domenica 25 Ottobre 2026
HomeRistorantiDalla terra al...

Dalla terra al piatto: l’Umbria sostenibile della chef Alice Caporicci

Grazie alla mano solida di Alice Caporicci, la ‘Cucina’ di San Pietro a Pettine è un ristorante dove scoprire i sapori del cuore verde d’Italia, tartufo in primis, in piena tranquillità

Una sosta gourmet nel cuore verde d’Italia è alla Tenuta di San Pietro a Pettine di Trevi (Perugia), location che prende il nome dalla Chiesa romanica rurale che sorge all’interno della proprietà. Relegata per molti anni a ricovero di bestiame, la chiesa – interamente ristrutturata e restaurata da Carlo Caporicci, proprietario della Tenuta di San Pietro a Pettine – splende nella sua millenaria bellezza, testimone della profonda spiritualità che ancor oggi si respira in questi luoghi prescelti anche da San Francesco come tappa durante gli spostamenti che lo conducevano a Roma.

È all’interno della tenuta e della storica azienda alimentare artigianale e di tartufi, che nel 2013 Carlo Caporicci decise di dar vita al sogno della sua famiglia, aprire il ristorante “La Cucina” di San Pietro a Pettine affidandone la guida ad Alice, secondogenita di tre sue figlie.

Partendo da zero, con alle spalle una formazione accademica orientata alle arti e alla letteratura per avere frequentato l’Accademia di Belle Arti di Perugia, la giovane Alice intraprende l’avventura più incredibile e più coraggiosa: la vita da chef al ristorante ‘La Cucina’ di San Pietro a Pettine. In questa elegante tenuta, dove si può anche soggiornare, Alice propone una cucina di qualità, che ruota principalmente sul concetto di regionalità e sostenibilità.

«La mia proposta culinaria si basa su un concetto di cucina autonarrativa e sostenibile – tiene a sottolineare Alice – ogni piatto in carta deve raccontare la sua storia, il territorio e deve essere sostenibile, non solo nel rispetto dell’ambiente ma anche della sostenibilità economica del personale che opera nel mondo della ristorazione».

Nei piatti Alice attinge dal giardino aromatico della Tenuta, dagli ortaggi del territorio, dai frutti ai fiori fino ai tartufi dell’azienda di famiglia, senza limitarsi nelle possibilità creative e di gusto, in un’evoluzione naturale, grazie alla stretta collaborazione con tutti i componenti della sua brigata e del personale di sala guidato dal restaurant manager Federico Foschi.

Sapori decisi, concreti, fortemente identitari, che uniti alla qualità e alla ricerca determinano deliziosi percorsi gastronomici. Oltre al menu degustazione ‘Le Luje’, antica parola che parla di scintille, di camino e d’inverno, stringendo lo spazio intorno portandoci al sicuro e al caldo, la proposta à la carte lascia ampio spazio a una maggiore sperimentazione per chi vuole testare la mano più creativa di Alice.

Ne sono un esempio piatti come l’Uovo Bianco accompagnato da patate, con Parmigiano Reggiano marinato con cognac e pere, più tartufo bianco, oppure il Cavolfiore (foto in alto) con burre blanc all beta e tartufo bianco.

Nel menù di Alice Caporicci da non perdere sono anche primi come la Linguina (foto in alto) con pane, burro, alici, limone in conserva e tartufo uncinato, nonché secondi come la Faraona il cui petto viene servito con funghi, tartufo bianco, pulled della sua coscia e tartufo uncinato.

Alla “Cucina” di San Pietro a Pettine si termina con il Dessert in Bianco (foto in alto), un cous cous al caffè accopagnato da caramello al caffè, caldarrosta, gelato alla camomilla, spuma di latte e tartufo bianco. La carta dei vini è all’altezza della cucina, con particolare attenzione ai vini del territorio umbro.

Segui Il Forchettiere su Google
Aggiungi Il Forchettiere alle tue fonti preferite per trovare più facilmente i nostri articoli nelle Notizie principali di Google.

Rimani aggiornato: iscriviti!

ARTICOLI SIMILI

Al ristorante Anastasia, nella storica Pagoda Arrighi, i giovani chef Alessandro Sardelli e Cristian Garofalo riscoprono il ricettario del 1891 e lo reinterpretano in una grande carta che mette al centro gusto, convivialità e libertà di scelta.

DELLO STESSO AUTORE

Continua a leggere

Essenza, con Stefano Cavallini a Borgo Pignano il girarrosto torna protagonista

Lo chef Stefano Cavallini, primo italiano a conquistare una stella Michelin all’estero, torna a Firenze alla guida del ristorante di Borgo Pignano Florence: una cucina essenziale tra cotture allo spiedo, servizio al tavolo e memoria gastronomica.

50 Best, Ana Roš si sfila: «Preferisco investire nel ristorante, non nella visibilità»

La chef slovena di Hiša Franko non andrà alla cerimonia di Lima del 4 novembre. Nel mirino non c'è la qualità dei colleghi, ma il tempo e le risorse che i ristoranti devono dedicare a eventi, viaggi stampa e campagne promozionali per restare nel radar della gastronomia internazionale.

Antropologia della pizza tonno e cipolla. Storia di un pregiudizio napoletano

Venticinque anni fa, in una pizzeria di Verona, la mia allora fidanzata ordinò una pizza tonno e cipolla. Io rimasi scioccato. E non mancai di farglielo notare, con quella fastidiosa sicumera che soltanto un napoletano convinto di conoscere tutto...