domenica 25 Ottobre 2026
HomeStorie e personaggiStabile & Mattei:...

Stabile & Mattei: la “strana coppia” che ai fornelli interpreta l’arte

Gli chef Marco Stabile e Andrea Mattei con il marchese Gondi e le organizzatrici dell'Imaf Chef Cup

Gli chef Marco Stabile e Andrea Mattei con il marchese Gondi e le organizzatrici dell’Imaf Chef Cup

Uno si è dovuto cimentare con i dipinti di Marc Chagall ispirati alla vita in campagna, l’altro con l’idea del Rinascimento. Una bella sfida, per due chef come Marco Stabile (Ora d’Aria, Firenze) e Andrea Mattei (Magnolia, Forte dei Marmi) alle prese con la tappa fiorentina dell’Imaf  (International Migration Art Festival) Chef Cup, la gara che in otto appuntamenti da qui a luglio metterà alla prova sedici chef con altrettante prove a metà strada tra l’arte e la gastronomia. Ieri sera è toccato ai due toscani, un’inedita “strana coppia” la cui capacità di fare squadra è stata persino oggetto di votazione da parte della giuria, insieme alla bontà del piatto tout court e alla coerenza con il tema affidato.

foto (74)

L’appuntamento è andato in scena al ristorante del Gran Hotel Villa Medici: il primo a cimentarsi è stato Andrea Mattei, che ha reinterpretato in chiave contemporanea una ricciola marinata con asparagi e liquirizia, con una salsa di fegato (sic!) della ricciola. Il pesce è stato passato nella farina gialla, il che ha dato al piatto una consistenza interessante. I fiori e il finocchietto hanno aiutato lo chef ad avvicinarsi al tema del Rinascimento, così come una certa geometria nell’impiattamento. Sorprendente, infine, la liason tra l’asparago e la liquirizia: invece di sovrapporsi, i due sapori si sono sostenuti a vicenda prolungandosi in bocca e dando al piatto un valore aggiunto. “Da toscano – spiega Andrea – ho voluto rendere omaggio a Firenze e alle proporzioni, alla simmetria, nonché all’armonia tipiche del Rinascimento. Ho voluto rispolverare anche elementi della cucina del tempo come marinature, utilizzo delle interiora e delle spezie”.

foto (78)

Poi è toccato a Marco Stabile, che per l’occasione ha rispolverato uno dei suoi evergreen: dal momento che il tema era Chagall, ha presentato in anteprima l’edizione 2013 del “Sogno della patata: essere il tartufo”, i cui colori sono stati ispirati non solo dai dipinti di Chagall anche dai bambini del Meyer, visto che per la prima volta questo piatto è stato realizzato con scopi benefici. “Qualche anno fa – spiega Marco – ho visitato una mostra di Chagall a Pisa, dedicata alla permanenza dell’artista nel Mediterraneo. Ho provato a trasportare queste emozioni in un piatto, in questo caso le patate e il tartufo”. Il risultato è un piatto che stupisce, nel filone della tradizione di Marco Stabile, per come lo chef sia riuscito a trasformare una portata potenzialmente monocolore e monosapore in qualcosa di colorato e saporito. Merito delle patate viola, delle diverse consistenze (anche con l’aiuto del sifone e dell’azoto) e di un caviale che dava al piatto una perfetta sapidità.

foto (75)

La giuria – Stefano Campetelli (direttore del Consorzio del Brunello di Montalcino), Gaetano Torino (General manager del Grand Hotel Villa Medici) e il sottoscritto – ha assegnato alla coppia di chef quasi il massimo del punteggio, 43 su un totale di 45. Sono stati premiati col massimo dei voti lo spirito di squadra emerso tra i due e la bontà dei piatti, mentre 13 punti su 15 sono stati concessi sulla coerenza del piatto con i temi affidati. Per non essere da meno, il ristorante dell’hotel ha presentato altri due piatti, a “corollario” dei due in concorso. Si è trattato di un abbinamento classico come il formaggio e le pere, preceduto da un carpacco di oca con finocchi agli agrumi. Notevoli entrambi.

foto (77)

foto (76)

Segui Il Forchettiere su Google
Aggiungi Il Forchettiere alle tue fonti preferite per trovare più facilmente i nostri articoli nelle Notizie principali di Google.

Rimani aggiornato: iscriviti!

ARTICOLI SIMILI

Lorenzo Ruggeri, direttore del Gambero Rosso, ripercorre quattro decenni di rivoluzioni a tavola e guarda al futuro tra intelligenza artificiale, nuove generazioni e libertà di giudizio: «Non è più tutto straordinario. Dobbiamo riappropriarci dell’autenticità».

DELLO STESSO AUTORE

Continua a leggere

Essenza, con Stefano Cavallini a Borgo Pignano il girarrosto torna protagonista

Lo chef Stefano Cavallini, primo italiano a conquistare una stella Michelin all’estero, torna a Firenze alla guida del ristorante di Borgo Pignano Florence: una cucina essenziale tra cotture allo spiedo, servizio al tavolo e memoria gastronomica.

50 Best, Ana Roš si sfila: «Preferisco investire nel ristorante, non nella visibilità»

La chef slovena di Hiša Franko non andrà alla cerimonia di Lima del 4 novembre. Nel mirino non c'è la qualità dei colleghi, ma il tempo e le risorse che i ristoranti devono dedicare a eventi, viaggi stampa e campagne promozionali per restare nel radar della gastronomia internazionale.

Antropologia della pizza tonno e cipolla. Storia di un pregiudizio napoletano

Venticinque anni fa, in una pizzeria di Verona, la mia allora fidanzata ordinò una pizza tonno e cipolla. Io rimasi scioccato. E non mancai di farglielo notare, con quella fastidiosa sicumera che soltanto un napoletano convinto di conoscere tutto...