lunedì 26 Ottobre 2026
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World Gourmet Society, sei chef italiani in lizza per il Best Plate Challenge globale

Dopo la finale italiana del Best Plate Challenge della World Gourmet Society, che ha incoronato il pastry chef senese Gabriele Vannucci, ecco la pattuglia italiana che si giocherà il trionfo finale il 27 novembre a Montecarlo: in gara anche Gabriele Andreoni (Gurdulù), Michela Bottasso (Artimino), Simone Cipriani (Essenziale), Andrea Perini (Al 588) e Filippo Saporito (La leggenda dei frati)
 vannucci

L’appuntamento è per il 27 novembre, quando a incoronare il vincitore mondiale del primo Best Plate Challenge della World Gourmet Society ci sarà una platea di 1500 chef da tutto il mondo, arrivati a Montecarlo per il Summit globale della categoria. Se la gara indetta dalla piattaforma internazionale che riunisce oltre 50mila chef, critici e appassionati di food & wine in tutto il mondo ha fatto registrare – nella sua finale italiana – un en plein per la pattuglia di toscani, a livello internazionale saranno ben sei su dieci gli italiani in lizza.

cipriani

Si tratta del vincitore italiano Gabriele Vannucci, pastry chef del Contrada a Castelmonastero (Castelnuovo Brardenga, Siena) e maestro AMPI, con un video realilzzato dal regista Gilberto Bertini. Alle sue spalle, con un video di Giovanni Rasoti, Simone Cipriani di “Essenziale” (Firenze) e Michela Bottasso del “Biagio Pignatta” (Artimino, PO). Alla finale internazionale sono approdati anche Andrea Perini di “Al 588” (Bagno a Ripoli, FI), Gabriele Andreoni di “Gurdulù” (Firenze) e Filippo Saporito della “Leggenda dei Frati” a Firenze.

artimino

I “magnifici sei” italiani si uniranno adesso ad altri quattro professionisti internazionali (Paul Hoag dal Canada, Bledar Kola dall’Albania, Florent Pietravalle dalla Francia e Jan Decock dal Belgio) per contendersi la vittoria della competizione internazionale che si terrà il 27 novembre nel principato di Monaco in seno al World Chef Summit.

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Tra i vincitori italiani, intanto, oltre al podio composto da Vannucci, Cipriani e Bottasso, la finale italiana ha premiato anche Edoardo Tilli di “Podere Belvedere” (Pontassieve) per la giuria social – gli utenti di Youtube e Facebook, opportunamente indicizzati – più Cristoforo Trapani del ristorante La Magnolia dell’hotel Byron di Forte dei Marmi (Miglior piatto creativo), Andrea Campani dell’Osteria del Borro a San Giustino Valdarno (Miglior piatto tradizionale) e Daniele Ceccarelli della Buoneria di Firenze (Video più divertente).

WGS

Come sede della finale italiana del Best Plate Challenge è stata scelta Firenze:  il presidente mondiale Matthias Tesi Baur ha consegnato i premi ai dieci chef italiani vincitori del primo premio assoluto e dei premi di categoria. Insieme a lui Andy Hayler, l’unico critico gastronomico al mondo ad aver visitato tutti i ristoranti 3 stelle Michelin del pianeta, e l’ambasciatore globale Armando Cristofori che in questi mesi vive proprio a Firenze.

saporito cipriani andreoni sardi

L’evento fiorentino – che ha visto il saluto di rappresentanti istituzionali del Comune di Firenze, della Regione Toscana e delle associazioni di categoria – sancisce anche la nascita del club “Gourmet Toastmasters – Florence” (il primo del genere, in Italia) dedicato a chef e protagonisti del settore della ristorazione per insegnare loro a presentare in pubblico.

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Ogni premio della finale italiana del Best Plate Challenge è stato legato a uno sponsor, che ha offerto al vincitore una fornitura di prodotto: a Vannucci è andata una magnum di vodka toscana Vka, a Cipriani una confezione di oro alimentare 23kt Gold Chef prodotto da Giusto Manetti Battiloro, a Bottasso una bottiglia di Aceto balsamico tradizionale del Duca, ad Andreoni un corso professionale di gelateria alla Carpigiani Gelato University, a Tilli una selezione di vini bolgheresi Donne Fittipaldi, a Campani una divisa Solochef.it, a Saporito i prodotti di Savini Tartufi, a Ceccarelli l’olio Evo di Dievole, a Trapani una selezione dei vini toscani distribuiti da Cuzziol Grandivini (Guado al Melo, Badia a Coltibuono, La Rasina, Tenuta I Cavallini) e a Perini un set di coltelli griffati Berti.

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