Variazioni su tema: la bistecca di scottona… aromatizzata al whisky

bistecca di scottona aromatizzata al whisky

Una macerazione di 24 ore in un’infusione di acqua e whisky torbato Laphroaig, cannella bruciata e scorza d’arancia siciliana: nasce così l’aromatizzazione al whisky di una bistecca di scottona di 14 mesi, frollata per 45 giorni

bistecca di scottona aromatizzata al whisky

I puristi della bistecca alla fiorentina magari storceranno il naso per quella che può sembrare una profanazione; gli altri, soprattutto gli amanti dei distillati, potranno invece sperimentare qualcosa di inusuale: una bistecca di scottona aromatizzata al whisky. Già, è questa l’ultima frontiera della “regina” della carne: il piatto nasce dalla macerazione lunga 24 ore di una bistecca di scottona di 14 mesi, lasciata a frollare per 45 giorni, in un’infusione di acqua e whisky torbato Laphroaig.

bistecca di scottona aromatizzata al whisky - pierfrancesco chodo

Ideatore (o comunque sviluppatore del progetto in riva all’Arno) è Pierfrancesco Chiodo , il “sommelier della carne” della Trattoria dall’Oste in via Alamanni, a Firenze. È stato lui – nella foto in alto – a prendere una bottiglia di whisky scozzese Laphroaig, diluirla nell’acqua insieme a una mistura di cannella bruciata e scorza d’arancia siciliana, lasciarvi a macerare la bistecca prima di passarla alla brace. Dopo i primi tentativi, indispensabili per trovare la giusta proporzione tra acqua e distillato, il risultato è arrivato.

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Ed eccola qua, opportunamente cotta: prima di assaggiarla, il rischio che intravedevo era di un possibile effetto caramellato che il whisky avrebbe potuto dare alla carne. Invece non è andata così: ovviamente la componente volatile dell’alcool è evaporata in fase di cottura, lasciando in bocca il sapore del distillato – e in particolare la sua caratteristica nota torbata – soprattutto nelle zone esterne della bistecca, quelle in cui il Laphroaig è rimasto più a lungo a contatto con la carne.

bistecca di scottona aromatizzata al whisky

È nell’osso e nelle zone più grasse, che il whisky è penetrato in maniera più intensa. Se nei bocconi più vicini all’osso l’aromatizzazione è appena percettibile, più ci si avvicina all’esterno e più il torbato si fa presente, senza mai eccedere snaturando il sapore della carne.

bistecca di scottona aromatizzata al whisky

Finora, nelle sue contaminazioni con il mondo della bistecca, il whisky è stato utilizzato soprattutto per preparare salse di accompagnamento (altro particolare da brividi, per i puristi) oppure usato per sfumare altri tagli di carne in qualche ricetta d’ispirazione anglosassone. Ci sono marinature più complesse, certo, ma l’inserimento di ketchup, salsa di soia e aceto di vino tende a farci scivolare – per un po’ – tra i puristi….

Marco Gemelli

Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itreforchettieri.it, embrione del Forchettiere. Gestisce infine un Bed & Breakfast a Firenze (www.damilaflorence.com).

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