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QUINDICICURVE, la pizzeria napoletana ispirata al mondo dei motori

A Scarperia, QUINDICICURVE ha portato la pizza napoletana contemporanea nel Mugello, conquistando pubblico locale e riconoscimenti di 50 Top Pizza

Quattro anni fa portare una pizza napoletana contemporanea a Scarperia, nel Mugello, non era una scelta scontata. I mugellani hanno abitudini gastronomiche consolidate, una cucina fortemente legata alla carne, ai prodotti dell’Appennino e a un’idea della pizza piuttosto distante dai grandi cornicioni e dagli impasti molto idratati della pizza napoletana. Marco Berardozzi e la sua famiglia hanno deciso di provarci comunque: QUINDICICURVE nasce nel 2022 a poche centinaia di metri dall’Autodromo del Mugello. Il nome ĆØ quello delle quindici curve del circuito, riprese anche nel menu, dove ogni pizza corrisponde a una curva. L’operazione poteva fermarsi facilmente al tema motoristico, ma in realtĆ  il circuito ĆØ servito soprattutto per costruire un’identitĆ  di marchio immediatamente riconoscibile intorno a una pizzeria che ha lavorato molto più seriamente sul prodotto.

Berardozzi racconta che all’inizio una parte della clientela locale guardava con una certa diffidenza questo genere di pizza, non tanto per la qualitĆ , quanto per una questione di abitudine: il formato era diverso, l’impasto era diverso, persino i topping erano lontani dalla pizza che molti mugellani erano abituati a mangiare. La cosa interessante ĆØ che nel giro di pochi anni questa resistenza sembra essersi molto ridotta: QUINDICICURVE ha costruito una clientela locale stabile e, contemporaneamente, ha intercettato quella internazionale che ruota intorno al Mugello Circuit: piloti, tecnici, appassionati, turisti stranieri. Un pubblico per il quale una pizza contemporanea, con ingredienti di qualitĆ  e un servizio strutturato, ĆØ probabilmente un linguaggio più familiare.Ā Nel 2025 ĆØ arrivato anche il riconoscimento di 50 Top Pizza Italia come ā€œPizzeria Eccellenteā€, confermato nel 2026. Non ĆØ un dettaglio irrilevante per un locale nato appena tre anni prima e lontano dai principali centri italiani della pizza contemporanea.

L’impasto parte da una biga, utilizza farine italiane, raggiunge il 70/72 per cento di idratazione e riposa per 24 ore. Il panetto ĆØ importante, intorno ai 300 grammi, e produce una pizza larga, morbida, molto elastica, con un cornicione pronunciato. Al morso conserva una certa consistenza, e se proprio dobbiamo fare un appunto ĆØ che l’alveolatura potrebbe essere più sviluppata. È proprio sui condimenti che QUINDICICURVE gioca buona parte della propria reputazione: la selezione delle materie prime ĆØ accurata. San Marzano DOP Gustarosso, latticini del Minicaseificio Costanzo (une vera eccellenza del Casertano), Parmigiano Reggiano 36 mesi, e, per le carni, i prodotti della Cooperativa Agricola di Firenzuola. Sul fronte ittico il riferimento ĆØ invece Armatore di Cetara – un’altra eccellenza campana – con alici, colatura di alici e tonno rosso. Una scelta di fornitori elevata, che dĆ  sostanza a un menu costruito su ingredienti di fascia alta.

Il menu conferma una ricerca che non appare meramente nominale, perchĆ© la qualitĆ  degli ingredienti si sente nel piatto: la Semaforo Rosso, tra quelle provate, ĆØ probabilmente l’esempio più immediato. Il pomodoro ha profonditĆ , dolcezza e aciditĆ  ben leggibili, senza essere sommerso dagli altri elementi. Sulla Carbonara, indicata in carta come Palagio, il lavoro diventa più elaborato: crema di carbonara nel cornicione, pecorino romano, Parmigiano Reggiano 36 mesi e guanciale croccante di Cinta Senese. Il guanciale arriva alla consistenza giusta, asciutto e croccante, mentre il ripieno del bordo rimane saporito senza diventare stucchevole. Anche la Cacio e Pepe conferma la stessa impostazione: sapori netti e nessuna volontĆ  di alleggerire artificialmente pizze che nascono per essere ricche.

Molto convincenti le montanarine. La frittura ĆØ pulita e asciutta, senza residui oleosi, con una struttura soffice all’interno e una crosta sottile (e questo ĆØ uno di quei passaggi apparentemente secondari che permettono di capire rapidamente quanto sia controllata una cucina). Anche carta dei vini e selezione delle birre sono superiori alla media di molte pizzerie e coerenti con una clientela che non cerca semplicemente una pizza e una lager industriale.

A pranzo, poi, QUINDICICURVE cambia completamente registro e propone pizza alla pala romana. ƈ forse l’aspetto che rende il progetto più interessante nel medio periodo: a Scarperia convivono cosƬ due linguaggi della pizza che fino a pochi anni fa sarebbero sembrati molto più naturali a Roma, Napoli o Firenze che nel Mugello. Il risultato più interessante di QUINDICICURVE, però, non ĆØ aver portato una buona pizza napoletana a Scarperia, ma aver dimostrato che anche in un territorio gastronomicamente molto conservatore può esserci spazio per un formato nuovo, purchĆ© non venga semplicemente importato. Berardozzi e la sua famiglia hanno lavorato per quattro anni sul pubblico locale, adattandosi senza snaturare il prodotto e aspettando che fosse il cliente a familiarizzare con quella pizza. Il riconoscimento di 50 Top Pizza certifica la qualitĆ  tecnica mentre il fatto che oggi molti mugellani siano diventati clienti abituali la dice lunga sulla soliditĆ  del progetto.

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Emiliano Wass
Emiliano Wass
Antropologo, docente universitario, consulente editoriale, traduttore e curatore. giornalista pubblicista. All'enogastronomia arriva dall'antropologia, convinto che il cibo sia l'unico vero elemento identitario delle persone. Ha svolto lavoro di campo in Messico, occupandosi di diritti e tradizioni indigene. Ha scritto su Finzioni, Doppiozero, Scrivo.me, Distillerie.it, FirenzeToday.

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