Cinque aziende fondatrici della cantina Kaltern e cinque vitigni per la linea Quintessenz che esprime il terroir del lago di Caldaro, in Alto Adige

Può un vino fare la felicità di numerologi e cabalisti? Non lo sapremo mai, ma di sicuro lassù in Alto Adige – terra più vicina alla precisione mitteleuropea che all’approssimazione tutta italiana – qualcuno ha saputo giocare coi numeri trovando… la quintessenza del numero cinque. È la cantina Kaltern, la più grande cantina sociale del Sud Tirolo (590 soci e 440 ettari di vigneti, con una dimensione media pari a un campo da calcio), di cui Quintessenz rappresenta la linea d’eccellenza.

E se Cantina Kaltern è una cooperativa vitivinicola sul lago di Caldaro in Alto Adige, i cui vini sono contraddistinti da influenze alpine e mediterranee e raccontano l’essenza del vivere rilassato e spensierato che caratterizza il lago, Quintessenz rappresenta proprio l’anima e l’essenza della Cantina Kaltern e di ciò che la costituisce: la storia movimentata della sua fondazione, la sua origine, i soci, una comunità forte e, ovviamente, i suoi vini.

Già, ma la piacevole ossessione per il numero cinque? È presto detto: nasce dalla fusione di cinque cantine – Erste Kellerei (1900), Bauernkellerei (1906), Jubiläumskellerei (1908), Neue Kellerei (1925) e Cantina Josef Baron Di Pauli (1932) – e la linea Quintessenz esprime altrettante varietà di uva: Kalterersee (o Schiava), il Pinot Bianco, il Sauvignon, il Cabernet Sauvignon e il Moscato Giallo.

E così a Caldaro, il Comune vitivinicolo più conosciuto dell’Alto Adige (regione che a sua volta esprime il 98% di vini DOC, un unicum a livello nazionale) e il secondo maggiore comune vitivinicolo altoatesino con 760 ettari di superficie vitata, il lago omonimo fa da sfondo e cornice ai vigneti, contribuendo al clima alpino-mediterraneo.

Le uve della linea Quintessenz provengono dai migliori vigneti destinati alla coltivazioni di ciascuna varietà, le rese sono di gran lunga inferiori ai limiti stabiliti per i vini DOC, e buona parte dei vigneti dai quali provengono le uve sono coltivati secondo i metodi biologico o biodinamico. Anche il lavoro in cantina è il più naturale possibile, con l’impiego ridotto della solforosa. La fermentazione comincia spontaneamente, e solo verso la fine del processo di fermentazione si utilizzano lieviti selezionati per ottenere vini puliti e completamente secchi. Presentati di recente da Chic Nonna a Firenze, tutti i vini della linea Quintessenz maturano in legno: il Cabernet Sauvignon in barrique, i vini bianchi e il Kaltarersee in grandi botti di rovere. Eleganza, finezza e struttura sono i punti di forza di questi vini, unite alla beva straordinariamente piacevole.

