Tra i colli ed il mare, su una collina a sella si trova Tirli (Grosseto), grazioso borgo medievale di circa trecento abitanti nel cuore della Maremma toscana. Qui, a 10 km dalle belle spiagge di sabbia e scoglio come Punta Ala, Castiglione della Pescaia o Follonica, sorge la Locanda La Luna, al cui interno si trova il ‘sancta sanctorum’ del cuoco contadino o chef “selvaggio” Emilio Signori (come ama definirsi Emilio), la cui cucina tipica maremmana, ma innovativa, caratterizzata dalla genuinità degli alimenti e dall’estrosità delle sue ricette, merita un viaggio.

Una storia, quella di Locanda La Luna, iniziata il 25 maggio del 1977, quando il giovane Emilio, con la futura moglie Tiziana, il fratello Francesco e la mamma Lina, ottima cuoca, decisero di rilevare un vecchio locale di Tirli, la Locanda dell’Edera aperto negli anni ’60. A raccontarci come nasce il nome Locanda La Luna è lo stesso Emilio: «Una sera andammo al cinema con Tiziana a vedere Casinò di Martin Scorsese, i cui protagonisti Robert De Niro, Sharon Stone e Joe Pesci si recavano in un locale chiamato Locanda La Luna. Il nome ci piacque e così è nata Locanda La Luna, che oltre ad essere ristorante è oggi anche ospitalità, poiché abbiamo a disposizione dei nostri ospiti alcune camere».

Sulle precedenti esperienze in cucina dello “chef selvaggio”, Emilio prosegue: «Dopo aver frequentato la scuola alberghiera di Chianciano Terme negli anni ’90, ho sempre vissuto tutte le mie estati nelle cucine di un ristorante. La più significativa esperienza è stata a Milano da Aimo e Nadia. Nel 1997, infine, sono entrato nella mia cucina a Tirli, dove la tradizione, il buon mangiare e l’onestà nel piatto sono sempre i primi ingredienti di ogni giornata».

Una cucina terragna quella di Emilio, tipica maremmana ma innovativa, caratterizzata dalla genuinità degli alimenti e dall’estrosità delle sue ricette, le cui proposte sono servite ai tavoli da sorridenti e attenti camerieri, coordinati in sala dalla giovane figlia Costanza. Tra le varie proposte da assaggiare, d’obbligo il Cinghiale con le mele, piatto tipico di Tirli, il Piccione ripieno alla maremmana, piatto storico del ristorante e visto che siamo in periodo di funghi le Tagliatelle fatte a mano con porcini. Emilio, oltre che essere un ottimo chef è stato anche un personaggio del piccolo schermo.

«Esperienze indimenticabili – conclude lo Chef selvaggio – ho partecipato a molti cooking-show e a esibizioni per promuovere e far conoscere il mondo della ristorazione del territorio: La Prova del cuoco e Buono a Sapersi su Rai 1, Aspettando il TG su Italia 7, Quanto basta per diventare Chef su TV9, Chianina & Syrah a Cortona, Boccaccesca a Certaldo, Festa del Tartufo di San Miniato e molti altri, dove ho avuto il piacere di raccontare la mia cucina, quella vera e generosa, che a fine pasto lascia appagati e sazi».

