Come ben sanno gli appassionati del mondo termale, il resort Terme di Saturnia Spa & Golf (Grosseto) è dal 1919 un’icona di ospitalità e benessere nel cuore della Maremma. Immerso in 120 ettari di natura incontaminata il resort comprende 124 camere e suite, una pluripremiata spa, un golf 18 buche con certificazione GEO, ristoranti e bar.

Pranzare o cenare al 1919 significa avere la prima fila per lo spettacolo naturale della millenaria sorgente delle Terme di Saturnia, come testimonia il quotidiano grossetano “l’Ombrone” – che annunciava trionfante l’apertura dell’albergo nell’agosto del 1919 – si trova il ristorante chiamato proprio 1919. La scelta non è ovviamente casuale, ma risale al 2019 e deriva dalla scelta di voler onorare i primi cento anni di storia della struttura, i primi cento anni di passione e attenzione per gli ospiti del resort maremmano.

Alla guida del 1919 – il ristorante pied dans l’eau più antico della Maremma – è Salvatore Quarto (nella foto in alto insieme al maître Lorenzo), uno chef che incarna una filosofia culinaria che celebra la freschezza degli ingredienti locali, la creatività nell’accostamento di sapori e una impeccabile presentazione. Uno dei tratti distintivi della cucina di chef Salvatore Quarto è la sua capacità di mettere in risalto la freschezza dei prodotti, le radici e la cultura culinaria del territorio. La passione per la cucina di Salvatore Quarto ha radici lontane, visto che fin da ragazzo si incuriosiva a seguire sua mamma quando preparava le pietanze per l’intera famiglia e vedere quanto amore e passione ci metteva nel prepararle. Quei momenti hanno segnato il suo futuro nell’arte culinaria. Non ha dubbi, quindi, Salvatore nel definire oggi la sua cucina.

«Una cucina – racconta – semplice come me. Mediterranea, territoriale, di gusto e benessere». L’approccio stagionale di chef Quarto è la base della sua filosofia culinaria. Ogni stagione porta con sé una ricchezza unica di sapori e il cuciniere del 1919 possiede il talento di sfruttarli al massimo. Le sue creazioni evolvono con il cambiare delle stagioni, garantendo un’esperienza culinaria sempre fresca e sorprendente grazie ad un’accurata scelta degli ingredienti, le cui pratiche di coltivazione rispettano quell’ecosistema locale, capace di valorizzare e preservare il patrimonio agroalimentare del territorio.

Al menu alla carta si uniscono giornalmente altre sette proposte del giorno, mentre le portate che in questo periodo invernale stanno deliziando i palati degli ospiti interni ed esterni del 1919 – come ricorda Lorenzo, maître del ristorante – sono il Carpaccio di branzino, rucola, passion fruit e mango, gli Spaghetti all’aglio nero bruciato, gamberi e polvere di cappero; il Filetto di orata con zucchine, avvolto da fiori di zucca, patatine alle erbe. E ancora: la Mousse di pere e cioccolato, salsa di mango e mascarpone. Una valida carta dei vini e un servizio in sala attento e cordiale aiutano a rendere l’esperienza culinaria al 1919 una delle più interessanti della Maremma.

