Sabato 2 aprile debutta a Firenze il “De Bardi”, un concept tra cocktail e wine bar che si completerà con l’apertura di un ristorante. Al bancone Veronica Costantino, in cucina Yuzo Nakai

(ph. Michele Tamasco per Gambero Rosso)

L’anticipazione la dà il Gambero Rosso: nella Firenze che in primavera vede il ritorno di Vito Mollica, il raddoppio di Marco Manzi con Giotto e qualche altra novità interessante, si aggiunge il debutto del “De Bardi”. Frutto di un ambizioso progetto dell’avvocato Paolo Genovese – che ha approfondito la conoscenza dei migliori trend della ristorazione durante una serie di viaggi – il locale è stato realizzato dalla ristrutturazione di uno storico fondo ormai dimenticato nell’omonima via del centro storico fiorentino, trasformato in uno spazio pubblico multifunzionale.

(ph. Michele Tamasco per Gambero Rosso)

Il palazzo dove sorge il locale appartenne alla famiglia Bardi, al tempo dei Medici, e comprende l’intero piano terra di un edificio rinascimentale. Come accadrà per Chic Nonna in Palazzo Salviati Portinari, anche nel caso del “De Bardi” l’apertura avverrà a step: sabato 2 aprile debutta soltanto la prima parte del locale, mentre nei prossimi mesi vedrà la luce anche il ristorante.

“Sarà una sorta di ferro di cavallo – anticipa il Gambero Rosso – con le due estremità che affacciano su via De Bardi: da ognuna di queste, si verrà proiettati in uno spazio indipendente, con una sua anima e un’offerta dedicata, per poi vedere i due locali ricongiungersi in un terzo, con la parete della collina rocciosa a fare da sfondo. Il primo braccio indipendente sarà un wine bar, con un’intricata rete di cantine sotterranee, mentre il secondo – che inaugurerà a inizio mese – sarà un cocktail bar; in fondo, invece, ci sarà il ristorante“.

Ad accogliere i primi avventori del cocktail bar del “De Bardi” dietro l’imponente bancone in pietra e vetro ci sarà uno dei nomi più quotati della miscelazione fiorentina, Veronica Costantino. La bar manager d’origine calabrese si conferma un portafortuna per i locali dove viene chiamata a curare l’inaugurazione: era avvenuto prima con Gunè in San Frediano e poi con Largo9 in piazza Annigoni.”Per me – spiega la barlady – De Bardi rappresenta una delle sfide più intriganti della mia carriera, in uno scenario che lascia di stucco. Ho pensato ad una cocktail list che dia risalto a quella che è la storia della famiglia dei Bardi con qualche contaminazione fusion”. Ed ecco infatti che la sua cocktail list comprende drink tradizionali come il Capriccio (Ginarte , basilico, winestillery vermouth dry, olio piccante) e gusti più internazionali come il De’ Oriental Bardi (Montenegro, sakè, yuzu, gelsomino, tonica, fiori di sambuco).

(ph. Michele Tamasco per Gambero Rosso)

In quanto al L’ambiente più suggestivo del De Bardi sarà poi il ristorante posto in fondo ai tanti corridoi, dove è stato fatto un grande lavoro di preservazione della roccia e dei materiali antichi del palazzo. Attraverso il pavimento di vetro sarà possibile scorgere quello che è stato un tempo il suolo della città, fino all’arrivo degli Etruschi, mentre per chi volesse gustare un’esperienza unica ci sarà un private table sospeso su una lastra trasparente che affaccia su un pozzo medioevale. A guidare il ristorante (come del resto, tutta la proposta gastronomica) sarà il giovane chef giapponese Yuzo Nakai, (prima con Veronica a Largo9). Questa sarà la sua prima sfida individuale, la cucina sarà di stampo italiano con qualche incursione dall’estero, ma intanto si potrà gustare la sua offerta al cocktail bar, con opzioni diverse che vanno dal sashimi ai tagliere toscani, oppure tartare di gambero biondo con riso tostato al curry, bisque, crema di rafano e cavalfiore, o ancora la creme brulée di fegatini, galantine, uva, riduzione di vino e cioccolato fondente con panbrioche.

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Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itrelforchettieri.it, embrione del Forchettiere.

2 COMMENTS

    • No, sarebbe dovuto entrare nel progetto di Palazzo Salviati Portinari, dove però adesso aprirà Vito Mollica

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