lunedì 26 Ottobre 2026
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Ricordate i Gruppi di Acquisto Solidale? Arriva il primo Alveare toscano, versione 2.0 dei Gas

Debutta in Toscana, a Firenze, il primo Alveare, un modo hi-tech per fare la spesa a km 0: le merci vanno dal produttore al consumatore passando dal web. Un mercato temporaneo per chi vuole mangiare sano e sostenere le imprese locali. L’idea nata in Francia ha contagiato più di un milione di persone in Europa

alveare firenze

Ricordate i “vecchi” Gas, i Gruppi di Acquisto Solidale, nati ormai quasi vent’anni fa? Erano gruppi organizzati spontaneamente, che partono da un approccio critico al consumo e che vogliono applicare i principi di equità, solidarietà e sostenibilità ai propri acquisti. Ebbene, adesso con lo stesso spirito ma con l’esperienza di anni e l’evoluzione della tecnologia, arriva a Firenze il primo Alveare di Toscana, un nuovo modo per fare la spesa a km0 e acquistare uova, burro, farina, carne e frutta fresca direttamente dalle mani dei produttori, ma senza allontanarsi dalla città.

Si tratta di una sorta di “mercato temporaneo” per chi vuole mangiare sano e sostenere le imprese locali: l’idea, nata in Francia sotto l’insegna “La Ruche qui dit Oui”, ha contagiato oltre un milione di persone in Europa dal 2011 ad oggi ed ora sbarca in riva all’Arno grazie alla blogger fiorentina Chiara Brandi, che si occuperà di selezionare i produttori locali, creare e animare la comunità dei consumatori.

chiara-brandi alveare firenze

Il modello si basa su una piattaforma web in cui si incontrano domanda – intesa come community di consumatori che gravitano su una stessa città – e offerta, ovvero le piccole e medie imprese che si trovano in un raggio massimo di 250 km dalla città (ma nel caso di Firenze la distanza media è di 17 km). In pratica: ci si iscrive online, si scorre la lista di prodotti disponibili nell’Alveare, dalla pasta agli ortaggi, da olio e vino ai salumi, dalle uova al caffè, si ordina e si paga online. Un giorno alla settimana i consumatori passano a ritirare la spesa nel punto prestabilito, nello specifico il mercoledì dalle 18.30 alle 20 alle Murate.

Qui si crea un vero e proprio mercato temporaneo, dove produttori e consumatori si incontrano e si consegnano le merci. Ma non solo: si ha la possibilità di conoscersi direttamente, alimentando da un lato il bisogno di fiducia di chi acquista e dall’altro la necessità di conoscere le esigenze dei clienti per chi produce e vende.

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L’iscrizione è gratuita e non c’è un acquisto minimo: si paga solo quando e se si compra e si conosce già in partenza a quanto ammonta il ricarico sul prezzo applicato dal produttore. La quota stabilita è del 16,7%, divisa perfettamente a metà tra Gestore e piattaforma, in modo da coprire le spese. Un ricarico così basso è possibile proprio grazie alla community: ogni Alveare può contare su almeno 100 iscritti, il che consente di ammortizzare i costi.

alverare-prodotti

Alle Murate di Firenze si potranno ritirare i prodotti di Fattoria S. Michele a Torri, Fattoria Arcetri, Birra Mascetti, l’ormai celebre birra artigianale nata in onore del Conte Mascetti di Amici Miei grazie a un crowdfunding di successo, l’olio de La Fornella, il cioccolato della Fonderia del Cacao (compreso quello vegan presentato a Taste 2016), la pasta artigianale di Pasta Portighese, il vino bio della Tenuta La Novella, la carne dell’Azienda Agricola Il Ponte di Vicchio, le farine del Molino Bardazzi tra cui la famosa Granprato macinata a pietra, gli storici biscottini di San Frediano di Dolcemporio, le farine di grani antichi e le erbe aromatiche di Podere Montisi, il caffè di qualità di Caffè Corsini.

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“Sono rimasta stupita che in città nessuno avesse creato una comunità di questo tipo – dichiara Chiara Brandi – e quando ne ho sentito parlare mi sono subito attivata con i coordinatori nazionali. Conoscevo già molti produttori locali grazie al mio blog dove parlo principalmente di cibo legato ai territori e ho cercato di inserire quei prodotti che io per prima avrei voluto trovare sulla mia tavola”.

Oggi gli Alveari sono oltre 700 in Europa, con un milione di iscritti. Solo nell’ultimo anno in Italia sono sorte un centinaio di community di questo tipo, raccogliendo oltre 350 piccole e medie imprese dell’agroalimentare e una rete di 16mila persone tra consumatori, gestori e produttori. La diffusione è partita da Nord e più precisamente dalla città di Torino: quello di Firenze è il primo Alveare della Toscana, ma ce ne sono già altri due “under construction” ad Arezzo e Piombino.

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