Dopo l’ingresso di Gucci Giardino al numero 99 della classifica estesa, ci eravamo esposti dicendo che Firenze stava solo aspettando la riconferma di Locale, che lo scorso anno aveva conquistato la 34ª posizione per far festa. Oggi ne abbiamo l’ufficialità: Locale Firenze è ufficialmente il 22° miglior bar del mondo nella nuova The World’s 50 Best Bars, annunciata in queste ore a Hong Kong, conquistando ben 12 posizioni rispetto allo scorso anno.

Un traguardo che arriva nel decennale del locale e che rappresenta la naturale evoluzione di un progetto nato con l’obiettivo di ridefinire il concetto stesso di ospitalità. Locale è da sempre un laboratorio di ricerca, dove la mixology si intreccia alla cucina in un dialogo costante tra tecnica e creatività: fermentazioni, distillazioni interne, controllo delle estrazioni e studio delle materie prime diventano strumenti di un linguaggio che unisce innovazione, estetica e senso del territorio, e dove uno dei punti di forza è saper miscelare sapientemente il bere bene con il divertimento, elemento spesso messo in secondo piano quando si parla di bar di livello internazionale.

Il successo di Locale passa soprattutto attraverso la guida -ora- e l’intuizione -prima- di Faramarz Poosty, general manager e mente del progetto, che in dieci anni ha costruito una visione capace di fondere accoglienza, design e ricerca. Accanto a lui, il bar manager Fabio Fanni coordina con rigore e sensibilità la direzione del bancone, mentre lo chef Simone Caponnetto porta la stessa spinta creativa in cucina, creando un dialogo costante tra piatti e cocktail. A completare la squadra, Alessandro Mengoni, bartender di riferimento, che traduce questa visione in drink capaci di raccontare storie e identità.
I festeggiamenti erano già partiti qualche settimana fa quando, in occasione dei dieci anni è stato inaugurato Labo-ttega, nuovo laboratorio situato nelle antiche cantine trecentesche di Palazzo Concini: uno spazio immersivo e sperimentale, ideato da Fanni e Caponnetto, dove si sviluppano fermentazioni, infusi, miso e kombucha, aprendo il bar a nuove esperienze sensoriali e percorsi degustativi condivisi tra cucina e mixology. Doppie congratulazioni al team e a Locale che dimostra che l’eccellenza non è un punto di arrivo, ma un processo continuo, fatto di passione, precisione e cura costante. Firenze guarda avanti, e Locale è uno dei fari che illumina la scena mondiale del bere d’autore.

