La guida Bar d’Italia di Gambero Rosso ha premiato come Bar dell’anno 2021 il CM Centumbrie di Magione, nel cuore dell’Umbria, scelto tra tutti i “Tre Chicchi” e le “Tre Tazzine”

Centumbrie

Nella nuova edizione della guida Bar d’Italia di Gambero Rosso anche quest’anno il premio più atteso è stato l’Illy Bar dell’Anno: il vincitore, scelto fra tutti i Bar che hanno ottenuto i Tre Chicchi e le Tre Tazzine, è il CM Centumbrie di Magione, nel cuore dell’Umbria. Prodotto dei frenetici ritmi moderni o ancora luogo votato all’intrattenimento, dove sedersi, rallentare e all’occorrenza fermarsi a conversare, il bar resta un crocevia di incontri e rituali; da 22 anni Gambero Rosso ne racconta, nella guida Bar d’Italia, declinazioni ed evoluzioni e premia i migliori indirizzi della penisola.

Il CM Centumbrie di Magione, che da new entry si è subito guadagnato il premio più ambito della guida, unisce struttura di nuova generazione ed ecosostenibilità, varietà dell’offerta e prodotti altamente selezionati. Nato ufficialmente tre anni fa con il frantoio, si propone oggi come polo agroindustriale, declinato in azienda olivicola, bistrot e bar, pasticceria, panetteria.

Centumbrie

Fortemente voluto da due famiglie umbre, il CM Centumbrie ha raccolto e vivificato le storie di entrambe, così come i luoghi che le hanno segnate: cento luoghi, cento storie, Centumbrie, appunto. Qui, genuinità e sostenibilità sono da sempre di casa: l’energia elettrica si deve a fonti rinnovabili; durante le fasi di produzione dell’olio lo spreco d’acqua è ridotto al minimo; il nocciolino, scarto della lavorazione dell’oliva, è utilizzato per il riscaldamento; si punta ad eliminare completamente la plastica; si coltivano legumi, cereali, olive e si cura un orto stagionale in linea con i dettami della certificazione biologica, così da offrire alla clientela prodotti sani e a Km0.

Centumbrie

L’edificio principe di CM Centumbrie, il frantoio, può vantare una struttura architettonica moderna, che ben si integra con il paesaggio circostante grazie alla scelta dell’acciaio Corten, un materiale vivo che cambia colore con il passare del tempo, ossidandosi e richiamando i colori terrosi dei campi. Quello del frantoio è uno spazio poliedrico; ospita, infatti, anche uno show-room e il bistrot di CM Centumbrie, in cui si esalta nelle preparazioni il premiato extravergine locale.

Il Bar è, invece, ospitato nel molino di CM Centumbrie: qui la Maestra Fornaia Alessandra Chiappini dà vita a prodotti d’eccellenza utilizzando farine non raffinate. Quest’ultime nascono dalla molitura dei grani di proprietà, coltivati secondo regole di agricoltura biologica; la macinazione è lenta e a bassa temperatura, con pietra naturale di granito bianco, e permette di ottenere un prodotto di altissima qualità, ricco di proprietà organolettiche e principi nutritivi.

Il pane è a lievitazione naturale ed è proposto, ogni giorno, in molte varianti, dalla curcuma, alle noci; lo si unisce poi ai prodotti stagionali dell’orto: rape rosse, spinaci, barbabietola e zucca. Al pane si aggiungono, inoltre, i lievitati per la prima colazione, arricchiti da una vastissima gamma di proposte vegane. Nel Bar di CM Centumbrie la colazione è gourmet e la pasticceria tradizionale è rivisitata; vicino al pain au chocolat e ai croissant si trovano mignon che riprendono i sapori del territorio e dolci tipici come la ciaramicola.

Il CM Centumbrie, con la sua formula originale, risponde alle nuove esigenze della ripresa: intercetta, per la socialità, altre declinazioni e sposa una crescita in armonia con l’ambiente. Gambero Rosso, quindi, sempre pronto a cogliere l’avvio di certe rivoluzioni, ne ha premiato la capacità di unire cultura della sostenibilità a un servizio e una proposta di altissima qualità: certi cambiamenti possono avere inizio anche da una semplicie tazzina di caffè.

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"Galeotto fu per lei il Montepulciano d'Abruzzo 2009 di Emidio Pepe": così, con una parziale citazione, si potrebbe iniziare a raccontare quello che è stato, per Martina, un cambio di passo. Nata a Terni nel 1984, benché gli studi universitari in Biologia sembravano portarla altrove, Martina infatti ha lavorato qualche anno come autrice televisiva per poi - con quel "famoso" calice in mano - decidere di iscriversi a un corso della Fondazione Italiana Sommelier. Ancora fresca di diploma, si è fin da subito impegnata nella divulgazione enogastronomica e poi è entrata a far parte, in qualità di Editor e Wine Specialist, della grande distribuzione, italiana e internazionale. Oggi, per lavoro e per inclinazione, si occupa in particolare dei piccoli produttori, degli artigiani della vigna e dei loro vini coraggiosi.

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