Se la distillazione è l’arte di intrappolare i sapori nel tempo, la sfida di farlo diventa via via più ardua se si accresce il valore della materia prima. Eppure questo sembra non spaventare chi ha voluto distillare il Pane Carasau

La Sardegna è da sempre terra dai sapori unici. La sua storia di isolamento geografico ha contribuito a renderla terreno fertile per la sperimentazione e la diversificazione enogastronomica nei secoli, partendo dai grandi piatti fino alle cose più semplici e quotidiane (e quindi forse più apprezzate) come il pane.

Il termine Carasau è ormai ben noto anche sul continente, e questo particolare tipo di pane sardo diffuso in tutta l’isola, con la sua forma a disco molto sottile e croccante è presente ormai molto presente sulle tavole degli italiani.

È proprio per rendere omaggio a questo prodotto simbolo della vita quotidiana dei sardi che Emilio Rocchino (bartender di Olbia, oltre che “padre” della linea di prodotti Macchia che spazia dai vermouth ai bitter, a i gin con botaniche locali) ha deciso di lanciare una Vodka armomatizzata con pane carasau, ottenuta tramite un processo di infusione completamente naturale. Il pane infatti viene lasciato a macerare in puro  alcool di grano, e poi unito ad una parte di distllato dello stesso panificato.

Il risultato è unico, uno spirito mediterraneo che riesce a trasmettere i profumi e la fragranza del pane, e che si apprezza  sia liscia (grazie alla morbidezza data amidi) sia in miscelazione, dove può essere usata in maniera versatile anche al posto di un  whisky grazie alle note di grano molto produciate. La Sardegna è ancora una volta più vicina a noi grazie ai prodotti Macchia.

Articolo precedenteLibri: Fernanda Roggero e gli 11 “rivoluzionari” del gusto made in Italy
Articolo successivoZona rossa non ti temo: raddoppia ad Arezzo “Maninpasta” dei Lodovichi Bros
Federico Silvio Bellanca, nato l’ultima settimana del 1989 a Fiesole, reputa se stesso la risposta alla domanda di Raf “cosa resterà di questi anni 80”, e si crede simpatico ogni volta che fa questa battuta. Specialista in Marketing del settore Beverage, ha lavorato in quest'ambito per alcuni anni (soprattutto sul mercato francese), per poi passare a ruoli di responsabilità nelle vendite in diverse aziende spaziando dal vino alla birra fino ai prodotti food. Stregato dal fascino del giornalismo ha cominciato a scrivere per riviste tecniche nel 2015, prima su GDOnews e successivamente su Beverfood.com. A fine 2017 inizia a scrivere su il Forchettiere per raccontare la passione di tutti i protagonisti della ristorazione incontrati mentre cercava dati di mercato e trend di marketing. Ama i cocktail in cui gli ingredienti sono creati del bartender, i ristoranti che non fanno razzismo regionale nei vini e tutto quello che viene servito crudo o quasi. Odia i sorrisi forzati nelle foto , gli appassionati morbosi di un singolo prodotto e scrivere di se stesso in terza persona nelle biografie perché non riesce a farlo troppo seriamente…

Rispondi