domenica 25 Ottobre 2026
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Versilia, il Tordello d’Oro 2026 è quello del Chiosco nel Bosco

Il Tordello d'Oro 2026, la 5° edizione del contest dedicato alla specialità versiliese, è andato all'osteria Chiosco nel Bosco di Casoli

Il miglior tordello al sugo della Versilia? Quest’anno, a prendersi la scena è stata l’amena, rustica e panoramica Osteria Il Chiosco nel Bosco di Casoli, incastonata sulle alture di Camaiore, che si è aggiudicata la quinta edizione del contest gastronomico Tordello d’Oro.

A decretare il vincitore è stata una giuria formata dallo chef del Pesciolino Maurizio Marsili, i giornalisti Guido Ricciarelli e Claudio Vecoli, il foodmaker Gabriele Ghirlanda e il medico gourmet Paolo Veronesi. Ai loro palati, il loro tordello è uno di quelli che non fanno concessioni. Pieno deciso, di carattere, orgogliosamente “alla casolina”: la carne viene messa cruda dentro una sfoglia tirata come si deve, senza scorciatoie. Il risultato è un boccone autentico, che riporta dritto al tordello tradizionale del territorio, quello che si mangiava nelle cucine delle nonne quando la domenica era una cosa seria. Per Michele e Ilaria Pardini, fratelli e anime del Chiosco, fare i tordelli è prima di tutto un gesto di memoria. Ogni volta è un omaggio a mamma Mida, che proprio a loro aveva consegnato l’antica ricetta delle donne di Casoli. Una di quelle ricette che non si leggono sui libri: si imparano con gli occhi e con le mani.

Sul podio anche il padrone di casa, il celebrato Gaio Giannelli, che ha aperto la serata con i suoi ormai mitici Tordelli del Pozzo di Bugia, quelli che nel suo locale ordinano tutti con occhi innamorati. Pasta impeccabile, chiusura rigorosamente a forchetta, pieno generoso e un sugo che definire buono è quasi riduttivo. Poi è arrivata la sorpresa: i tordelli di Daniele Iorio, dal Circolo Soms di Capriglia. Una versione originale che ha spiazzato e conquistato la giuria. Iorio, frusinate di nascita ma ormai versiliese d’adozione – tra moglie e suoceri pietrasantini – ha alle spalle anni di cucina accanto a Fabio Picchi al Cibreo di Firenze. E la mano si sente tutta.

Condotta da Claudio Sottili, la finalissima si è svolta proprio al Pozzo di Bugia, allestito per accogliere 150 agguerriti buongustai. L’accoglienza è partita con un trionfo di salumi, crostoni, formaggi e focaccine calde che hanno scaldato i motori della serata. Poi la scena è stata tutta per i tre tordelli finalisti, degustati uno dopo l’altro. Infine la proclamazione del vincitore del Tordello d’Oro 2026, con la consegna della statuetta del celebre “tordello con corona” in cartapesta realizzata dagli artisti di Carta Colla e Fantasia.

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Silvia Casagrande
Silvia Casagrande
Nata a Verona, si laurea in Comunicazione e giornalismo a Siena e collabora con l'Unità. Dopo varie vite tra Firenze, Bologna e Granada, dal 2024 torna ad occuparsi di giornalismo enogastronomico collaborando con Cibo Today e Il Forchettiere. Non ha mai smesso di interessarsi al cibo, soprattutto quando racconta l'identità di un territorio e la sua evoluzione in ottica multiculturale. È appassionata di cucina vegetale e sostenibile.

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