Castello La Leccia esce con le nuove annate. Addio Malvasia: su quattro etichette, tre sono Sangiovese in purezza
Nel cuore del Chianti Classico, arroccato su un colle a 450 metri sul livello del mare, sorge Castello La Leccia, nell’omonima località in provincia di Siena. Centosettanta ettari (di cui diciassette vitati e dieci a oliveto) che dominano la Val d’Elsa. Il paesaggio di questo angolo di Toscana è unico. Ricco di biodiversità, con caratteristiche geomorfologiche eterogenee e una profonda tradizione storico culturale.
L’azienda (che festeggia nel 2023 10 anni di certificazione biologica) segue i parametri di una viticoltura etica e a basso impatto ambientale. Nei vigneti, dove si coltivano Sangiovese, Malvasia Nera e Syrah, l’utilizzo di rame e zolfo nella difesa fitosanitaria è ridotto al minimo. Il giusto apporto di sostanze organiche al terreno, poi, è assicurato in modo naturale. Tra i filari crescono orzo, trifoglio e senape, ed il compost è ricavato dalle vinacce e dai raspi.
É grazie a questo approccio integrato che si garantisce la migliore espressione delle uve. A Castello La Leccia il Sangiovese parla il nobile dialetto di quella specifica zona in cui cresce. E, attraverso il sapiente assemblaggio delle uve dei diversi vigneti, svela tutti i lati del suo carattere.
Le nuove annate di Castello La Leccia
Castello La Leccia produce quattro etichette: il “Vivaio del Cavaliere”(Toscana IGT); il Chianti Classico DOCG; il Chianti Classico Riserva DOCG; il “Bruciagna”, Chianti Classico Gran Selezione DOCG. Quattro grandi rossi, tre dei quali a base di Sangiovese in purezza, in grado di far assaporare la ricchezza espressiva di questo vitigno simbolo della toscanità. La scelta di cambiare il taglio del Chianti Classico, eliminando il 2% di Malvasia e utilizzando solamente Sangiovese, è stata presa nel 2019, quando Guido Orzalesi è entrato in azienda. Il risultato sono stati vini meno accomodanti ma più verticali, con profumi varietali puliti e una trama tannica ben levigata.
Il fil rouge tra le tre etichette è proprio l’eleganza che riesce ad esprimere il Sangiovese coltivato in quelle determinate parcelle. Nei vigneti di Castello La Leccia il suolo è povero, ricco di scheletro e costituito da roccia calcarea e galestro, uno scisto argilloso che si sfalda facilmente e che, in presenza di acqua, si scioglie cedendo al terreno microelementi particolarmente preziosi per la pianta. Questo tipo di roccia ha un’azione modulatrice sul grado di umidità, possiede caratteristiche drenanti, ma in momenti di stress idrico è in grado di trattenere un certo livello di umidità grazie alle sue inclusioni argillose. Un elemento chiave per ottenere uve di ottima qualità.





