nel vino liquoroso, o in subordine – e talvolta anche in una combo letale di contumelie – le discettazioni di chi grida all’eresia nell’accostare i cantucci toscani IGP ai biscotti di Prato.

cantucci prato

La regola, ammesso che esistano ancora regole nell’epoca del “dentro è buio” e del “lo stomaco è mio e ci infilo ciò che mi pare”, è che i cantucci si mangino con il vinsanto e non dentro di esso. Altrimenti – come ammoniva Egon Spengler a Peter Venkman spiegandogli perché non bisogna mai incrociare i flussi – immagina che la vita come tu la conosci si fermi istantaneamente e ogni molecola del tuo corpo esploda alla velocità della luce. Ok, dai, non è che davvero accada questo a chi bagna i cantucci nel vinsanto, eh. Però a volta gli sguardi di riprovazione dell’interlocutore purista sono quelli…

cantucci

Detto ciò, abbiamo incontrato una serie di utilizzi alternativi dei cantucci. Non ci riferiamo alle reinterpretazioni – morbidi e soffici, duri come il granito, al cioccolato, ai pinoli, al pistacchio e via così – ma a usi realmente fuori dagli schemi. Eccone tre:

I cantucci sulla pizza…

Autore dell’esperimento è Stefano Canosci, pizzaiolo 3 Spicchi del Gambero Rosso e patron della pizzeria “Chicco” a Colle Val d’Elsa. Sgombriamo il campo da ogni dubbio: la pizza ai cantucci non è regolarmente in carta, bensì frutto di una sperimentazione allestita per una serata speciale. Su una base bianca caramellata con vinsanto, Stefano ha posto cubetti di cantucci e crema di cioccolato fondente.

… poi nell’impasto del gelato…

Sdoganati ormai da qualche tempo, in un territorio che col tempo ha trasformato in gelato non solo l’olio EVO ma anche il vino e lo stufato di cinghiale (non è uno scherzo, vero Vetulio Bondi e Andrea Perini?), il gelato ai cantucci ogni tanto compare nelle carapine dei gelatieri toscani più avvezzi alla sperimentazione. Nelle foto, quello di Cinzia Otri della Gelateria della Passera, nell’omonima piazza fiorentina.

cantucci fritti

…e infine i cantucci fritti

Anche qui, nel 2021 non si inventa più nulla. Se è vero che già da una decina d’anni qualcuno si è divertito a friggerli – incluso lo chef Paolo Gori a Wine Town 2012, e abbiamo le prove – oggi a Firenze i cantucci fritti sono appannaggio della giovane Giulia Grimaldi e del suo “Cruditè Art” in via del Drago d’Oro, in Oltrarno. “È in assoluto il dolce più richiesto, perché una volta vinta la curiosità si riscoprono profumi e sapori familiari, quelli che si sentivano alle giostre ai banchi dei dolci”.

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Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itrelforchettieri.it, embrione del Forchettiere.

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