La ristorazione italiana è in fermento, i cambiamenti sono tanti e piano piano ci porteranno a nuove considerazioni sull’intero comparto. L’Umbria, nel suo piccolo, di pari passo con il resto dello stivale, negli ultimi anni sta decisamente bruciando le tappe. Lo evidenziano i costanti riconoscimenti che continuano ad arrivare, dopo anni un po’ più sottotono. Questa volta è la Guida Ristoranti del Gambero Rosso 2025 a dare nuovi segnali e spunti interessanti su posti da tenere sempre di più in considerazione per la proposta gastronomica da provare in regione. Oltre ai fine dining che si stanno confermando, è da sottolineare come la cucina tipica regionale proposta da osterie e trattorie riesca a prendere tanto spazio in un luogo con una profonda storia gastronomica che spesso è giusto raccontare anche in maniera “semplice”.
Nella categoria osterie ci sono da segnalare ben due insegne alla conquista dei Tre Gamberi. Ad aggiudicarseli la Stella a Perugia e Il Capanno a Spoleto (PG). Stella, un ristorante, vineria e locanda alle porte di Perugia, nato dalla passione per la ristorazione del territorio e l’accoglienza. Il menù si compone di preparazioni semplici della cucina umbra con un lavoro che inizia nel molino, nella fattoria, nell’azienda dell’ortolano o nel laboratorio del macellaio.
Il secondo Tre Gamberi umbro 2025 se lo guadagna Il Capanno. Parliamo di un posto, che allo stesso modo dell’altra osteria, punta tutto sul valorizzare la cucina tipica della regione. Molto apprezzato anche per gli ambienti accoglienti che lo contraddistinguono, con la tradizione spoletina che viene servita in una struttura in pietra con travi di legno di castagno a vista. Sono sempre loro ad aggiudicarsi un altro premio importante, in questo caso in tema di vino, è infatti loro la miglior carta dei vini a livello italiano; riconoscimento che Il Capanno condivide con altri due ristoranti: Del Belbo da Bardon San Marzano a Oliveto (AT) e Locanda Mammì a Agnone (IS).

Ci spostiamo nella categoria ristoranti internazionali. I Tre Mappamondi quest’anno arrivano anche in Umbria grazie a Il Vizio all’Hotel Quattrotorri. Il Vizio si trova appena fuori dal centro e ormai da qualche anno è un riferimento cittadino. Protagonista è lo chef Marco Gargaglia, perugino di nascita ma che da diversi anni si mette alla prova con la cucina giapponese. Spunti multietnici e territoriali danno vita a un menu suddiviso fra sushi e piatti fusion, dove l’estremo Oriente si contamina con il Mediterraneo in termini di materie prime.
È anche un altro il Premio Speciale ad essere giunto in regione, quello del “Qualità Prezzo”. La Risulta, un bar riadattato a ristorante, è un progetto di Riccardo Murtas e Valentina Urciuoli che ha conquistato gli esperti del Gambero semplicemente perché “un luogo dove si mangia bene, con piatti eseguiti alla perfezione e con una carta dei vini studiata con cura”. Ma soprattutto un posto dove la qualità si paga ad un prezzo giusto.

Ovviamente non mancano le conferme per gli stellati Une a Foligno (84 punti), Elementi Fine Dining di Borgo Brufa Resort a Torgiano (85 punti), L’Acciuga a Perugia (86 punti) e Vespasia a Norcia (84 punti). Sale di un punto (da 80 a 81 punti) l’altro stellato Michelin Ada Gourmet. Tanti i ristoranti e gli chef che tornano a far parlare di sé; è il caso di Maurizio Serva e il figlio Amedeo, che dopo la “prima” in quel di Terni trasferiscono il loro Origine a San Gemini e si aggiudicano 80 punti. Da segnalare gli exploit di Casa Vissani a Civitella del Lago con 87 punti, Radici Ristorante del Borgo La Chiaracia con 84, Tenuta Borgo Santa Cecilia a Gubbio con 83. Due le new entries: a Orvieto Coro a Palazzo Petrus di Roland Bukri si prende subito 82 punti, mentre a Corciano Aldivino di Enrico Pistoletti debutta con 81 punti.



