Per il suo terzo punto vendita fiorentino, Ditta Artigianale apre la prima vera caffetteria italiana di qualità dentro un cinema, all’interno de “La Compagnia”, Casa del Cinema della Toscana (via Cavour 50r, Firenze): integra la proposta gastronomica con la programmazione cinematografica

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In principio c’era il pop corn. Poi vennero bevande, hot dog e pizzette, queste ultime non sempre memorabili per qualità e consistenza. Infine il caffè. Che però, almeno a Firenze, è di gran qualità. Nasce infatti nella casa del Cinema della Toscana (via Cavour 50r, Firenze) il primo coffee bar italiano dentro un cinema, che integra la proposta di caffetteria a suggestioni prese dalla programmazione dei film che qui si avvicenderanno, tra festival dedicati al documentario, all’India, alla Francia e alle arti in generale. È l’ultima mossa di Ditta Artigianale, la linea di locali dedicati al consumo consapevole di caffè griffata da Francesco Sanapo, che oggi apre il terzo punto vendita in città all’interno de “La Compagnia”, situata a pochi passi dal Duomo.

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Insieme a Francesco Sanapo, pluripremiato campione baristi, Daniele Palladini ha infatti vinto il bando di gestione per la caffetteria; lavorerà fianco a fianco di Fondazione Sistema Toscana, che qui programmerà eventi 330 giorni l’anno. La Compagnia, progettata e realizzata negli anni ’80 dagli architetti Natalini, dopo essere diventato un cinema storico della città, è stato chiuso per oltre 10 anni, per poi essere acquistato nel 2010 da Regione Toscana e restituito a nuova vita in questi giorni. Tra gli appuntamenti in programma, la 10° edizione della rassegna 50 giorni di cinema internazionale, in corso fino al 9 dicembreDitta Artigianale Al Cinema ha un’ambientazione contemporanea, con una boiserie in legno da cui spunteranno le immagini di attori indimenticabili, da Monica Vitti, Paul Newman, Barbarella, o da scene de Il Sorpasso con Gassman. I materiali usati, sono, oltre alla preesistente pietra forte fiorentina, usata da Natalini, legno, ottoni e specchi. La superficie complessiva è di circa 220 mq, di cui 180 di galleria dove sono posizionati tavoli e sedute, su cui si affacciano i volti del cinema, e il rimanente per la parte bar, con il bancone lungo circa 10 metri.

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Anche in “Ditta Artigianale Al cinema”, come nei due precedenti locali, sarà centrale il servizio di caffetteria, grazie alla carta dei caffè “specialty”, scelti da piccoli produttori in giro per il mondo, tostati in casa – Ditta Artigianale è anche una micro-torrefazione – serviti con vari metodi: dall’espresso, ai metodi del “brew bar”, per ottenere infusi secondo una filosofia di vita “slow”, come il V60, il Syphon, l’Aeropress, Cold brew, fino allo “Steampunk”, che utilizza un’innovativa tecnica, molto scenografica e estremamente versatile. Ditta Artigianale offrirà inoltre un servizio di ristorazione completo, dalla colazione alla cena. Dalle 18 sarà Gin e cocktail bar, con una selezione di oltre 150 etichette diverse di gin provenienti da tutto il mondo, accompagnate a tapas varie per l’aperitivo, e una cocktail list originale, con proposte create dai bartender. 

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Jessica Sartiani sarà responsabile, insieme a Francesco Sanapo, del reparto caffè; Lorenzo Aiosi guiderà la sezione “Cocktail e American Bar”; Marilee Reina avrà il timone della cucina. Nella sua proposta, sapori tipicamente toscani saranno accostati ai classici internazionali con la cucina espressa sia per i dolci che per il salato (french toast, pancakes, uova strapazzate, e i “top di gamma” croque monsieur e croque madame). Con una differenza: l’inserimento nel menu di alcuni piatti ispirati dalle attività culturali che qui si svolgeranno e dalla storia del cinema.

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“Quella che sta per iniziare – spiega Sanapo – è una nuova avventura che ci rende molto felici. In un viaggio, quando andavo alla ricerca di caffetterie per capire come si stessero modificando usi e costumi nel mondo, mi sono imbattuto in un bellissimo museo dove dentro c’era una splendida caffetteria, quindi il museo viveva di più e la caffetteria lavorava in spazi molto suggestivi. Ho subito pensato che fosse una sinergia pazzesca. Poi c’è capitato di poter realizzare questo progetto, grazie al Teatro La Compagnia, riportato allo splendore. Il concetto di Ditta rimane simile: la caratteristica principale è quella dell’ospitalità, e far sentire il cliente a casa anche quando non lo si è. Il caffè rimane protagonista, con tutti i suoi metodi di degustazione e estrazione. La sera ci sarà il cocktail bar: una selezione importante, perché pensiamo che lo spazio debba essere attivo dalla mattina alla sera. Creeremo un’unione tra Ditta Artigianale e la programmazione de La Compagnia, con un connubio tra qualità degli eventi e qualità nel luogo di socializzazione del cinema. Sarà l’occasione giusta per presentare tutti i nostri caffè. Quest’anno abbiamo alzato ancora di più l’asticella, lavorando tantissimo all’origine. Abbiamo comprato dei piccolissimi lotti: quello che scommettiamo lascerà il segno è il nostro El Diamante, di una piccola fattoria in Costa Rica, che utilizza un processo sperimentale, anaerobio, molto utilizzato nel vino e che abbiamo pensato di applicare al caffè, con un risultato straordinario”.

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Marco Gemelli
Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itrelforchettieri.it, embrione del Forchettiere.

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