lunedì 26 Ottobre 2026
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Trattoria Guaiana, per 7 giorni mix di cucina toscana e sudamericana

Dal 2 al 9 giugno a Villa Romana (Firenze) in scena il progetto artistico-culinario che vuol sensibilizzare sui temi di inclusione e identità nazionale

Sapevate che nel 1608 la famiglia Medici tentò di colonizzare un pezzo dell’Amazzonia oggi noto come Guyana francese? E che sei indigeni Tupí viaggiarono verso Firenze a bordo della spedizione toscana, senza mai più tornare a casa? Ebbene, nel tentativo di ricostruire la memoria storica di questo avvenimento, dal 2 al 9 giugno il salone di Villa Romana a Firenze (via Senese 68) diventa per 7 giorni sede di Trattoria Guaiana, una sorta di tavola senza confini che – una settimana dopo Tavola Latina – prova a contestualizzare l’evento in seno alla cultura popolare odierna.

Per una settimana, Villa Romana – già luogo di scambio internazionale nato nell’Ottocento per dare casa agli artisti tedeschi desiderosi di passare parte della vita a Firenze – si trasformerà così in una trattoria toscano-guyanese, diventando punto d’incontro per la condivisione comunitaria e la riflessione critica. Durante il programma verranno organizzate, cene, conversazioni e workshop di cucina, offrendo agli ospiti un’esperienza immersiva che mescola le tradizioni toscane con gli elementi della Guyana francese. Dietro il progetto di Trattoria Guaiana ci sono l’artista Niccolò Moronato, lo chef italo-ganese Prince Asford, e la ricercatrice e direttrice creativa Alice Jasmine Crippa.

Filo comune degli eventi è la Guyana Francese, regione situata sulla costa nord-orientale del Sud America, e la ricerca artistica di Niccolò Moronato che da tempo porta avanti un progetto “per sensibilizzare su temi come cancellazione culturale, mistificazione delle tradizioni e delle identità dei popoli, sottolineando il problema della costruzione dell’ideale bianco nella cultura italiana”. La sua ricerca si è sviluppata nei paesi del Sud America come Uruguay, Brasile, Guyana francese, Barbados, Toscana e Martinica, raccogliendo materiale di diverso genere che andrà a confluire anche nell’esperienza di Trattoria Guaiana.

Attraverso il cibo, l’obiettivo di Trattoria Guaiana è far riflettere il visitatore sulla definizione di identità, portandolo a interrogarsi sugli aspetti più tradizionali della propria cultura. Il tutto parte dal contrasto tra tradizioni toscane ed elementi della Guyana francese. “Gli ospiti entreranno in un luogo che di certo non ricorda la classica osteria italiana, circondati da piante tropicali, tessuti colorati, profumi lontani” racconta Prince Asford, giovane chef di origini ghanesi oggi impegnato a raccontare la cucina africana a Milano. Dal 2 al 9 giugno ogni giorno a pranzo e cena si potrà assaggiare la sua cucina fusion: “Vogliamo far conoscere prodotti alternativi, inserendoli all’interno di un menu tipicamente italiano e toscano. Al fine di rendere alieno ciò che ci sembra nostro e viceversa”. Un esempio? La pappa al pomodoro con un brodo di manioca, oppure i tortelli farciti al platano, che entra nel menu anche come sostitutivo del baccalà mantecato. Il menu è decisamente a buon mercato: comprende 6 piatti a 35 euro. L’installazione artistica sarà invece aperta fino al 14 luglio, e sarà visitabile liberamente durante tutto questo lasso di tempo.

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