Parafrasando il film del 20023 con Sergio Castellitto e Margherita Buy, possiamo dire che “Dario va in città”. Dario è ovviamente Dario Cecchini, mentre la città è Firenze. Già, perché da qualche settimana il macellaio-poeta di Panzano in Chianti ha trovato casa al 25hours Hotel Piazza San Paolino con il ristorante Cecchini in città, dove esporta la maestria della sua Antica Macelleria Cecchini e dei ristoranti Solociccia e Officina della Bistecca di Panzano. Il format è il medesimo, ma con la possibilità di scegliere se attenersi al percorso degustazione o meno.

Con il menù fisso Cecchini Griglia (70 euro a persona), Dario Cecchini ripropone la canonica esperienza che i suoi ospiti vivono a Panzano, un rito conviviale che si officia tutti i giorni, puntualmente alle 13 e alle 20, tra “gottini” di vino e burro del Chianti, a corredo dei tagli Cecchini (incluse le “fettine di culo”), il sushi del Chianti, il carpaccio e la bistecca alla Panzanese serviti con fagioli e patate al cartoccio. Ma sl ristorante è presente anche il menù Cecchini Famiglia, una proposta à la carte con una serie di piatti – anche vegetariani – inclusi gli antipasti della tradizione come il tonno del chianti e la pasta fatta in casa coi sughi tipici della famiglia Cecchini.

La sua proposta gastronomica si affianca a quella curata dal resident chef Lorenzo Vendali, ma per il particolare contesto in cui trova forma, la presenza di Dario Cecchini si può leggere come una duplice sfida. Da un lato, per stessa ammissione del macellaio-poeta e con motivazioni del tutto comprensibili, non verrà servirà la bistecca alla fiorentina, autentico feticcio gastronomico per molti turisti. Bisognerà capire come il pubblico del 25th Hours reagirà a questa scelta, e come affronterà l’idea di assaggiare i diversi tagli di carne alla brace all’interno di un contesto alberghiero. Certo, la griglia posizionata nel grande camino nel cuore del ristorante aiuta a rinforzare l’idea di una cucina rurale e casalinga, ma basterà?

“Mi hanno chiesto tante volte di aprire un ristorante a Firenze – spiega Cecchini – ma non avevo mai trovato il posto giusto. Tutto è nato quando, durante la pandemia, alle cinque del pomeriggio arriva a Panzano un macchinone con due signori distinti che volevano mangiare, erano i proprietari del 25hours, che mi raccontarono di questo progetto. A un certo punto, uno dei due, Christoph Hoffmann, mi propose di venire a Firenze a vedere l’ambiente, e quando sono arrivata mi son innamorato dell’architettura realizzata da Paola Navone. Voglio offrire anche qui la qualità della ciccia, metto sul piatto il saper fare la ciccia e servirla nella maniera più semplice possibile. Vorrei che un pasto al Cecchini in città fosse un’esperienza, con tagli che si fanno solo in macelleria, ad esempio la bistecca etrusca fatto dal quarto anteriore”.


