domenica 25 Ottobre 2026
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Enoteca Pinchiorri, quarant’anni di cibo e vino: una bella storia, un bel libro

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DUE VOCI in un nocciolo. Due voci in quarant’anni di storia, il Signore della Cantina e la Lady dei Fornelli. Che si trovano intrecciati in un incanto grafico come in una sola carta, il Re e la Regina di Cuori. Giorgio & Annie, ovvero “Pinchiorri a due voci”: è il titolo del (bel) libro edito da Cinquesensi di Lucca e scritto da Leonardo Castellucci, giornalista, ma anche già una trentina di titoli alle spalle. Bel libro, e inconsueto: due copertine, due dritti, due rovesci; al centro, la carta con il Re e la regina che incontra, cuce, intreccia quello che c’era prima: in tutto, 224 pagine (a 35 euro) di storia e storie, racconti e memorie, spaccati di vita e di epoche, cucina e vini, testimonianze di amici e grandi firme, nostalgie e parole, speranze e sogni, tante bellissime immagini, tanti bellissimi piatti.

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Insomma, quarant’anni in un doppio libro, a partire dalle diverse origini e dalle diverse storia familiari e personali di Giorgio Pinchiorri e di Annie Féolde. Fino a quella galeotta scintilla, sul finire degli anni sessanta, nella casa del fattore di Pile e Lamole, a Greve in Chianti, dove si presentava un nuovo vino. “Incontro piuttosto complicato, ci presentarono e prendemmo a parlare, prima con grande calore e poi con altrettanta animosità a causa della solita disputa sui vini rossi e su quelli bianchi”, racconta Annie, prodiga come sempre di parole, da brava francese. “La svolta della mia vita”, chiosa laconico Giorgio nel suo stile da Appennino Modenese. Salvo poi ammettere: “Da quel momento abbiamo preso a girare il mondo insieme alla scoperta dell’infinito universo enogastronomico e non abbiamo mai smesso”.

Annie Feolde con Piero Antinori e Giorgio Pinchiorri
Annie Feolde con Piero Antinori e Giorgio Pinchiorri

ECCOLA qua, la cifra di un sodalizio di vita e di lavoro condiviso che dura da quarant’anni nello splendido palazzo di via Ghibellina, casa dell’Enoteca Pinchiorri. Il libro li ripercorre tutti, con tanti racconti e con tanti aneddoti, spigolature, sguardi anche inediti. E’ stato presentato ieri, il libro, a casa di un grande amico dell’Enoteca, ma soprattutto di Giorgio e Annie, il marchese Piero Antinori. Un b     el parterre di giornalisti, esperti di vino e di cibo, ma soprattutto amici, raccolti intorno a due volti per una storia, Annie e Giorgio, grazie all’opera di Leonardo Castellucci. “Una storia bella e di successo, che ha regalato a centinaia di migliaia di persone nel mondo momenti di serenità, di gioia, stupore e curiosità”, ha ricordato Piero Antinori, che firma la prefazione della “copertina Pinchiorri”, mentre quella della “copertina Féolde” è firmata da Paul Bocuse.

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Dopo le parole di Sara Vitali, editore “eroico” di libri “comunicabili”, e dell’autore Leonardo Castellucci, l’intervista ai due protagonisti condotta da Elisabetta Bastianello e Toni Cuman. Con Annie che ammette “voglia di continuare, di crescere di livello, di restare all’ordine del giorno e migliorare il locale”, e Giorgio che da parte sua rilancia la battaglia per i vini autoctoni italiani, poi ricorda tutte le donne della sua vita e della sua famiglia, poi rammenta che fiorentini sono stati il primo e il milionesimo conto dell’Enoteca, da Oriana Fallaci e Stefano Ricci, e rivela un sogno: costruire un vino con sangiovese, pinot nero e merlot…

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 TUTTI a tavola, dopo, nelle belle sale al piano nobile del Palazzo, in mezzo ai ritratti degli illustri Antinori del passato. Cucina la brigata Pinchiorri, serve in tavola il personale dell’Enoteca. Tre piatti, solo tre per un pranzo leggero ma denso di commozione, dentro c’è la storia del tristellato tempio di via Ghibellina: gamberoni allo spiedo avvolti nella pancetta e gran farro lucchese; ricotto con piccione e salsa di fegatini al timo; zuccotto “a modo nostro” con frutta e verdura candite. In abbinamento i vini Antinori:  Cervaro della Sala 2009, Tignanello 2009, Aleatico 2010 di Sovana. Allegria, le foto con la “squadra” sul terrazzo, gli abbracci degli amici e ancora… migliaia e migliaia di questi giorni. Con Giorgio e Annie. E tanti premi: oggi, in enoteca, per Giorgio Pinchiorri arriva l’Acino d’Oro della Cantina Produttori di Cormons. Quelli della Vigna del Mondo, 7231 viti e 855 vitigni diversi che si uniscono nel Vino della Pace. Pace. Non disdice, in casa Pinchiorri, dove lavoro la spesso rima con solidarietà.

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