giovedì 10 Settembre 2026
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Top500, trionfa “Panda and Sons” a Edimburgo. Firenze, primo Locale

Top 500 a Firenze: trionfa Panda and Sons di Edimburgo, mentre Locale - il primo cocktail bar della città gigliata - si posiziona 15esimo.

Firenze ha accolto per la prima volta in Italia la cerimonia della Top 500 Bars, la classifica che ogni anno racconta il meglio della mixology mondiale. L’evento, ospitato ieri sera -10 novembre 2025- a Palazzo Borghese, ha riunito bartender, brand ambassador e giornalisti da tutto il mondo per celebrare l’eccellenza del bere miscelato. In un’atmosfera elegante e vibrante, il capoluogo toscano si è trasformato nel cuore pulsante della scena mondiale del bere miscelato. Ospitare la cerimonia della Top 500 Bars ha avuto per Firenze il valore di una medaglia al merito, un riconoscimento simbolico che ne consacra il ruolo tra le nuove capitali globali della mixology.

Top500, trionfa Panda and Sons di Edimburgo. Locale il primo dei fiorentini in classifica.
Un traguardo costruito nel tempo, fra bar d’autore, talento, ospitalità e una creatività capace di unire radici e innovazione. La serata — sostenuta da Destination Florence e dall’assessorato guidato da Jacopo Vicini — ha celebrato proprio questo: la forza di una città che oggi è uno dei riferimenti per il bere contemporaneo, oltre che nuova fonte d’ispirazione. A conquistare il primato della classifica ideata da Anthony Poncier è stato Panda and Sons di Edimburgo speakeasy nascosto dietro la facciata di una vecchia barberia che ha rivoluzionato la mixologia con numerosi incursioni di alta scienza e ospitalità autentica.

Panda and Sons condivide il podio con due volti noti della scena internazionale. Al secondo posto troviamo infatti Paradiso, insegna catalana, e al terzo Bar Leone – fresco di primato alla 50Best-. Unico italiano nelle prime 10 posizioni il Moebius di Milano.

Firenze da record ai Top 500: 12 indirizzi in classifica

A dispetto di un podio tutto internazionale, Firenze ha confermato ancora una volta la propria vocazione cosmopolita, arrivando a fare la voce grossa con ben dodici bar presenti nella Top 500 Bars 2025, di cui tre nelle prime cento posizioni. Un risultato che consolida la città come una delle capitali mondiali del bere di qualità.

Locale – 15°

Importante balzo in avanti per Locale – 19 posizioni- un concept articolato, cocktail bar e fine dining restaurant insieme, pensato per una clientela curiosa, raffinata e cosmopolita. La miscelazione – affidata a Fabio Fanni e Alessandro Mengoni – si avvale di tecniche moderne, laboratorio interno, fermentazioni, distillazioni e infusi, e trae forza da una filiera strettamente legata al territorio: frutta e verdura coltivate in proprio, piccolissimi produttori locali e materie prime che cambiano con le stagioni.

Il menu è in continua evoluzione: un drink concepito oggi può vivere più momenti dell’anno, evolvendosi con il frutto, il vegetale o la botanica che lo guida. L’ambiente costituisce parte integrante della narrazione: dalla sala bar alle cantine medievali che ospitano un vero e proprio “laboratorio” del bere. La tensione tra passato e futuro, tra décor settecentesco e cocktail di nuova generazione, genera una geo­metria emotiva che cattura l’ospite.

Gucci – 31°
Al Gucci Giardino di Firenze l’eccellenza non è un traguardo, ma una consuetudine. Guidato dalla bar manager Martina Bonci e dal bartender Giovanni Garofano, il locale continua a confermarsi tra le migliori destinazioni di mixology italiane, con cocktail list sempre eleganti e contemporanee. Iconico il Mémoire di Negroni, dal viola profondo e dal gusto complesso, perfetto emblema dello stile Gucci.

Atrium – 82°
All’interno del Four Seasons Hotel Firenze, l’Atrium Bar è un rifugio di eleganza e quiete, dove storia e contemporaneità si incontrano sotto una splendida vetrata. La regia è di Edoardo Sandri, che con la sua creatività racconta Firenze attraverso drink iconici come il Vintage Negroni, maturato in botti di rovere, o creazioni narrative; dall’ultima drink list ad esempio La Locomotiva e Fumo del progresso, omaggi alla curiosità e al genio umano.

Oltre alle tre realtà presenti nei primi 100 posti -a cui sono rivolti i complimenti di tutta la nostra redazione, così come a chi segue- la lista include anche nove indirizzi che rappresentano e raccontano a pieno la varietà e la profondità della scena fiorentina:

Rasputin – 134°
Dietro una porta anonima nel quartiere di Santo Spirito si cela il primo secret bar fiorentino, fondato da Daniele Cancellara, dalla proposta tutt’altro che anonima. Luci basse, arredi vittoriani e una selezione di oltre 500 whisky rendono l’esperienza indimenticabile.

Giacosa – 215°
Culla del leggendario Negroni, lo storico bar (ri)vive una nuova giovinezza grazie alla famiglia Valenza. Sotto l’attenta guida del F&B Manager Luca Manni, coadiuvato dal head bartender Antonino Sciortino il Giacosa rinnova il mito con twist moderni e ironici che stanno segnando una nuova epopea tutta fiorentina. 

Manifattura Firenze – 234°
Dal sogno di Davide Campagnolo prende vita una bottigliera esclusivamente italiana che si anima con una filosofia netta e nessuna voglia di scendere a compromessi. Tra arredi rétro e spirito conviviale, Francesco De Rosa e il suo team reinterpretano la musica italiana in chiave liquida.

La Ménagère – 289°
Nel cuore della città, il bistrot e cocktail bar guidato da Denis Paonessa è un microcosmo di design e sapore. Ogni cocktail è un viaggio sensoriale tra ingredienti e ambienti diversi.

Santa Cocktail Club – 295°
Affacciato su una delle icone della città, Piazza Santa Maria Novella, è parte del progetto diretto da Simone Covan – che si completa con la sede veneziana, Villa Cora e Fede Cocktailab- racconta la città attraverso drink che fondono ricerca, storytelling e spirito d’hôtellerie.

Bitter Bar – 349°
Il regno discreto di Mehran Lashgari: luci soffuse, atmosfera d’altri tempi, un campanello da suonare prima di entrare. Qui il cocktail è un rito lento, intimo e curato in ogni dettaglio.

Bar Artemisia (Hotel Savoy) – 371°
Un omaggio ad Artemisia Gentileschi, tra arte e gusto. Il maestro Salvatore Calabrese firma un bar dove il design incontra l’emozione, e la mixology diventa forma di espressione.

Caffè Paszkowski – 379°
Sotto la guida di Luca Manni, lo storico caffè fiorentino del Gruppo Valenza rinasce come icona di eleganza moderna, fondendo la classicità del locale d’epoca con la raffinatezza dei cocktail d’autore.

Drinkx @ Il Gusto di Xinge – 448°
Il progetto di Xinge Liu unisce l’anima fine dining del ristorante a una mixology estetica e identitaria, dove memoria asiatica e visione contemporanea dialogano in equilibrio perfetto.

Dalla classicità di caffè storici all’avanguardia dei laboratori passando per la struttura solida dei bar d’hotel, Firenze ha dimostrato di saper parlare un linguaggio globale restando profondamente sé stessa. E mentre il mondo guarda ai risultati finali della Top 500 Bars, la città continua a costruire il proprio futuro sorso dopo sorso — con la naturale eleganza di chi, da secoli, fa dell’arte un mestiere.

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Antonio Galdi
Antonio Galdi
Antonio Galdi, classe 00, si laurea nel 2022 in scienze gastronomiche mediterranee presso l’università di Napoli Federico II. Inizia a lavorare come aiuto cuoco in vari alberghi e ristoranti ma dopo un master in critica enogastronomica, inizia a pubblicare i suoi primi articoli. Adora la cultura pop legata al cinema, alla musica e alla letteratura italiana.

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