giovedì 10 Settembre 2026
HomeStorie e personaggiL’ultimo scambio: il...

L’ultimo scambio: il baratto tra gli stand che anima il Taste

Il Taste è un ottimo esempio di economia relazionale, in cui il baratto vale quanto il listino. Assaggi e strette di mano che creano comunità

Se ti dò il pane tu che mi dai? verrebbe da dire, parafrasando una brillante canzone del primo Renato Zero. Beh, un pacco di pasta “vale” una bottiglia d’olio, una confezione di riso equivale a un barattolo di pomodoro, una lattina di kombucha viene scambiata con un pacco di taralli o una confezione di sottaceti. È il baratto, la più antica forma di commercio che l’umanità abbia conosciuto, stavolta portata nella contemporaneità e applicata alle fiere dell’agroalimentare e ai loro protagonisti, gli espositori. Sono gli scambi dell’ultimo giorno se non addirittura dell’ultima ora, un modus operandi che ormai al Taste – il salone fiorentino del gusto, la cui 19° edizione è andata in archivio con successo la settimana scorsa – è diventata una prassi usuale, ben tollerata dall’organizzazione e dagli stessi produttori.

Vale tuttavia la pena approfondire la questione, poiché ridurre il fenomeno a un sempllce do ut des potrebbe essere decisamente riduttivo. In un contesto dominato da tre giorni fitti di contatti, assaggi, strette di mano, scambio di biglietti da visita, esibizione di listini e trattative più o meno strutturate, lo scambio diretto di prodotti rappresenta una forma parallela di “economia relazionale” che tra gli stand della Fortezza da Basso continua a prosperare, proprio come accadeva – seppur con meno frequenza – già ai tempi della Leopolda.

In fondo, il baratto tra stand nelle manifestazioni enogastronomiche nasce in modo assolutamente spontaneo: un produttore di formaggi artigianali offre una selezione delle proprie stagionature a un’azienda di conserve in cambio di sottoli gourmet; un torrefattore scambia caffè specialty con un pasticcere per arricchire l’offerta in negozio (più difficile attuare degustazioni combinate nei rispettivi stand); un birrificio artigianale fornisce un bicchiere di Lager o Ipa a fronte di snack ad alto potenziale di ‘match’ brassicolo. Non si tratta quasi mai di convenienza economica – quanto vale ciò che offro rispetto a ciò che chiedo in cambio, per intendersi – bensì della costruzione di relazioni.

Il primo tipo di baratto nelle manifestazioni enogastronomiche è quindi quello realizzato per complementarità merceologica, con lo scopo di “testarsi” a vicenda e magari scoprire che esiste spazio per sinergie, partnership, co-branding o collaborazioni. C’è poi un baratto dovuto alla vicinanza logistica tra stand, in cui più che ipotetici vantaggi nel medio-lungo periodo predominano logiche di buon vicinato, con meccanismi simili a quelli del parentado alle prese coi regali di Natale. E poi ce n’è una terza fattispecie, che di solito non si limita all’ultimo giorno ma è in voga sin dalle prime ore del salone: è quella dell’appetito. Complice il caldo dei riflettori puntati sullo stand e la necessità di restare ore e ore in piedi, all’ora del pranzo o della merenda ecco che in molti si presentano al banco dello stand più indicato – formaggi e prosciutti, in genere – portando con sé un cadeau in natura per ringraziare e contraccambiare.

Se nel primo tipo di baratto il fenomeno è favorito dalla dimensione professionale e dalla ricerca di collaborazioni, possibile primo passo verso partnership più strutturate o inserimenti reciproci nei canali distributivi, nel secondo e nel terzo caso si tratta semplicemente di voglia di concedersi assaggi – in fondo è un salone molto accattivante per gli amanti del buon cibo, e si presume che un produttore non vi sia impermeabile – e tamponare l’appetito. E non è tutto: arrivati a fine manifestazione, non è raro il caso in cui i produttori di merce particolarmente deperibile preferiscono scambiarsi merce residua anziché sostenere costi di rientro o sprechi, creando così una rete informale di mutuo vantaggio. Ciò contribuisce anche a una maggiore sostenibilità, riducendo eccedenze e sprechi alimentari. Anche al Taste, dunque, il baratto tra gli stand non è una pratica folkloristica ma uno strumento strategico che consolida – perché no? – anche un po’ il senso di comunità, un vero ecosistema relazionale in cui l’economia dello scambio continua a dimostrare la propria vitalità.

Segui Il Forchettiere su Google
Aggiungi Il Forchettiere alle tue fonti preferite per trovare più facilmente i nostri articoli nelle Notizie principali di Google.

Rimani aggiornato: iscriviti!

Marco Gemelli
Marco Gemelli
Marco Gemelli, classe ’78, giornalista professionista dal 2007. Dopo anni come redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia, è passato alla libera professione. Oggi collabora con diverse testate online e cartacee, tra cui Il Giornale, Wine & Travel, Food & Wine. È membro della World Gourmet Society, nonché corrispondente italiano per Lust Auf Italien.

ARTICOLI SIMILI

Il 21 settembre rinasce Bibite Corallo, un marchio scomparso da 60 anni. Un progetto no-profit che intreccia storia, gusto e recupero delle Terme del Corallo

DELLO STESSO AUTORE

Continua a leggere

A Casa Santoni nasce “Il Salotto”: domenica a Chianciano libri, musica e pici

Domenica 6 settembre Casa Santoni, a Chianciano Terme, inaugura “Il Salotto di Casa Santoni”, un nuovo ciclo di appuntamenti dedicato a libri, musica, incontri e protagonisti del territorio. Il primo evento si intitola “Visioni a km zero” ed è...

Arriva il gelato viola per celebrare i primi 100 anni della Fiorentina

Da oggi in piazza della Passera il gusto “Labaro Viola” che la pluripremiata maestra Cinzia Otri ha realizzato con yogurt di pecora bio e uva fragola del Mugello per i 100 anni della Fiorentina

Addio a Vittorio Frescobaldi, il marchese che ha traghettato il vino toscano nel mondo

Il mondo del vino italiano perde una delle sue figure più autorevoli e rappresentative. Si è spento nella notte Vittorio Frescobaldi, protagonista assoluto della rinascita e dell'affermazione internazionale dell'enologia toscana nel secondo Novecento e nei primi anni del Duemila. Esponente...