A Manciano, frazione di Trevi (Perugia), una compagnia di 7 “braves” porta in salvo saperi, tradizioni ed eccellenze di una terra antica con la Green Heart Distillery

Green Heart Distillery

Sebbene l’alambicco da 200 litri, ribattezzato tempestivamente “Galadriel”, sia arrivato in sede soltanto lo scorso gennaio, la Green Heart Distillery a Manciano, frazione di Trevi (Pg), esiste – almeno come visione – da ben prima: galeotti furono, infatti, la Londra del 2015 e un cocktail, il “Negroni Pregiato”. L’Umbria, d’altronde, è una terra alchemica; se metaforicamente qui si trasformano da sempre materie prime povere in “piatti d’oro”, la filosofia esoterica, legata alla conoscenza di discipline come la chimica, la fisica e la medicina, è stata letteralmente di casa tra i monaci, i farmacisti, gli asceti e gli imbonitori che per secoli hanno abitato la regione.

Green Heart Distillery

La preparazione di elisir, così come di estratti a base di erbe e radici, a scopo principalmente curativo, si è fatta presto consuetudine e, pur mutando negli intenti, non solo ha scritto, con il passare degli anni, la storia liquoristica umbra, ma ha anche aperto le porte alla somma arte della distillazione. Le montagne che sovrastano Manciano, poi, sono ricche di gineprai autoctoni; qui nasce una preziosissima varietà di bacche, peculiare a tal punto da esser scelta, fin nei primi decenni del ‘900, come insostituibile materia prima dai migliori produttori di gin inglesi.

Tre realtà umbre della zona – Rare Cocktail House, San Pietro a Pettine e Frantoio Ciarletti – spinte dai medesimi valori e da una comunione di intenti, hanno quindi deciso di dare nuovo corso alla memoria storica del luogo: sapori e odori, insieme a tradizione e artigianalità di questo splendido angolo dell’Umbria hanno così trovato i loro paladini.

Green Heart Distillery

La compagnia dei 7 della Green Heart Distillery è formata da: Carlo – il cui nonno distillatore, sebbene in clandestinità, sembrava aver previsto già tutto – proprietario di San Pietro a Pettine e allevatore e addestratore di tartufi di razza; Gianfranco, ex direttore di banca che alla finanza ha finito col preferire la produzione di olio d’oliva; Jonathan, classe ’96, fautore del progetto – prima che locale – Rare; Enrico, figlio d’arte (il padre è stato insegnante di sala/bar all’istituto alberghiero di Spoleto), barman e ideatore del “Negroni Pregiato” che, a base anche di tartufo nero pregiato, finì col folgorare Carlo e dare il la alla storia della Green Heart Distillery; Simone, barman e maestro distillatore; Alberto, il bancario appassionato che vive a Montefalco (Pg) in mezzo agli ulivi; Emanuele, ingegnere, nonché investitore.

Due, al momento, i prodotti disponibili: Amaro Ardelio e Bruno. In particolare, all’idea di produrre fin dall’inizio un liquore come quest’ultimo, a base di tartufo nero pregiato, si deve la singolarità di “Galadriel”, l’alambicco prodotto dalla Frilli – azienda dalla storia centenaria, nota per aver realizzato impianti per le più celebri distillerie scozzesi – su progetto dei 7 della Green Heart Distillery. Nello specifico, la presenza di una seconda colonna di aromatizzazione, permette di preservare l’integrità di materie prime di grande fragilità, come per l’appunto il tartufo.

Bruno nasce in primis da una scrupolosa selezione del pregiato tartufo nero di Norcia (PG), raccolto tra gennaio e febbraio, quando è a piena maturazione. A questa paziente ricerca, fa seguito il tentativo, da parte del maestro distillatore, di creare un’armonica liaison tra il tartufo, la frutta secca, il legno di quercia, le fave di cacao e il miele d’acacia, unico dolcificante presente. Omaggio a Bruno – il più rappresentativo cavatore di San Pietro a Pettine, attivo ancora oggi nella “caccia al tartufo” – va assolutamente sperimentato in miscelazione o in cucina, soprattutto nella pasticceria, magari in sostituzione del più classico passito o muffato.

ardelio Green Heart Distillery

Ardelio, invece, deve il suo nome a Ardelio Ciarletti, carismatico personaggio della sua comunità, nonché padre di Gianfranco; lui, infatti, ha guidato i 7 nella scelta delle botaniche che compongono l’amaro, andando in cerca di quelle che crescono spontanee nelle garighe e nei boschi che circondano Manciano (Pg). Ardelio, infatti, è stato pensato per esprimere, attraverso un imprinting umano e naturalistico, lo spirito più autentico del territorio natio. Prodotto senza l’impiego di alcun aroma artificiale e colorante, è un connubio di elicriso, foglie di ulivo, ginepro, ortica, timo, finocchietto selvatico e mirra ed è ottimo sia con ghiaccio che a temperatura ambiente.

 

Ultimo arrivato, poi, è l’attesissimo gin, presentato in esclusiva al Taste di Firenze. Un prodotto che, come gli altri due, ha una bellissima storia da raccontare, a cominciare da quella di Franco – di cui porterà il nome – estroso raccoglitore di ginepro nella Trevi (Pg) degli anni ’50-’60.

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