Dieci anni per trovare la propria strada, e adesso arriva un locale interamente dedicato per trasformarla in progetto gastronomico con una precisa identità. La Piciaccia di Gabriele Dani, nata nel 2017 come esperimento tra pizza e schiaccia toscana, compie un nuovo passo a Cecina, dove la bakery aperta nel dicembre 2024 lascia spazio a un format che porta il suo nome: la Piciacceria. Il cambio di insegna, negli spazi di corso Matteotti, non è solo una questione di branding. È il punto d’arrivo di un percorso che il maestro lievitista toscano ha costruito lavorando sugli impasti e cercando una sintesi personale tra la cultura della panificazione regionale e il mondo della pizza. Una sintesi che, a quanto pare, non aveva bisogno di scegliere da che parte stare: meglio tenersi il meglio di entrambe.

Per capire la nuova Piciacceria bisogna tornare al 2017, quando Dani mise a punto una preparazione inizialmente battezzata, con poca fantasia ma molta precisione, “Pizza in pala 20 per 40”. Le dimensioni erano quelle di un rettangolo da 20 × 40 centimetri; l’identità, invece, era ancora in cerca del nome giusto. La soluzione arrivò dalla fusione di due parole familiari alla tavola toscana: pizza e schiaccia. Nacque così la Piciaccia, un prodotto pensato per raccogliere l’eredità della schiaccia regionale e reinterpretarla attraverso la tecnica e la ricerca proprie della pizza. Una base da condire in superficie e cuocere alla pala, alla quale si è aggiunta in seguito una seconda versione, aperta e farcita all’interno, sulla scia della schiacciata ripiena.

Il riferimento non è casuale. Nella Toscana meridionale, e in particolare nella tradizione gastronomica legata ai forni e alla panificazione quotidiana, la schiaccia rappresenta molto più di un semplice prodotto da forno. Le schiacce grossetane, comprese tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT), testimoniano la presenza di una cultura del pane che Dani prende come punto di partenza, senza rinunciare a una lettura contemporanea.
La Piciaccia nasce proprio da questo incontro: non una pizza con un altro nome, né una schiacciata semplicemente ribattezzata. Piuttosto, una preparazione che cerca di ritagliarsi uno spazio autonomo, con un impasto riconoscibile e due modalità di consumo.

La nuova Piciacceria organizza la proposta intorno a due linee, Crunch e Topped, che condividono la stessa idea di partenza ma seguono strade differenti. La Crunch è la versione aperta, tagliata in due e imbottita al momento. Il menù alterna ricette classiche, vegetariane e premium, accanto a una selezione ideata direttamente da Gabriele Dani. Tra gli abbinamenti spicca la Tommy, che mette insieme finocchiona IGP, pecorino della Garfagnana e crema di carciofi: una combinazione che guarda alla dispensa regionale senza rinunciare alla cremosità. Più ricca la Boca, dove la mortadella incontra il pesto di pistacchio, la stracciatella, i pomodori secchi e la granella di pistacchio. La Marinara gialla, invece, gioca su un equilibrio tra dolcezza, sapidità e freschezza, accostando pomodori gialli semi-dry conditi con aglio e origano, alici di Cetara, stracciatella e scorza di limone.
Anche l’impasto si declina in più versioni: la Tuscan Original, preparata con farina di frumento toscano e farro, una variante multicereali scura e una Special Edition che cambia ogni settimana. Per chi preferisce costruire il proprio abbinamento, c’è inoltre la formula “Crea la tua Piciaccia”, che consente di scegliere una componente tra salumi, pesce e formaggi, una verdura e una salsa o crema.

La Topped segue invece la strada della farcitura in superficie, con un passaggio in forno che completa la preparazione. Qui il gioco si fa anche geografico: le ricette prendono il nome da città e territori toscani, trasformando la carta in una piccola mappa gastronomica regionale. La Firenze punta sulla trippa stufata in salsa di pomodoro ed erbe aromatiche, richiamando uno dei piatti più rappresentativi della cucina popolare cittadina. La Livorno porta in tavola il baccalà al pomodoro con olive e capperi, mentre la Pisa abbina crema di zucca, pancetta croccante e burrata affumicata. La Bolgheri, infine, combina porchetta artigianale toscana, maionese al tartufo e scaglie di pecorino stagionato in fossa. A pranzo la Topped è disponibile anche nella versione Piccolina, una Lite Edition in formato ridotto con una selezione dedicata. Una soluzione che amplia le occasioni di consumo e rende il prodotto adatto anche a una pausa veloce, senza relegarlo necessariamente alla cena.

Il passaggio dalla bakery alla Piciacceria segna dunque una scelta precisa: concentrare il lavoro su un prodotto che, dopo aver trovato spazio anche nell’offerta di Bottega Dani, diventa adesso il protagonista assoluto di un locale.
La Piciacceria – mezza pizza mezza schiaccia
Corso Matteotti 174, Cecina (Livorno)
Pranzo: dal lunedì al venerdì, dalle 11:30 alle 15:30
Cena: dal mercoledì alla domenica, dalle 18:30 alle 23

