In tema di guida Michelin, il 2024, è stato all’insegna dell’Umbria. L’anno passato infatti, erano state ben quattro le nuove stelle in regione, tre classiche e una verde. Quest’ultima andata al ristorante Vespasia, già monostellato di Norcia. Ma le novità andate a testimoniare la crescita gastronomica della regione sono state le tre nuove stelle “rosse”: Ristorante Une dello chef Giulio Gigli, Elementi Fine Dining di Andrea Impero e Ada Gourmet con la chef–patronne Ada Stifani.

L’Umbria quindi, grazie anche alla crescita costante dell’alta cucina in tutta la nazione, ha iniziato ad essere una meta per gli amanti del fine dining di un certo livello. Per decenni la regione ha contato solo due stellati: Casa Vissani di Baschi e Vespasia di Norcia. Nel 2021 i primi segnali di cambiamento, con la prima stella al ristorante L’Acciuga di Perugia, fino allo scorso anno con tre nuove stelle Michelin.
In questo 2025 ci si aspettava una crescita ulteriore che purtroppo però non è arrivata. A far clamore soprattutto il mancato riconoscimento per Coro di Orvieto (ne avevamo parlato qui). Lo chef Ronald Bukri, classe ’87 e allievo del bistellato Gaetano Trovato (Arnolfo, Colle Val d’Elsa), era considerato una papabile new entry nel parterre degli chef stellati. Il ristorante nato all’interno di un’antica chiesa sconsacrata, risalente al Cinquecento, nel cuore del centro storico della cittadina umbra, presenta tre distinti menu degustazione: Coro Ardente che punta fortemente sulla brace, peraltro realizzata su misura da un artigiano, poi Coro Armonico e Coro Libero, che con le sue 10 portate equivale praticamente ai piatti della carta.

Nonostante la mancanza di nuove stelle assegnate, l’Umbria resta sicuramente una delle regioni in più rapida ascesa dal punto di vista gastronomico e chissà che non sia la Guida Michelin 2026 a regalarci nuove stelle umbre nel firmamento del fine dining italiano.

