Si dice che per ogni porta che si chiude ci sia un portone che si apre. Ecco, nel caso della pizzeria Meunier di Perugia – di cui avevamo raccontato la chiusura appena pochi giorni fa – l’intervallo di tempo tra la fine di un capitolo e l’inizio di un altro è stato davvero breve. Il titolare operativo Pietro Marchi, l’anima del locale la cui offerta era incentrata sul mix tra pizze contemporanee e un’impressionante selezione di champagne, ha deciso di accettare una proposta “di quelle che sembrano giungere al momento giusto”.

Marchi entra a collaborare con il ristorante Vite, ex Acciuga, altra insegna che l’anno scorso aveva chiuso i battenti nella formula più vocata al fine dining. Il locale guidato da Luca Caputo intende crescere intorno a una proposta di vini importante – che va ad integrare una carta già sostanziosa – e ha pensato di avvalersi del know how del presidente dei sommelier umbri, ossia lo stesso Pietro Marchi. Ma non c’è soltanto un allargamento dell’offerta enologica di Vite, al centro del nuovo capitolo di Meunier. Al piano di sopra del fondo che ospita il ristorante di via Settevalli verrà infatti realizzato un laboratorio per i lievitati, ed è proprio lì che si incentrerà la collaborazione che può riportare sul tavolo la pizza griffata Meunier. Resta da capire se il nome Meunier continuerà a esistere, ma questa è un’altra storia.

